Domenica, in mezzo ai festeggiamenti per gli ultimi trionfi del Paris Saint-Germain, un volto familiare del passato del club ha offerto i suoi pensieri sul più grande evento calcistico mondiale. Javier Pastore, il regista argentino che un tempo incantava il Parco dei Principi, si è preso un momento per guardare ai Mondiali FIFA 2026, e la sua valutazione non ha lasciato dubbi su dove vede risiedere la maggiore potenza.
"L'Argentina è logicamente la favorita numero uno," ha dichiarato Pastore, riportato da L'Equipe. "Ma Francia, Spagna e Portogallo avranno da dire." La previsione succinta porta la fiducia di un uomo che conosce intimamente il gioco argentino, ma rispetta la forza continentale che l'Europa porterà al torneo.
L'Argentina arriva ai Mondiali 2026 come campione in carica, dopo aver interrotto un digiuno di 36 anni con il trionfo emozionante in Qatar 2022. Quella vittoria, ancorata al genio di Lionel Messi, ha trasformato la narrazione attorno a una nazione che a lungo ha deluso sulla scena globale. Ora, con Messi ancora a guidare la squadra—a 38 anni ma con una creatività intatta—e una rosa che combina esperienza e giovani talenti, l'Albiceleste ha una legittima pretesa di essere la squadra da battere. Il titolo della Copa América 2024 ha ulteriormente cementato il loro status di nazionale più in forma del mondo.
Pastore, che ha collezionato 29 presenze con l'Argentina e ha fatto parte della squadra finalista ai Mondiali 2014, comprende il peso delle aspettative che ora grava sulle spalle dei suoi connazionali. Il torneo del 2026, che si svolgerà negli Stati Uniti, Canada e Messico, sembra quasi un evento casalingo per l'Argentina, con un massiccio supporto previsto dagli expat. La flessibilità tattica implementata dal ct Lionel Scaloni, combinata con una rosa profonda che include stelle come Lautaro Martínez e Enzo Fernández, offre molteplici modi per vincere. Non si tratta più solo di Messi; è una macchina collettiva.
Tuttavia Pastore avverte giustamente dei pericoli posti dall'élite europea. La Francia, nonostante la straziante sconfitta nella finale 2022, rimane una potenza. L'emergere di Kylian Mbappé come l'attaccante più esplosivo del pianeta, insieme a un sistema di sviluppo che continua a produrre talenti di alto livello, assicura che Les Bleus arriveranno con una rosa capace di dominare qualsiasi avversario. Il ciclo 2026 ha visto la Francia maturare ulteriormente, fondendo la grinta dei campioni 2018 con nuovo estro.
Anche la Spagna si è ricostruita in una forza convincente. Il loro trionfo a Euro 2024 e l'integrazione senza soluzione di continuità di giovani centrocampisti come Pedri e Gavi in un sistema tatticamente sofisticato sotto Luis de la Fuente ha ripristinato l'identità spagnola del possesso e del pressing. La menzione della Spagna da parte di Pastore fa riferimento al loro recente vantaggio competitivo—non sono più solo una macchina da possesso, ma una squadra che può ferire in transizione.
Il Portogallo rappresenta una minaccia diversa: un mix di icone esperte e stelle generazionali. Cristiano Ronaldo, a 41 anni, potrebbe ancora inseguire un'ultima chance di gloria, ma la vera forza risiede in un cast di supporto che include Bruno Fernandes, Bernardo Silva e un nucleo difensivo capace di ottenere risultati con grinta. Il titolo europeo del Portogallo nel 2016 ha dimostrato che possono prosperare come sfavoriti; nel 2026, sentiranno di avere l'equilibrio per sfidare qualsiasi favorito.
L'eredità di Pastore al PSG—dove è stato il primo grande acquisto dell'era qatariota nel 2011—e il suo legame emotivo con l'evoluzione del club danno alla sua voce una particolare risonanza. Ha visto in prima persona come il potere finanziario del calcio europeo abbia rimodellato il gioco, e comprende le innovazioni tattiche che provengono dal continente. La sua visione equilibrata, che esalta l'Argentina ma riconosce i tre contendenti europei, riflette una prospettiva globale affinata da un decennio ai vertici europei.
La previsione si allinea anche al sentimento generale tra gli analisti. I mercati delle scommesse hanno costantemente collocato Argentina e Francia come co-favorite, con Spagna e Portogallo annidati tra le principali minacce. La gerarchia di Pastore aggiunge un livello di credibilità interna, specialmente da un giocatore che ha condiviso spogliatoi con Messi e Mbappé. Sottolinea una dinamica in cambiamento: il campione del Sudamerica non è più un outsider ma un gigante moderno e tatticamente astuto.
Con l'avvicinarsi dei Mondiali 2026, le narrazioni si intensificheranno. Il viaggio dell'Argentina per difendere il titolo affronta un brutale percorso europeo, e le parole di Pastore servono sia come voto di fiducia che come monito. Per i tifosi, è un'allettante anticipazione di un torneo carico di storie—l'ultimo ballo di Messi, la rivincita della Francia, il rinascimento della Spagna e l'ultima resistenza del Portogallo con la loro generazione d'oro. Tutti convergeranno in Nord America con il peso della storia al seguito.
In un panorama calcistico dove la previsione è raramente semplice, la chiarezza di Pastore è sorprendente. Sa che il percorso dell'Argentina non sarà facile, ma è proprio per questo che il suo sostegno significa così tanto. Il mix di rispetto per la potenza europea e fede incrollabile nelle capacità della sua nazione cattura l'essenza di un Mondiale all'orizzonte. È un evento dove le narrazioni si scrivono in tempo reale, e Pastore ha fatto la sua dichiarazione d'apertura.
Basato su un reportage di L'Equipe.