Il Manchester City ha ufficialmente confermato che cinque membri chiave dello staff tecnico di Pep Guardiola lasceranno il club alla fine della stagione, segnando una rivoluzione mentre si avvicina la partenza dello stesso tecnico catalano. L'annuncio, reso pubblico martedì, invia un chiaro segnale che il club si sta preparando per una nuova era senza l'allenatore più vincente della sua storia.
La lista degli assistenti in partenza include Pepijn Lijnders, Kolo Touré, Lorenzo Buenaventura, Manel Estiarte e Xabi Mancisidor. Questa uscita di massa rappresenta lo scioglimento di un team di retroscena che è stato determinante per un periodo senza precedenti di dominio nazionale, inclusi multipli titoli di Premier League, FA Cup e EFL Cup. I tempi suggeriscono una rottura netta piuttosto che una transizione graduale, una mossa che richiederà una ricostruzione completa da parte del nuovo allenatore.
Pep Lijnders, il tecnico olandese arrivato all'Etihad solo la scorsa estate, ha avuto un mandato rapido e di successo, sebbene breve. Ha contribuito immediatamente ai trionfi in FA Cup, EFL Cup e Premier League, aggiungendo alla sua già brillante reputazione. Prima di unirsi al City, Lijnders era noto soprattutto per il suo lungo periodo come braccio destro di Jürgen Klopp al Liverpool dal 2015 al 2024, periodo interrotto solo da un ruolo di capo allenatore di sei mesi al NEC Nijmegen in Eredivisie. La sua acume tattico e l'intensità sul campo di allenamento lo rendevano una figura ambita, e la sua partenza lascerà un vuoto creativo.
La partenza di Kolo Touré è altrettanto simbolica. L'ex difensore ivoriano, leggenda della Premier League con gli "Invincibili" dell'Arsenal e successivamente campione con il City come giocatore, aveva fatto la transizione verso l'allenamento con il club. La sua profonda comprensione della cultura della squadra e la sua esperienza come difensore di alto livello offrivano un tutoraggio inestimabile all'attuale rosa. La prossima mossa di Touré sarà seguita con interesse, poiché la sua carriera da allenatore continua a salire.
Accanto a loro, anche Lorenzo Buenaventura — il venerato preparatore atletico che ha lavorato con Guardiola per oltre un decennio tra Barcellona, Bayern Monaco e City — partirà. I metodi di Buenaventura sono stati accreditati di mantenere lo stile di gioco ad alta intensità del City fisicamente sostenibile durante stagioni estenuanti. Manel Estiarte, confidente di lunga data di Guardiola ed ex leggenda della pallanuoto, fungeva da essenziale punto di ascolto per la gestione del gruppo. Il preparatore dei portieri Xabi Mancisidor, presenza costante dietro Ederson e altri, cercherà anche nuove sfide. Questa partenza collettiva recide quasi tutto il cerchio ristretto di fiducia di Guardiola.
A fare da sfondo a questo esodo è la confermata partenza di Pep Guardiola a fine stagione, una decisione che ha incominciato sull'intera campagna del club. L'eredità di Guardiola è ineguagliabile: ha trasformato il Manchester City da forza emergente a superpotenza europea, instillando una filosofia che ha rivoluzionato il calcio inglese. Perdere lui — e ora praticamente tutto il suo staff — presenta una sfida esistenziale alla struttura che ha costruito.
Sostituire una figura della grandezza di Guardiola è un compito arduo, ma il primo favorito è Enzo Maresca. L'italiano, ex assistente allenatore al City sotto Guardiola, ha impressionato nei suoi recenti ruoli da allenatore al Leicester City e al Chelsea. La profonda conoscenza della filosofia del club e la sua comprovata capacità di implementare uno stile basato sul possesso palla lo rendono un candidato naturale per mantenere la continuità mentre forgia la propria strada. La connessione è ovvia, e fonti indicano che è la scelta favorita per colmare il vuoto.
Chiunque prenda le redini erediterà una rosa di talento mondiale ma anche abituata a un'identità tattica molto specifica. Il nuovo allenatore dovrà non solo colmare il vuoto tecnico, ma anche navigare le conseguenze emotive della partenza di un leader amato. Il rischio di un vuoto di potere o di un calo di prestazioni è reale, poiché la storia mostra che i club spesso faticano dopo la partenza di un allenatore trasformativo di lunga data. Le difficoltà del Manchester United dopo Ferguson servono da monito.
Per la Premier League, questa rivoluzione potrebbe segnalare un cambiamento negli equilibri di potere. I rivali come Arsenal, Liverpool e Chelsea vedranno un'opportunità per colmare il divario se la transizione del City vacilla. Tuttavia, le profonde risorse finanziarie del club e la stabilità istituzionale rendono possibile una rapida ripresa, specialmente con la giusta nomina dell'allenatore.
Le imminenti partenze sollevano anche domande sul futuro dei giocatori. Stelle chiave come Kevin De Bruyne, Erling Haaland e Phil Foden hanno prosperato sotto il sistema di Guardiola; adattarsi a una nuova voce e possibilmente a tattiche modificate metterà alla prova la loro lealtà e forma. Il primo compito del prossimo allenatore sarà convincere il nucleo centrale che il progetto rimane su una traiettoria ascendente.
Con la stagione che volge al termine, l'attenzione si sposterà inevitabilmente dalla corsa al titolo al progetto di ricostruzione. I tifosi del Manchester City spereranno che la dirigenza del club abbia un piano chiaro per navigare questa transizione. L'esodo di massa dello staff, sebbene inquietante, potrebbe alla fine rivelarsi il catalizzatore per una nuova era rinvigorita — ma solo se la successione sarà gestita con precisione.
Basato su reportage de L'Equipe.