In un importante impegno diplomatico, il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha incontrato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Casa Bianca giovedì 7 maggio 2026. L'incontro di tre ore, descritto da entrambi i leader come positivo, ha segnalato un possibile reset delle relazioni bilaterali dopo un periodo di percepito disimpegno degli Stati Uniti dall'America Latina. Trump ha poi utilizzato i social media per definire l'incontro « molto buono », elogiando Lula come « molto dinamico » e accennando a futuri incontri.
Il fulcro della discussione è stato il rilancio delle relazioni tra Brasile e Stati Uniti. Lula ha sottolineato il suo desiderio che gli Stati Uniti considerino il Brasile come un partner cruciale, in particolare nelle sfere economiche e commerciali. Ha osservato che la ridotta attenzione statunitense verso la regione negli ultimi anni aveva creato un vuoto, permettendo alla Cina di espandere la sua influenza. Il presidente brasiliano ha sostenuto una relazione basata sul dialogo e il multilateralismo, contrastando esplicitamente le politiche unilaterali. Un risultato concreto è stata la proposta di Lula di istituire un gruppo di lavoro bilaterale per affrontare gli stalli commerciali, compresi i dazi all'importazione controversi, con una proposta formale prevista entro 30 giorni.
Un argomento strategico importante sono state le vaste riserve del Brasile di minerali delle terre rare e risorse critiche. Lula ha delineato l'ambizione del Brasile di superare il suo ruolo storico di esportatore di materie prime. Ha sottolineato l'interesse nazionale nello sviluppare l'intera catena produttiva a livello nazionale, compresa la lavorazione e l'industrializzazione, per aggiungere valore. Pur essendo aperto a partnership internazionali, anche con aziende americane, Lula ha chiarito che il Brasile non concederà un trattamento preferenziale a nessun singolo paese. Ha inquadrato questo come una questione di sovranità nazionale, con il governo che crea meccanismi di coordinamento per mantenere il controllo su questi beni strategici.
Sulla scena internazionale, Lula ha approfittato dell'incontro per presentare la prospettiva del Brasile sui conflitti globali in corso. Ha ribadito la sua posizione di essere « totalmente contrario alle guerre » e critico verso gli interventi militari, come quelli degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran. Pur riconoscendo di non aspettarsi che Trump cambiasse il suo approccio dopo un solo incontro, Lula ha ritenuto vitale comunicare direttamente le posizioni del Brasile. Ha menzionato l'offerta dei servizi del Brasile come potenziale mediatore in situazioni che coinvolgono Iran e Venezuela. Un punto notevole è stato il resoconto di Lula secondo cui Trump ha dichiarato di non avere intenzione di invadere Cuba, data l'apertura dell'Avana al dialogo, cosa che Lula ha considerato un segnale positivo.
Lula ha anche sostenuto la riforma del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Ha sostenuto che la struttura attuale è un artefatto dell'era post-seconda guerra mondiale e non riflette più le realtà geopolitiche del 2026. Ha invitato i membri permanenti come Stati Uniti, Cina e Russia a guidare questo cambiamento, avvertendo che senza riforme, la rilevanza dell'ONU e la sua capacità di rispondere alle crisi diminuirebbero. Lula ha ribadito il suo sostegno di lunga data all'espansione del Consiglio per includere nuovi membri permanenti, nominando Brasile, Giappone, India e nazioni africane come candidati per un ruolo maggiore nel processo decisionale globale.
L'incontro ha incluso un momento di leggerezza, con Lula che ha condiviso una battuta sulla prossima Coppa del Mondo FIFA. Riferendosi alle politiche di immigrazione di Trump, Lula ha scherzato dicendo che sperava che il presidente americano non revocasse i visti dei giocatori brasiliani, perché venivano per vincere il torneo. Lula ha notato che Trump ha riso alla battuta, e il presidente brasiliano ha poi commentato che vedere Trump sorridere era preferibile a vederlo « con una faccia severa ». Questo aneddoto è stato utilizzato per illustrare l'importanza di creare un'atmosfera più leggera per facilitare il dialogo tra i leader.
È fondamentale che Lula abbia chiarito che diversi argomenti previsti sono stati deliberatamente esclusi dall'ordine del giorno. Ha confermato che l'incontro non ha affrontato la potenziale classificazione delle fazioni criminali brasiliane come gruppi terroristici, una questione sensibile nella cooperazione bilaterale di sicurezza. Inoltre, le controverse critiche statunitensi al sistema di pagamento istantaneo del Brasile, PIX, non sono state discusse. Lula ha espresso la speranza che Trump possa un giorno comprendere e apprezzare il sistema, ma per ora, è rimasto al di fuori della portata della loro conversazione.
Il tono generale della conferenza stampa post-incontro di Lula è stato di cauto ottimismo. Si è dichiarato « molto soddisfatto » del risultato, ritenendo l'incontro importante per entrambe le nazioni. L'istituzione di un gruppo di lavoro sulle questioni commerciali e l'accordo per continuare il dialogo rappresentano passi tangibili, seppur iniziali. La discussione sui minerali delle terre rare apre un potenziale nuovo capitolo per un partenariato economico strategico, anche se il Brasile insiste per controllare le proprie risorse e la propria catena del valore.
Le implicazioni per il più ampio panorama geopolitico sono significative. Coinvolgendo direttamente Trump su questioni come la riforma dell'ONU e i conflitti globali, Lula sta affermando il desiderio del Brasile per un ruolo più prominente sulla scena mondiale. L'evitamento di argomenti altamente controversi come PIX e le designazioni terroristiche suggerisce un approccio pragmatico, concentrandosi su aree di potenziale cooperazione mentre si eludono i punti di attrito immediati. L'incontro stabilisce una base per le interazioni future, con entrambi i leader che segnalano la volontà di parlare, anche su aree di disaccordo.
Basato su un reportage di g1.