La lunga attesa è finalmente finita. L'Arsenal è stato incoronato campione della Premier League per la prima volta dalla stagione storica degli "Invincibili" del 2003-04, dopo che il pareggio 1-1 del Manchester City a Bournemouth ha chiuso matematicamente la corsa al titolo con una giornata di anticipo. Il 14º titolo di massima serie dei Gunners è stato sigillato senza giocare, poiché la squadra di Pep Guardiola non è riuscita a ottenere la vittoria di cui aveva disperatamente bisogno al Vitality Stadium martedì sera.
La partita stessa ha offerto un dramma tardivo ma alla fine ha dato il risultato che l'Arsenal desiderava. Il Bournemouth ha preso un vantaggio a sorpresa al 39' grazie al giovane attaccante francese Eli Junior Kroupi, che ha concluso con calma per mandare in estasi i tifosi di casa. Il pareggio del City è arrivato in pieno recupero, con Erling Haaland che ha segnato al 95' per salvare un punto. Ma il danno era già fatto: un pareggio equivaleva a una sconfitta per le ambizioni di titolo dei campioni in carica.
Per l'Arsenal, questo titolo segna una rinascita che era in preparazione da due decenni. Da quando gli "Invincibili" di Arsène Wenger hanno attraversato un'intera stagione di campionato senza sconfitte, il club ha vissuto anni di transizione, occasioni mancate di alto profilo e il dominio del Manchester United e poi del City. Questo trionfo, costruito su un progetto basato su energia giovanile e disciplina tattica, riscrive la narrativa di un club che era diventato sinonimo di "top quattro ma niente di più".
Il Manchester City, che ha vinto quattro degli ultimi cinque titoli, sapeva che solo una vittoria avrebbe tenuto vivi i suoi flebili sforzi per l'ultimo weekend. Invece, il pareggio li lascia secondi, forse con domande sul rinnovamento estivo e sulla fatica mentale di inseguire un altro triplete. Per il Bournemouth, il punto è stato una ricompensa per una prestazione vivace e una stagione di resilienza.
L'ultimo giorno della Premier League ora mancherà di tensione per il titolo – una rarità in una competizione famosa per i suoi drammi tardivi. Con l'Arsenal già incoronato, le rimanenti partite diventano una mera formalità. Per i Gunners, l'attenzione può spostarsi completamente sul premio finale: una finale di Champions League contro il Paris Saint-Germain tra soli 11 giorni.
Quella finale ha un peso enorme. Non solo l'Arsenal potrebbe aggiungere un primo titolo europeo al successo domestico, ma completerebbe anche un notevole double – cosa che nessuna squadra inglese ha raggiunto dal Manchester United nel 2008. La profondità e lo slancio della rosa li rendono avversari formidabili per i campioni francesi.
Analisti ed ex giocatori sono stati rapidi nel fare paragoni con le grandi squadre dell'Arsenal del passato. "Questa squadra ha un'acciaio che mancava all'era tardiva di Wenger", ha notato un commentatore. "Ottengono risultati, difendono come un'unità e hanno giocatori decisivi in tutto il campo." Tale resilienza non è mai stata più evidente del modo in cui hanno tenuto il passo con il City durante una campagna estenuante.
Le scene del momento del titolo – giocatori e staff riuniti nello spogliatoio, tifosi radunati fuori dall'Emirates anche in una serata in cui l'Arsenal non giocava – diventeranno immagini iconiche. È un momento di redenzione per una tifoseria che è rimasta fedele attraverso anni di delusioni, dalla finale di Champions League 2006 alla sconfitta in Europa League 2019.
Per il Manchester City, il pareggio solleva domande sulla loro incapacità di sfondare una determinata squadra del Bournemouth. Nonostante il dominio nel possesso e nelle occasioni, a volte sono sembrati unidimensionali, troppo dipendenti dal genio individuale di Haaland. Il pareggio in extremis non ha potuto mascherare una prestazione che, secondo i loro alti standard, era piatta e inefficiente.
Guardando al futuro, il panorama della Premier League potrebbe cambiare. Il trionfo dell'Arsenal, costruito su un nucleo giovane e un reclutamento oculato, segnala un possibile cambio di guardia. Il Liverpool e altri sfidanti noteranno con interesse come il club del Merseyside gestirà la propria ricostruzione, mentre il City deve decidere come rinfrescare una rosa che ha già ottenuto tanto.
Mentre la polvere si posa su una serata storica, l'Arsenal può celebrare un 14º titolo di campionato e la realizzazione di un sogno che molti pensavano non sarebbe mai arrivato. Dai giorni bui della metà degli anni 2010 alla leadership ispirata dentro e fuori dal campo, questa è una storia di perseveranza. E con una finale di Champions League all'orizzonte, il meglio potrebbe ancora venire.