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Perché il Benfica ha perso la Champions League nonostante

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La stagione senza sconfitte del Benfica non è bastata: un pareggio 2-2 con il Braga è costato la Champions League, mentre lo Sporting si è assicurato il

La Primeira Liga portoghese ha regalato una delle conclusioni più insolite della memoria recente, con il Benfica che ha completato l'intera campagna senza una sola sconfitta ma ha comunque perso un posto nella prossima Champions League. La squadra di José Mourinho ha conquistato molti ammiratori per la sua resilienza, ma undici pareggi notevoli in 34 partite si sono rivelati fatali per le ambizioni di entrare tra le prime due.

Il destino del Benfica è stato segnato nella penultima giornata, quando sono stati fermati sullo 2-2 dal Braga, perdendo punti cruciali nel momento in cui i rivali dello Sporting CP erano in ripresa. Nonostante una precedente imponente vittoria per 3-1 in trasferta contro l'Estoril, il pareggio ha lasciato gli uomini di Mourinho al terzo posto, a un punto dal secondo posto che garantisce l'accesso alla più prestigiosa competizione europea per club. La regola ferrea che solo le prime due avanzano in Champions League significava che anche un record imbattuto non offriva alcuna rete di sicurezza.

Questo esito è una rarità statistica nel calcio moderno: una squadra che affronta un'intera stagione di campionato senza perdere ma finisce fuori dalle prime due. Le 23 vittorie del Benfica sono state compensate da undici pareggi frustranti, inclusi l'incontro di lunedì con il Braga, che ha esposto i sottili margini che definiscono lo sport d'élite. In un campionato in cui il dominio viene solitamente affermato con costanza spietata, l'incapacità del Benfica di trasformare i pareggi in vittorie è stata la loro rovina.

Lo Sporting CP ha colto l'opportunità con efficienza spietata. Alla 33ª giornata, hanno superato i rivali di Lisbona, e sabato hanno offerto una prestazione perfetta in casa per liquidare il Gil Vicente 3-0 e assicurarsi il secondo posto. La vittoria è stata una formalità, ma le implicazioni sono state profonde: lo Sporting non solo ha garantito il proprio ritorno in Champions League, ma ha contemporaneamente chiuso la porta alle speranze del Benfica, capovolgendo la gerarchia calcistica della capitale.

La partita ha anche messo in luce Luis Suarez, l'ex attaccante del Marsiglia che è ora il capocannoniere indiscusso della Liga Portugal. Il gol di Suarez contro il Gil Vicente ha portato il suo bottino a 28 per la stagione, ben sei gol di vantaggio sul suo più diretto inseguitore, Vangelis Pavlidis, fermo a 22. La sua finalizzazione clinica è stata una delle storie salienti della stagione, e i suoi contributi sono stati determinanti nella rimonta tardiva dello Sporting.

José Mourinho, ora perennemente accostato a un ritorno al Real Madrid, guarderà indietro a questa stagione con un misto di orgoglio e profonda frustrazione. Un tasso di vittorie del 65% in campionato è di solito una base per le sfide per il titolo, ma questa non è stata una stagione ordinaria. Il Porto ha vinto il campionato, dominando dall'inizio alla fine e lasciando entrambi i club di Lisbona alle spalle. L'acume tattico di Mourinho non è riuscito a colmare il divario causato da troppi pareggi contro avversari ostici.

Le conseguenze vanno oltre il palcoscenico nazionale. Perdere la Champions League significa che il Benfica si trova ad affrontare un significativo deficit finanziario e potenziali difficoltà nell'attrarre talenti di alto livello durante la finestra di trasferimento. Per lo Sporting, il premio in denaro e il fascino delle notti europee aiuteranno a consolidare la loro posizione e potrebbero essere il trampolino di lancio per una sfida più sostenuta la prossima stagione. Gli equilibri di potere nella capitale portoghese hanno subito un cambiamento sottile ma significativo.

Per Mourinho, il colpo personale è evidente. Essendo stato indicato come il favorito per il posto al Real Madrid, l'esito di questa stagione potrebbe forzare una rivalutazione del suo futuro immediato. Mentre la sua reputazione rimane formidabile, la mancanza di calcio di Champions League nel suo curriculum quest'anno potrebbe essere un fattore nelle discussioni dei consigli di amministrazione. Il suo mandato al Benfica, sebbene statisticamente solido, sarà ricordato per i pareggi che si sono rivelati così costosi.

La campagna 2024-25 della Liga Portugal sarà ricordata come una stagione di contrasti: il dominio del Porto, l'ascesa opportunistica dello Sporting e la paradossale campagna imbattuta del Benfica conclusasi con delusione. Serve come un duro promemoria che nel mondo spietato del calcio professionistico, evitare la sconfitta non è sempre sufficiente: a volte, la volontà di rischiare tutto per la vittoria è l'unica via per la gloria.

Mentre la polvere si posa, tifosi e opinionisti analizzeranno i momenti che hanno plasmato questa conclusione straordinaria. Dalla difesa ostinata del Braga alla finalizzazione composta di Suarez, ogni dettaglio ha contribuito a una narrazione che poteva essere scritta solo nel Teatro dei Sogni. Anche gli osservatori più esperti ammetteranno di aver raramente assistito a una squadra che ha affrontato un'intera stagione di campionato senza perdere e ha comunque perso il premio più grande.

Basato su resoconti di L'Equipe.