La stagione del Tottenham Hotspur è in bilico su un filo di rasoio, e il margine tra la salvezza e una retrocessione inimmaginabile potrebbe ridursi a un singolo secondo a Stamford Bridge. Una sconfitta per 2-1 al Chelsea lascia la squadra di Robert de Zerbi con la necessità di ottenere almeno un punto contro l'Everton nell'ultimo giorno per garantire il proprio posto in Premier League, ma l'inchiesta è già iniziata sul momento in cui Marc Cucurella ha atterrato Micky van de Ven a pochi centimetri da una potenziale ancora di salvezza. L'incidente, un punto di svolta controverso, racchiude una campagna in cui i margini sottili hanno costantemente giocato contro gli Spurs.
Il punto di svolta è arrivato a fine partita, con il Chelsea in vantaggio per 2-0 e gli Spurs finalmente in agitazione. Mentre Mathys Tel si preparava a battere un corner, Cucurella ha trascinato van de Ven a terra in un'azione che normalmente avrebbe innescato una revisione per rigore. Tuttavia, l'arbitro assistente video ha individuato il fallo come avvenuto una frazione di secondo prima che il pallone entrasse in gioco—un intervallo fugace, forse di un secondo, che significava che l'incidente cadeva al di fuori della finestra per l'intervento del VAR. L'arbitro Stuart Attwell ha potuto solo sventolare un cartellino giallo, e il protocollo non prevedeva alcun meccanismo per concedere un calcio di rigore. L'ex attaccante del Chelsea Daniel Sturridge ha catturato l'incredulità, notando la fortuna straordinaria di Cucurella di scappare per il più stretto dei margini.
Per gli Spurs, il rifiuto è stato una svolta crudele in una partita che aveva offerto loro una via di fuga diretta. Una vittoria avrebbe spento ogni paura residua, e anche un pareggio avrebbe di fatto garantito la sopravvivenza. Invece, tornano a nord di Londra appesantiti dalla 17ª sconfitta in campionato della stagione—dopo le 22 della campagna precedente—e di fronte alla realtà che solo una migliore differenza reti di 12 sul West Ham dà loro una rete di sicurezza. Devono ora fare affidamento su se stessi contro l'Everton mentre sperano che gli Hammers non battano il Leeds, uno scenario che condannerebbe il Tottenham alla Championship per la prima volta dal 1977.
De Zerbi ha affrontato i media con un tono di urgenza provocatoria, paragonando la partita contro l'Everton alla vittoria in finale di Europa League della scorsa stagione contro il Manchester United. "Questa partita è più importante che giocare per un trofeo", ha insistito. "Giochiamo per qualcosa di più importante di un trofeo a causa dell'orgoglio e della storia del club. Puoi vincere un trofeo ma non cambia nulla. La cosa più importante è l'orgoglio e la dignità." Le sue parole hanno sottolineato il peso esistenziale che ora grava su una squadra che ha brancolato nell'instabilità e nell'incompetenza sia dentro che fuori dal campo.
Il contesto più ampio rende la situazione del Tottenham una saga di errori cumulativi. Da quando ha battuto il Brentford il 6 dicembre sotto la precedente gestione, gli Spurs non sono riusciti a vincere una sola partita casalinga di campionato, una striscia che ha prosciugato la fiducia e cancellato il margine che una volta esisteva. Vittorie consecutive in trasferta contro Wolves e Aston Villa avevano accennato a una ripresa, solo per un pareggio casalingo con il Leeds e la prestazione opaca al Chelsea a risucchiarli verso l'abisso. Il tardivo risveglio della squadra a Stamford Bridge, innescato dal gol di Richarlison dopo che Enzo Fernandez e Andrey Santos avevano stabilito un meritato vantaggio per i padroni di casa, è sembrato più un campanello d'allarme che una vera rimonta.
L'ironia per il Tottenham è che il conto arriva mentre i feroci rivali dell'Arsenal festeggiano un primo titolo in 22 anni. La giustapposizione aggiunge un livello di tormento psicologico: gli Spurs, che hanno vinto l'ultima volta la massima serie nel 1961, potrebbero cadere dalla divisione nello stesso momento in cui i loro vicini salgono. È roba da incubo per i fedeli, e la pressione sui giocatori è senza precedenti. I minuti finali al Chelsea, con James Maddison a guidare le proteste, hanno accennato alla disperazione che ora attanaglia il gruppo.
I conti della domenica sono semplici ma soffocanti. Un punto contro l'Everton assicura la sopravvivenza grazie alla differenza reti superiore sul West Ham, che deve battere il Leeds per avere una possibilità. Una sconfitta, unita a una vittoria degli Hammers, manderebbe il Tottenham in Serie B. I dettagli dell'incidente Cucurella verranno riproposti all'infinito se il peggio si materializzerà, ma De Zerbi saprà che esistono ragioni più profonde. Il primo tempo lento della sua squadra, l'incapacità di gestire il ritmo della partita e l'incapacità stagionale di difendere i vantaggi o chiudere le partite li hanno portati su questo precipizio.
Lo status storico del Tottenham rende la situazione quasi surreale. Il club ha vissuto la retrocessione l'ultima volta 48 anni fa, un'epoca così lontana che pochi tifosi attuali possono ricordarla. Le scosse finanziarie e culturali di una caduta in Championship sarebbero sismiche, e la prospettiva ha perseguitato lo spogliatoio per settimane. I giocatori, come ha ammesso De Zerbi, devono portare il fardello dell'identità del club in una partita che trascende qualsiasi singolo trofeo. L'appello alle armi è chiaro, ma se una squadra così incline alla fragilità possa rispondere rimane incerto.
Mentre la polvere si posa sulla sconfitta al Chelsea, l'attenzione si sposta sul Tottenham Hotspur Stadium, dove attende un pomeriggio nervoso. L'Everton, al sicuro dal pericolo, arriva con libertà, mentre gli Spurs lotteranno con il peso della storia. La controversia del VAR alimenterà il dibattito, ma l'esito ora riposa saldamente nelle mani di un gruppo che ha ripetutamente mostrato una capacità di implodere. Per il Tottenham, i 90 minuti più importanti della loro esistenza moderna stanno per svolgersi, e gli echi di un singolo secondo a Stamford Bridge potrebbero rivelarsi assordanti.
Basato su resoconti di BBC Sport.