A pochi giorni dall'inizio dei Mondiali FIFA 2026 a Città del Messico, la Federazione Messicana di Calcio (FMF) ha subito una significativa battuta d'arresto legale. Il Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) ha respinto il suo appello contro le sanzioni imposte dalla FIFA per i cori omofobi ripetuti dei tifosi durante le partite della nazionale. La decisione lascia la federazione a fronteggiare pesanti multe e la prospettiva di ulteriori misure disciplinari mentre l'attenzione globale si concentra su una delle nazioni ospitanti di punta del torneo.
La controversia deriva da una pratica di lunga data tra una parte dei tifosi messicani, che di solito gridano un insulto in spagnolo quando il portiere avversario batte un rinvio dal fondo. Mentre alcuni tifosi sostengono che il coro sia solo una provocazione agonistica, la FIFA e gli organismi antidiscriminazione lo hanno da tempo classificato come un insulto omofobo. Dal 2015, l'organo di governo mondiale del calcio ha represso sempre più tale comportamento, sanzionando il Messico con multe, divieti di stadio e persino ordinando partite a porte chiuse. La federazione ha sostenuto di aver compiuto sforzi genuini per educare i tifosi e scoraggiare il coro, ma la sentenza del TAS indica che queste misure sono state insufficienti.
L'appello è stato l'ultimo tentativo del Messico di ribaltare le punizioni che si sono intensificate durante il ciclo di qualificazione ai Mondiali 2022. La FIFA ha imposto una serie di multe e, cosa fondamentale, ha emesso un divieto di spettatori per due partite casalinghe nelle qualificazioni mondiali—una sanzione parzialmente sospesa ma appesa sulla squadra. La FMF ha contestato la severità di queste penalità, sostenendo che le multe erano sproporzionate e che la federazione aveva dimostrato impegno per le riforme. Il TAS, tuttavia, ha confermato le decisioni originali della FIFA, lasciando in vigore le sanzioni e segnalando una posizione ferma contro il comportamento discriminatorio dei tifosi.
La tempistica della sentenza è particolarmente dannosa. Con i Mondiali 2026 che si apriranno nell'iconico Estadio Azteca di Città del Messico, la nazione ospitante è sotto intenso scrutinio. Qualsiasi ripetizione del coro durante il torneo non solo innescherebbe multe immediate, ma potrebbe anche portare a sanzioni più severe, come la chiusura parziale degli stadi o persino detrazioni di punti in casi estremi. Il codice disciplinare della FIFA gli dà ampia latitudine per punire le recidive, e il verdetto del TAS rimuove ogni ambiguità legale sulla legittimità di tali sanzioni.
Per i giocatori e lo staff tecnico del Messico, la situazione aggiunge una distrazione indesiderata. Il capo allenatore Javier Aguirre e il capitano Edson Álvarez hanno già implorato i tifosi di smettere con il coro, avvertendo che danneggia le prospettive competitive della squadra. Tuttavia, la persistenza del comportamento nelle partite—anche dopo ripetute campagne educative e oltre 100.000 tifosi presumibilmente banditi o indagati—ha frustrato i funzionari della federazione. In dichiarazioni rilasciate dopo la decisione del TAS, la FMF ha espresso delusione ma si è impegnata a continuare i suoi programmi educativi, riconoscendo che è necessario un "cambiamento culturale".
I critici, tuttavia, sostengono che gli sforzi della federazione siano stati tiepidi. Mentre sono stati diffusi annunci di servizio pubblico e messaggi negli stadi, sono mancati deterrenti significativi—come la collaborazione con le autorità per identificare e perseguire i singoli trasgressori. Human Rights Watch e altri gruppi di difesa hanno invitato le autorità calcistiche messicane ad adottare una politica di tolleranza zero supportata da sanzioni esecutive contro i tifosi, piuttosto che fare affidamento solo sulle punizioni della FIFA che penalizzano indirettamente l'intera squadra.
La sentenza sottolinea anche la sfida più ampia che il calcio affronta nel confrontarsi con l'omofobia. La stessa campagna "Dì No alla Discriminazione" della FIFA sarà fortemente promossa durante i Mondiali 2026, e il caso del Messico sarà probabilmente citato come punto di riferimento. Altre federazioni, tra cui quelle del Cile e di diverse nazioni europee, hanno affrontato multe simili per cori discriminatori, ma le violazioni ripetute del Messico lo rendono il trasgressore più visibile. La decisione del TAS rafforza quindi il messaggio che gli organi di governo possono e imporranno sanzioni finanziarie e sportive che resistono alle sfide legali.
Dal punto di vista finanziario, le multe confermate metteranno a dura prova il bilancio della FMF, già teso dagli obblighi di ospitare i Mondiali. Sebbene le cifre esatte non siano state divulgate nell'ultima sentenza, la federazione ha già pagato oltre 100.000 dollari in multe cumulative. Quei fondi avrebbero potuto essere destinati allo sviluppo di base o ai programmi di calcio femminile. Invece, servono come un duro promemoria del costo della cattiva condotta dei tifosi.
Guardando al futuro, la federazione affronta una prova critica durante i Mondiali. La FIFA avrà osservatori negli stadi specificamente per monitorare episodi discriminatori. Il personale di sicurezza ha ricevuto formazione e sarà in atto un sistema di segnalazione dedicato per tifosi e steward per segnalare comportamenti offensivi. La FMF ha già avvertito che eventuali recidive durante il torneo potrebbero portare all'attivazione del divieto di stadio sospeso—potenzialmente costringendo il Messico a giocare future partite, inclusi eventuali incontri a eliminazione diretta, a porte chiuse o in sedi remote.
La più ampia implicazione per i Mondiali 2026 è chiara: i privilegi di ospitalità del Messico potrebbero essere a rischio se il coro persiste. Sebbene togliere completamente i diritti di ospitalità a una nazione sia senza precedenti, la FIFA ha dimostrato di essere disposta a prendere misure drastiche—come costringere le partite a porte chiuse—per proteggere l'integrità del torneo. La decisione del TAS lascia la FMF senza ulteriori ricorsi legali, ponendo l'onere direttamente sulla federazione e sui suoi tifosi per eliminare finalmente il coro.
Per ora, la squadra messicana deve concentrarsi sul calcio, ma l'ombra di questa sentenza persisterà. Ogni partita all'Azteca sarà una prova non solo della qualità della squadra, ma dell'impegno della nazione verso il rispetto e l'inclusione. Il mondo guarderà—e ascolterà.
Basato su reportage di ESPN.