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Perché l'UEFA non seguirà la regola del cartellino rosso

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L'UEFA rifiuta di adottare i cartellini rossi obbligatori della FIFA per coprirsi la bocca e abbandonare il campo, mantenendo per ora invariate le regole

L'UEFA ha deciso di non implementare le nuove normative automatiche del cartellino rosso recentemente approvate dalla FIFA, mantenendo un approccio disciplinare distinto per le sue competizioni europee per club. La posizione dell'organo di governo significa che i giocatori in Champions League, Europa League e altri tornei UEFA non subiranno l'espulsione immediata per essersi coperti la bocca durante le discussioni in campo o per aver abbandonato il campo in segno di protesta—azioni che porteranno all'espulsione nella prossima Coppa del Mondo.

L'International Football Association Board (IFAB), l'organo legislativo del calcio, ha approvato le modifiche il mese scorso dopo una spinta della FIFA. In vigore dal 1° giugno, le regole consentono agli ufficiali di gara di dare cartellini rossi diretti a qualsiasi giocatore che usi una maglietta o una mano per nascondere la bocca mentre parla con un avversario, così come a coloro che lasciano il campo in segno di dissenso per una decisione arbitrale. La FIFA è determinata ad applicare rigorosamente queste misure durante il suo evento di punta, considerandole essenziali per mantenere rispetto e ordine in campo.

Il rifiuto dell'UEFA di seguire l'esempio è stato confermato prima dell'ultima riunione del suo comitato esecutivo della stagione a Istanbul. Fonti hanno indicato che nessuna modifica normativa è all'ordine del giorno, e il comitato delle competizioni per club dovrebbe approvare le normative della prossima stagione senza modifiche significative durante una sessione a Lipsia la prossima settimana. Invece, il comitato arbitrale dell'UEFA osserverà come funzionano le nuove regole al Mondiale, utilizzando quei dati per informare eventuali adeguamenti per la stagione 2027/28 al più presto.

La spinta per la regola del coprirsi la bocca ha guadagnato urgenza dopo un incidente di alto profilo in una partita di Champions League tra Real Madrid e Benfica all'inizio di quest'anno. Vinícius Júnior del Real Madrid ha accusato Gianluca Prestianni del Benfica di averlo insultato razzialmente mentre il centrocampista argentino si copriva la bocca con la maglietta durante un confronto. L'UEFA ha indagato e successivamente ha squalificato Prestianni per sei partite—tre delle quali sospese per un periodo di due anni—dopo averlo giudicato colpevole di condotta omofobica. Il caso ha dimostrato che l'UEFA possiede già meccanismi per punire retroattivamente tale cattiva condotta, riducendo la necessità percepita di sanzioni immediate sul campo.

Analogamente, la regola dell'abbandono del campo è stata ispirata dalle scene caotiche della finale della Coppa d'Africa a gennaio. I giocatori del Senegal hanno lasciato il campo per circa 15 minuti in segno di protesta dopo che al Marocco era stato concesso un controverso rigore nel finale. Sebbene Brahim Díaz del Marocco abbia sbagliato il rigore e il Senegal abbia poi vinto ai tempi supplementari, la commissione d'appello della Confederazione Africana di Calcio ha successivamente annullato il risultato, dichiarando il Marocco vincitore 3-0. Il Senegal ha poi fatto ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport, ma l'episodio ha sottolineato il potenziale dirompente delle proteste di massa dei giocatori. Sebbene quel dramma si sia svolto al di fuori della giurisdizione dell'UEFA, ha alimentato il desiderio della FIFA di dotare gli arbitri di un chiaro deterrente.

La divergenza tra FIFA e UEFA evidenzia filosofie fondamentalmente diverse. La FIFA, desiderosa di proiettare un'immagine moderna e disciplinata a livello globale, impone regole uniformi che si applicano in tutte le sue competizioni. L'UEFA, al contrario, preferisce lasciare che il suo quadro disciplinare esistente gestisca gli incidenti caso per caso, basandosi su revisioni e squalifiche post-partita piuttosto che su espulsioni in partita che potrebbero alterare l'esito di partite combattute. L'organo di governo del calcio europeo ritiene che il suo approccio sia stato efficace e diffida di un'eccessiva regolamentazione che potrebbe portare a più interruzioni o espulsioni controverse.

Per la Champions League e gli altri tornei UEFA la prossima stagione, lo status quo prevarrà. I giocatori non dovranno affrontare la minaccia immediata di un cartellino rosso per essersi coperti la bocca durante scambi accesi, un'azione che spesso avviene istintivamente. Allenatori e capitani dovranno assicurarsi che le loro squadre comprendano i diversi set di regole quando rappresentano le loro nazionali rispetto ai loro club. Questo doppio standard potrebbe creare confusione, in particolare per i giocatori con sede in Europa abituati a un insieme di aspettative nei loro campionati nazionali e nelle competizioni UEFA.

La decisione ha anche effetti a catena sui campionati nazionali di tutto il continente. Poiché l'IFAB non ha imposto le nuove regole universalmente, ogni campionato ha la facoltà di adottarle. La Premier League, ad esempio, discuterà la questione nell'Assemblea Generale Annuale dei club il mese prossimo, ma le prime indicazioni suggeriscono che è improbabile che adotti le modifiche per la stagione 2026/27. Ci si aspetta che gli altri grandi campionati adottino un approccio simile di attesa, allineandosi con l'UEFA piuttosto che con la FIFA. Questa adozione frammentata potrebbe significare che un giocatore sanzionato al Mondiale per essersi coperto la bocca potrebbe non subire alcuna penalità in una partita di campionato la settimana successiva.

La posizione cauta dell'UEFA non significa un rifiuto completo dei principi alla base delle regole della FIFA. L'organizzazione ha fatto i propri progressi nella lotta alla discriminazione e nel mantenimento del rispetto, come dimostra la squalifica di Prestianni. Tuttavia, la dirigenza dell'UEFA sembra credere che l'educazione, la punizione post-partita e un arbitrato robusto senza cartellini rossi obbligatori rappresentino il giusto equilibrio. Il prossimo Mondiale servirà come esperimento dal vivo, e gli ispettori dell'UEFA presteranno molta attenzione a quanto spesso le regole vengono applicate e se migliorano il comportamento in campo o provocano conseguenze indesiderate.

Alla fine, la decisione dell'UEFA garantisce che il calcio europeo opererà in un ambiente normativo familiare per almeno un altro anno. I tifosi della Champions League continueranno a vedere le partite decise dal gioco stesso, con le questioni disciplinari gestite retroattivamente quando necessario. Il contrasto con l'approccio più assolutista della FIFA prepara il terreno per una scissione intrigante nella governance globale del calcio. Basato su un reportage del Guardian.