Il sorprendente declino del Tottenham, dalla gloria europea alla soglia della retrocessione, riassume il dramma di quest'ultima giornata di Premier League. Solo sette anni dopo aver disputato la finale di Champions League e solo un anno dopo aver sollevato il trofeo di Europa League, gli Spurs si trovano a 90 minuti dalla Championship – una divisione che non hanno mai sperimentato in quasi mezzo secolo. Il compito è semplice: battere l'Everton in casa e la salvezza è assicurata. Un pareggio probabilmente basterebbe, a meno di un miracolo matematico che richiederebbe al West Ham di smantellare il Leeds con un margine di 12 gol – un'impresa non realizzata nella massima serie inglese dal 1909.
La posta in gioco non potrebbe essere più alta per un club del calibro del Tottenham. Sotto Roberto De Zerbi, la squadra ha mostrato lampi di resilienza, perdendo solo una delle ultime cinque partite. Tuttavia, la loro forma casalinga è stata disastrosa: solo due vittorie al Tottenham Hotspur Stadium in tutta la stagione, contro Burnley e Brentford. Questa statistica si scontra minacciosamente con la bravura dell'Everton in trasferta; i Toffees vantano il sesto miglior record esterno del campionato, con sette vittorie su 18 partite. Se gli Spurs vogliono completare la loro grande fuga, devono sfidare sia le proprie fragilità che un avversario fiducioso.
Complica la narrazione l'allenatore dell'Everton, David Moyes, che in precedenza ha portato il West Ham al successo europeo. I rapporti hanno evidenziato che Moyes ha dichiarato apertamente che "vorrebbe tenere il West Ham in Premier League se potessi". Sebbene il suo dovere principale sia verso l'Everton, il sottotesto emotivo è inconfondibile: una vittoria della sua squadra attuale potrebbe condannare le speranze di salvezza del suo ex club – a meno che il West Ham non ribalti una differenza reti enormemente sfavorevole. Per il Tottenham, l'equazione è meno contorta: vincere e rimanere padroni del proprio destino.
La matematica della salvezza merita di essere ripetuta. Una vittoria degli Spurs garantisce il 19° posto per il West Ham, a condizione che perda. Se il Tottenham pareggiasse, il West Ham avrebbe comunque bisogno di battere il Leeds con un impensabile margine di 12 gol – un punteggio che non si vedeva da 117 anni, quando il Nottingham Forest travolse il Leicester Fosse 12–0. Il record fu stabilito ancora prima, nel 1892, quando il West Bromwich Albion fece lo stesso contro il Darwen. L'assoluta improbabilità significa che un punto equivale alla salvezza. Una sconfitta, tuttavia, spalanca la porta: se il West Ham poi batte il Leeds, gli Spurs sono retrocessi.
La storia offre un barlume di speranza. Quando queste squadre si incontrarono al Goodison Park in ottobre, gli Spurs vinsero per 3–0 in modo convincente. Quel giorno, il pressing di De Zerbi sopraffece l'Everton, suggerendo la qualità ancora latente in questa rosa. Replicare quella prestazione davanti a un pubblico di casa nervoso è la sfida. Il ricordo del trionfo in Europa League dell'anno scorso sembra ora lontano, ma lo stesso nucleo di giocatori deve evocare lo spirito che ha portato i trofei.
La tensione in N17 sarà palpabile dal primo fischio. Se l'Everton segna presto, l'ansia che ha afflitto le partite casalinghe degli Spurs potrebbe diventare soffocante. Ogni passaggio sbagliato, ogni occasione mancata sarà amplificata. Eppure, esiste una strada verso la gioia. Una partenza veloce, un gol iniziale – lo stadio potrebbe trasformarsi da un calderone di paura in un carnevale di sollievo. I contabili del club avrebbero definito questa la partita finanziariamente più importante di una generazione, superando persino la finale di Europa League della scorsa stagione.
Per l'Everton, la partita è la conclusione di una campagna solida, se non spettacolare. Moyes ha stabilizzato il club e un piazzamento nella metà alta della classifica è già assicurato. Non hanno nulla da perdere, il che li rende avversari pericolosi. Giocatori come Dominic Calvert-Lewin e Dwight McNeil gioiranno nel ruolo di guastafeste. La disciplina tattica di Moyes, combinata a quella libertà, potrebbe sfruttare la tensione degli Spurs.
Le implicazioni più ampie sono sconcertanti. La retrocessione non solo porrebbe fine alla permanenza di 46 anni degli Spurs in prima divisione, ma innescherebbe anche turbolenze finanziarie, un potenziale esodo di giocatori e una crisi d'identità per un club che ha investito pesantemente in infrastrutture. Il nuovo stadio, costruito per ospitare notti di Champions League, ospiterebbe invece partite di Championship. Nonostante tutti i discorsi sui crolli "Spursy", la realtà della caduta sarebbe uno shock sismico per il calcio inglese.
Al contrario, la salvezza offrirebbe la possibilità di ripartire. De Zerbi, un allenatore noto per il calcio progressista, potrebbe basarsi sulla resilienza di fine stagione e finalmente affrontare la forma casalinga che ha minato la campagna. La finestra di calciomercato estiva passerebbe da svendita a rinnovamento strategico. Tutto, quindi, dipende da 90 minuti – forse di più, con il recupero che certamente metterà a dura prova i nervi fino al punto di rottura.
Il calcio d'inizio è alle 16:00 BST. Mentre i giocatori emergono dal tunnel, il peso della storia graverà sulla squadra di casa. Ci sono già stati, in climax europei, ma mai in una lotta domestica per la loro stessa esistenza. L'ultima giornata ha riservato innumerevoli colpi di scena, e questa non promette da meno. Per gli Spurs, si tratta semplicemente di vincere. Per il neutrale, è teatro imperdibile.
Basato su reportage del Guardian.