L'allenatore dello Shakhtar Donetsk, Arda Turan, ha parlato ai media prima di una difficile semifinale di ritorno di UEFA Conference League contro il Crystal Palace, riconoscendo la sfida significativa che la sua squadra deve affrontare ma rifiutando di abbandonare i sogni di raggiungere la finale. La squadra ucraina arriva al Selhurst Park con uno svantaggio di 3-1 dalla prima gara, un deficit che mette seriamente in pericolo le loro aspirazioni continentali.
Turan, l'ex centrocampista internazionale turco ora nel ruolo di allenatore, ha adottato un tono di realismo determinato durante la sua conferenza stampa pre-partita. Ha ammesso che la sua squadra si trova in una posizione difficile ma ha sottolineato che la speranza rimane un potente motivatore. "Nella vita, se c'è speranza, sappiamo che può accadere", ha dichiarato Turan, inquadrando la prossima partita non solo come una competizione calcistica ma come una prova di carattere e convinzione per la sua squadra.
L'allenatore 39enne si è detto soddisfatto della prestazione della sua squadra nella gara di andata, nonostante il punteggio sfavorevole. Ha evidenziato la qualità dei prossimi avversari, sottolineando che il Crystal Palace è una squadra ben organizzata che rimane fedele al suo sistema. L'obiettivo principale di Turan per la gara di ritorno è chiaro: almeno forzare un pareggio e darsi una possibilità di lotta, un obiettivo che ha descritto come "almeno un pareggio".
Un momento notevole della conferenza stampa è arrivato quando a Turan è stato chiesto degli elogi ricevuti dal suo omologo, l'allenatore del Crystal Palace Oliver Glasner. In un atto di umiltà e onestà tattica, Turan ha ammesso che la gara di andata è stata una lezione dura. Ha dato credito al Palace per aver capitalizzato sui propri punti di forza per segnare, riconoscendo al contempo i difetti della sua squadra in quell'area. "Sono stato scacco matto nella prima partita", ha confessato Turan, usando una metafora scacchistica per descrivere di essere stato superato tatticamente.
Turan prevede una sfida diversa nella gara di ritorno. Si aspetta che il Crystal Palace applichi più pressione e domini il possesso, uno scenario a cui la sua squadra deve prepararsi. Tuttavia, ha fatto una dichiarazione appassionata sull'etica della sua squadra: non faranno un passo indietro. Il principio fondamentale, ha sottolineato, è che lo Shakhtar Donetsk non abbandonerà il proprio stile di gioco. L'obiettivo è implementare il loro gioco e cercare di migliorarlo, indipendentemente dalle circostanze.
L'allenatore ha tracciato un potente parallelo tra la lotta in campo e la resilienza necessaria fuori, riferendosi al conflitto in corso in Ucraina. Ha sostenuto che se i civili possono svegliarsi con le bombe e mandare comunque i figli a scuola, allora i suoi calciatori non hanno scuse per non dare il massimo sforzo. "Non ci possono essere scuse per non lottare", ha affermato Turan, elevando la partita al di là del semplice sport a simbolo di perseveranza.
Alla domanda su come definisce il successo, la risposta di Turan è stata multiforme. Ha dichiarato chiaramente che l'eliminazione costituirebbe un fallimento, sottolineando gli standard elevati che si impone. Tuttavia, ha anche parlato di un successo più ampio e profondo: il risultato di riportare lo Shakhtar Donetsk in Champions League, e farlo da una nazione in guerra. Ha descritto questa potenziale impresa come una testimonianza del carattere dei giocatori, suggerendo che qualificarsi per la competizione d'élite europea direttamente da tali circostanze sarebbe un risultato monumentale.
Forse il momento più toccante è arrivato quando a Turan è stato chiesto se raggiungere la finale sarebbe il culmine della sua carriera. Ha deviato l'ipotesi, invece puntando a esperienze passate che hanno già definito i suoi e dei suoi giocatori i momenti più grandi. "Le notti in cui cadevano le bombe e ci alzavamo la mattina per allenarci sono stati i momenti più grandi delle nostre carriere", ha riflettuto. Questa dichiarazione racchiude il contesto unico del viaggio dello Shakhtar Donetsk—una squadra la cui identità e resilienza sono state forgiate in straordinarie avversità.
La gara di ritorno presenta un compito arduo per la squadra di Turan. Ribaltare uno svantaggio di due gol contro un avversario forte di Premier League nel proprio stadio richiede una prestazione quasi perfetta. Tuttavia, la narrativa che circonda lo Shakhtar Donetsk ha da tempo superato i semplici risultati. La loro partecipazione alle fasi finali della competizione europea è una storia di sfida e unità, qualità che Turan è determinato a vedere in mostra al Selhurst Park.
Con l'avvicinarsi della partita, l'attenzione sarà sugli aggiustamenti tattici e sulla pura volontà di colmare il divario lasciato dalla sconfitta dell'andata. Le parole di Turan suggeriscono una squadra che affronterà la partita con coraggio e impegno verso la propria identità, cercando di scrivere un altro capitolo notevole nella loro stagione straordinaria. Basato su un reportage di Hürriyet.