La UEFA ha svelato una ristrutturazione radicale delle sue competizioni per nazionali, con la Nations League destinata a perdere un livello mentre le qualificazioni per il Campionato Europeo e la Coppa del Mondo diventano strettamente intrecciate. I cambiamenti, approvati dal comitato esecutivo dell'organo di governo a Istanbul, entreranno in vigore dal 2028 e promettono di iniettare nuova intensità nel calcio internazionale.
La nuova struttura della Nations League riduce gli attuali quattro livelli a tre sole leghe, ciascuna composta da 18 squadre. All'interno di queste leghe, la fase a gironi consisterà in tre gruppi da sei, ma con una particolarità: ogni nazione giocherà sei partite invece del girone all'italiana, affrontando quattro avversari in una singola partita e uno con partite di andata e ritorno. Il formato culmina ancora con quarti di finale, una final four e play-off promozione/retrocessione, rispecchiando la drammaticità delle fasi a eliminazione diretta delle competizioni per club.
Aleksander Ceferin, presidente della UEFA, ha subito sottolineato i vantaggi. "Le nuove formule miglioreranno l'equilibrio competitivo, ridurranno le partite senza significato e offriranno maggiore appeal e dinamismo per i tifosi", ha detto, aggiungendo che tutte le squadre mantengono una giusta possibilità di qualificazione senza intasare il calendario internazionale. Questa dichiarazione diretta fa eco alle critiche di lunga data secondo cui le fasi iniziali di qualificazione spesso presentano incontri a senso unico o di scarso interesse.
Dal suo inizio nel 2018, la Nations League è stata un successo per emittenti e tifosi, trasformando le amichevoli in partite competitive e creando un percorso verso l'Europeo per le nazioni più piccole. Ma l'attuale sistema a quattro livelli, con gruppi di dimensioni variabili, ha creato complessità e ha lasciato alcune partite senza posta in gioco. Razionalizzando a tre leghe di uguale dimensione, la UEFA spera di rendere la competizione più serrata e far sì che ogni partita conti dal primo fischio.
Il cambiamento più trasformativo, tuttavia, risiede in come le squadre raggiungeranno i grandi tornei. Le qualificazioni per l'Europeo e la Coppa del Mondo saranno ora gestite come due "campionati" paralleli direttamente collegati alla divisione della Nations League. Il primo livello, denominato Lega 1, ospiterà le 36 squadre delle Leghe A e B della Nations League, mentre la Lega 2 sarà composta dalle rimanenti 18 o 19 squadre – con un potenziale rientro della Russia, bandita dal 2022, che creerebbe uno scenario a 19 squadre.
La Lega 1 sarà suddivisa in tre gruppi da 12, sorteggiati da tre urne di sorteggio, e ogni squadra disputerà sei partite contro sei avversari diversi – due per ogni urna. Ciò rispecchia la struttura familiare delle competizioni per club come la Champions League, condensando la drammaticità in una finestra compatta. La Lega 2 rispecchierà l'attuale Lega C della Nations League, con tre gruppi e un formato simile, garantendo un'esperienza unificata su tutta la piramide.
Il premio è chiaro: le squadre meglio piazzate in ogni gruppo della Lega 1 otterranno posti diretti per la fase finale dell'Europeo o della Coppa del Mondo. I biglietti rimanenti saranno contesi tramite play-off, con le squadre della Lega 2 ancora in grado di inserirsi nella festa attraverso le stesse vie a eliminazione diretta. È un sistema che premia le prestazioni nella Nations League preservando il sogno di qualificazione per le nazioni di rango inferiore.
Per le migliori squadre, i cambiamenti significano meno qualificazioni ma con posta in gioco più alta. Invece di giocare in macchinosi gironi all'italiana da cinque o sei squadre, dovranno affrontare un calendario snello che richiede intensità dalla prima partita. Le nazioni di livello inferiore ottengono una visibilità amplificata e la possibilità di misurarsi regolarmente contro avversari più forti, potenzialmente colmando il divario nel tempo.
I critici potrebbero sostenere che legare così esplicitamente le qualificazioni alla Nations League potrebbe consolidare le gerarchie, ma la UEFA insiste sul fatto che la struttura mantiene la mobilità. La promozione e la retrocessione tra i livelli della Nations League rimarranno, il che significa che una buona campagna può ancora migliorare il percorso di qualificazione di una squadra per il ciclo successivo. Il formato finale sarà approvato a settembre, con le parti interessate di tutto il continente in attesa dei dettagli.
Da un punto di vista commerciale e per i tifosi, il calendario condensato potrebbe rivelarsi un colpo da maestro. Le finestre per le nazionali sono già strette, e la promessa di Ceferin di "nessuna giornata di partita aggiuntiva" risponde a una preoccupazione chiave per club e giocatori. Più partite significative per finestra si traducono in storie migliori, rivalità più accese e, in definitiva, un prodotto più coinvolgente per emittenti e tifosi.
La strada verso il 2028 è comunque lunga, e permangono domande su come la transizione possa essere gestita senza intoppi, in particolare per quanto riguarda il potenziale ritorno della Russia e il riequilibrio dei livelli competitivi. Ma una cosa è certa: quando il nuovo sistema entrerà in vigore, il confine tra Nations League e qualificazioni ai tornei si confonderà in un'unica narrazione stagionale.
Basato su un reportage di L'Equipe.