La semifinale di ritorno di Champions League del Bayern Monaco contro il Paris St-Germain è stata offuscata da una controversa decisione per mano che ha lasciato giocatori, staff e tifosi dell'Allianz Arena increduli. L'episodio, avvenuto intorno al 30º minuto, ha visto il centrocampista del PSG Vitinha sparare una respinta che ha colpito il braccio del compagno Joao Neves all'interno dell'area di rigore. Nonostante le ferventi proteste della squadra bavarese, l'arbitro João Pedro Silva Pinheiro ha lasciato proseguire il gioco, decisione confermata dal Video Assistant Referee (VAR).
La negazione del calcio di rigore è stata particolarmente dolorosa per il Bayern, che era in svantaggio per 1-0 quella sera e si trovava ad affrontare un deficit complessivo di 6-4 contro i campioni in carica. Quel momento rappresentava una potenziale ancora di salvezza, un'opportunità per dimezzare lo svantaggio e dare nuova linfa al tentativo di rimonta. Invece, la partita è continuata con il vantaggio del PSG intatto, un vantaggio che hanno protetto per avanzare in finale.
La logica alla base della decisione dell'arbitro si basa su una clausola specifica, spesso trascurata, delle leggi del gioco dell'International Football Association Board (IFAB). Secondo queste regole, un'infrazione di mano non viene commessa se un giocatore viene colpito al braccio da un pallone che è stato deliberatamente giocato da un compagno. La legge è progettata per tenere conto delle situazioni in cui un giocatore non può ragionevolmente anticipare la traiettoria del pallone dopo l'azione di un compagno, anche se il suo braccio si trova in una posizione innaturale.
Il corrispondente per le questioni calcistiche Dale Johnson ha spiegato l'interpretazione, notando che l'esenzione copre scenari in cui il pallone viene proiettato inaspettatamente verso un giocatore da un collega. In questo caso, la potente respinta di Vitinha da distanza ravvicinata ha lasciato Neves praticamente senza tempo per reagire o aggiustare il corpo. Johnson ha sottolineato che, sebbene la legge possa essere annullata da un tocco di mano chiaro e deliberato, il contesto di questa specifica azione – una deviazione improvvisa e violenta – rendeva improbabile l'assegnazione di un rigore secondo le linee guida attuali.
La decisione non è stata ben accolta da molti osservatori, inclusi ex professionisti. L'ex difensore del Liverpool Stephen Warnock ha ammesso che la sentenza ha colto di sorpresa lui e molti altri, evidenziando la confusione generale riguardo alle interpretazioni del tocco di mano in Champions League in questa stagione. «Ci stiamo quasi chiedendo, verrà dato, non verrà dato? Non sappiamo dove siamo arrivati in questa stagione», ha commentato Warnock, indicando una più ampia incoerenza nell'arbitraggio.
Le sue critiche sono state riprese più bruscamente dall'ex attaccante Chris Sutton, che ha definito la regola «davvero stupida». Sutton ha messo in dubbio la logica, suggerendo che l'esenzione potrebbe teoricamente permettere a un giocatore di colpire deliberatamente un pallone lanciato da un compagno senza conseguenze, uno scenario che sembra contrario allo spirito del gioco. La sua frustrazione sottolinea un sentimento crescente secondo cui la legge sul tocco di mano, nonostante i tentativi di chiarimento, rimane una fonte di significativa controversia.
Questo non è stato l'unico episodio arbitrale che ha fatto arrabbiare il Bayern durante la partita. In precedenza, il terzino sinistro del PSG Nuno Mendes, già ammonito per un fallo su Michael Olise, ha toccato un pallone proveniente da un passaggio di Konrad Laimer del Bayern. L'arbitro ha scelto di non concedere un secondo cartellino giallo, giudicando che il pallone avesse prima colpito il braccio di Laimer. Questa serie di decisioni ha accresciuto la frustrazione del Bayern, dipingendo l'immagine di una serata in cui le decisioni chiave sono state costantemente a loro sfavore.
Le implicazioni di tali decisioni vanno oltre una singola partita. Per il Bayern, la negazione di un rigore chiaro in una semifinale ad alta posta rappresenta un'occasione persa che avrebbe potuto alterare l'intera traiettoria della serie. Per il PSG, ha permesso di mantenere il proprio cuscinetto complessivo senza dover subire la pressione psicologica e tattica di difendere un rigore. Su scala più ampia, episodi come questo alimentano il dibattito in corso sulla necessità di un ulteriore affinamento della regola del tocco di mano per garantire maggiore coerenza ed equità in tutte le competizioni.
Mentre la polvere si deposita sulla semifinale, la mano di Neves sarà ricordata come un momento cruciale definito da un tecnicismo. Serve come un duro promemoria di come i dettagli intricati delle leggi del calcio possano avere conseguenze monumentali sui palcoscenici più importanti dello sport, lasciando le squadre e i tifosi a fare i conti con risultati che sembrano sia legalmente validi che intuitivamente ingiusti. Basato su un reportage di BBC Sport.