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Perché il Marsiglia non ha giocatori ai Mondiali: Prima

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La squadra della Francia per i Mondiali del 2026 non include alcun giocatore dell'Olympique Marsiglia, riecheggiando il 1986 quando l'OM era appena tornato

Didier Deschamps ha svelato giovedì sera la sua lista di 26 giocatori per i Mondiali del 2026, e l'elenco conteneva un'omissione lampante per gli osservatori della Ligue 1: nessun giocatore dell'Olympique Marsiglia è stato convocato. L'assenza segna la prima volta dal 1986 che la nazionale francese si reca a un Mondiale senza un rappresentante dell'OM, ponendo fine a un periodo di 40 anni di partecipazione marsigliese sul palcoscenico più grande del calcio.

La decisione, sebbene sorprendente, non era del tutto inaspettata. Della rosa attuale del Marsiglia, solo il difensore Benjamin Pavard sembrava avere una realistica possibilità di convocazione. Tuttavia, Pavard è stato sfavorito da Deschamps nelle recenti finestre internazionali, e la sua esclusione dalle riflessioni preliminari rispecchiava una realtà più ampia: la rosa dei Focesi manca della profondità di internazionali francesi che un tempo era un marchio di fabbrica del club.

Per trovare un parallelo storico, bisogna tornare ai Mondiali del 1986 in Messico, quando la squadra dei Bleus di Henri Michel non aveva nemmeno giocatori marsigliesi. All'epoca, l'OM stava attraversando un periodo turbolento, essendo appena tornato da un periodo in seconda divisione. Il club concluse la stagione al 12° posto in Division 1, sebbene riuscì a raggiungere la finale di Coppa di Francia — un raro punto luminoso in una campagna altrimenti dimenticabile.

Quel torneo del 1986 vide la Francia raggiungere le semifinali prima di cadere 2-0 contro la Germania Ovest, una squadra allora sull'orlo di un'era d'oro. Ironia della sorte, anche senza alcun giocatore dell'OM in rosa, c'era un collegamento marsigliese: Jean-Pierre Papin, l'attaccante prolifico, era stato selezionato mentre era in forza al Club Bruges, squadra belga. Papin si unì all'OM subito dopo i Mondiali, e il suo arrivo preannunciò un periodo di trasformazione per il club.

Il trasferimento di Papin innescò una rinascita che avrebbe visto il Marsiglia dominare il calcio francese tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90, culminando nel trionfo in Champions League nel 1993. Il club divenne un fornitore regolare di talenti per i Bleus, con stelle come Fabien Barthez, Didier Deschamps (che in seguito divenne un commissario tecnico vincitore del Mondiale) e Marcel Desailly, tutti con legami con l'OM durante le loro carriere internazionali.

Arrivando al 2026, il contrasto è netto. "Per un club della statura del Marsiglia, non avere un solo giocatore nella rosa dei Mondiali è un duro promemoria del divario che si è aperto tra l'OM e i club d'élite francesi", ha osservato un analista francese. L'OM dell'era moderna ha faticato a ritrovare la costanza necessaria per sviluppare talenti francesi di alto livello, cambiando spesso rose e allenatori senza una chiara visione a lungo termine.

Le implicazioni vanno oltre l'orgoglio. La rappresentanza in nazionale serve spesso come barometro della salute e del prestigio di un club. I giovani talenti francesi potrebbero ora guardare a Lione, Monaco o all'estero per percorsi più chiari verso la nazionale. La situazione attuale dell'OM potrebbe ostacolare la sua capacità di attrarre e trattenere promettenti giocatori locali, perpetuando il ciclo di mediocrità.

La squadra di Deschamps attinge invece pesantemente da Paris Saint-Germain, Bayern Monaco e Real Madrid — club all'apice del calcio europeo. Anche rivali di Ligue 1 come Monaco e Rennes vantano più convocazioni, sottolineando quanto il Marsiglia sia retrocesso nella gerarchia. La domanda per la dirigenza dell'OM è se questo momento servirà da campanello d'allarme per investire in un progetto sostenibile incentrato sul vivaio, proprio come la ricostruzione post-1986.

La simmetria storica è intrigante. Nel 1986, l'OM era un club in transizione, e la sua assenza ai Mondiali era un sintomo di problemi strutturali più profondi. Eppure, nel giro di mesi, aveva firmato Papin e intrapreso una serie che avrebbe definito un'epoca. Il 2026 potrebbe segnare una svolta simile? I tifosi appassionati del Marsiglia sperano che la storia possa ripetersi, anche se le prospettive immediate sono sobrie.

Per la prima volta in quattro decenni, lo Stade Vélodrome non vedrà un suo giocatore indossare la maglia blu della Francia in un Mondiale. Mentre il torneo in Nord America si avvicina, l'assenza di un giocatore dell'OM serve come un toccante promemoria delle fortune altalenanti del club e della sua ricerca per riconquistare un posto al tavolo d'onore del calcio francese.

L'ultima volta che accadde, la siccità durò solo pochi anni prima che il Marsiglia diventasse una potenza. Se l'attuale dirigenza possa replicare quell'impresa resta da vedere, ma i paralleli con il 1986 offrono un barlume di speranza in mezzo alla delusione.

Basato su un reportage di L'Equipe.