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Perché la Francia U17 può vincere l'Europeo 2025 nonostante

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La Francia U17 apre l'Europeo 2025 contro l'Italia con Paisley, Traoré, Boly fuori per infortunio; entrano Kasia N'Kondo, Diaby, Meïté. Il tecnico Alcocer cita

La nazionale francese U17 inizia martedì la sua campagna per l'Europeo 2025, portando il peso dei recenti quasi-successi e la promessa di una talentuosa generazione del 2009. Nelle ultime tre edizioni del torneo, i Bleuets hanno raggiunto la finale due volte, perdendo contro la Germania nel 2023 e il Portogallo all'inizio di quest'anno. Ora, sotto la guida del capo allenatore José Alcocer, una nuova coorte mira a conquistare finalmente la corona continentale, a partire da una partita d'esordio ad alta tensione contro l'Italia alle 13:30 CET, trasmessa in diretta sul canale di L'Équipe.

Tuttavia, la preparazione della squadra è stata tutt'altro che lineare. Tre giocatori inizialmente convocati — Paisley, A. Traoré e D. Boly — sono stati costretti a ritirarsi a causa di infortuni o altri problemi durante la preparazione del torneo. Al loro posto, lo staff ha chiamato Nathan Kasia N'Kondo del Saint-Étienne, Mohamed Diaby del Monaco e Mamadou Meïté del Paris Saint-Germain. Questi cambiamenti tardivi mettono alla prova la profondità di una generazione che aveva mostrato un'impressionante coesione collettiva durante due anni di preparazione, secondo Alcocer.

Parlando ai media prima dell'esordio, Alcocer è stato sia ambizioso che cauto. "Quando indossi la maglia blu, all'inizio di una competizione, l'obiettivo è sempre di arrivare fino in fondo", ha spiegato. Ha poi invocato un netto monito dal passato: "Chi avrebbe mai detto, per esempio, che la generazione del 1995 — con giocatori come Mike Maignan, Clément Lenglet, Adrien Rabiot, Anthony Martial e Wesley Saïd — sarebbe stata eliminata al primo turno nel 2012?" Le sue parole sottolineano i margini sottili nei tornei giovanili, dove il talento da solo non garantisce nulla senza concentrazione e coesione.

Quel fallimento del 2012 funge da potente ammonimento per una squadra che ha peraltro dominato la sua fascia d'età nelle recenti amichevoli e qualificazioni. Il gruppo nato nel 1995, oggi nomi familiari nei migliori campionati europei, fu eliminato prematuramente nonostante la presenza di future stelle. Il messaggio di Alcocer è chiaro: il successo a questo livello richiede più del talento individuale; richiede che ogni giocatore sia al suo meglio e che il collettivo superi gli avversari. "Da due anni, abbiamo mostrato una bella padronanza collettiva", ha aggiunto. "Sarà necessario che i giocatori, individualmente, siano al loro livello e che collettivamente, facciamo gli sforzi insieme. Questa competizione è il culmine di tre anni di lavoro."

Le sostituzioni forzate portano con sé le loro sottotrame. Kasia N'Kondo, difensore dell'accademia del Saint-Étienne, avrà ora la possibilità di dimostrare la sua preparazione su un grande palcoscenico. Diaby, centrocampista del rinomato vivaio del Monaco, aggiunge qualità tecnica e versatilità. Forse il più intrigante è Meïté, un prospetto del PSG la cui convocazione tardiva potrebbe fornire una scintilla in attacco. Ciascuno probabilmente non si aspettava di figurare nei piani originali, ma Alcocer ha elogiato l'omogeneità del gruppo, suggerendo che i nuovi arrivati si sono ben integrati e non disturberanno la chimica della squadra.

Per la Francia, l'obiettivo è replicare il successo della generazione 2005-2006, che includeva giocatori come Désiré Doué, Warren Zaïre-Emery, Mathys Tel e Christian Mawissa, e vinse il torneo nel 2022. Quel trionfo ha posto fine a una lunga siccità e ha messo in mostra la profondità dello sviluppo giovanile francese. L'attuale gruppo, nato nel 2009, presenta altri nomi molto quotati come Gernigon, Becker, Addich, Munongo e Loufoundou, già considerati figure chiave prima degli infortuni. La loro capacità di farsi avanti sarà critica se la Francia vuole navigare in un girone difficile che include anche l'Italia e altre nazioni forti.

La partita d'esordio contro l'Italia è più di un semplice battesimo; è un test decisivo per una squadra che è stata meticolosamente costruita in tre anni ma ora affronta avversità immediate. La squadra italiana U17 è tradizionalmente disciplinata e tecnicamente solida, e un avvio stentato potrebbe mettere la Francia sotto una pressione immensa in una fase a gironi breve. L'esperienza di Alcocer sarà vitale per gestire il morale e l'approccio tattico della squadra, specialmente considerando gli aggiustamenti tardivi.

Storicamente, il programma U17 francese è stato un nastro trasportatore di talenti per la nazionale maggiore, e la pressione per performare a livello europeo è significativa. Il torneo non riguarda solo la vittoria; riguarda lo sviluppo dei giocatori e l'acquisizione di esperienza nel calcio a eliminazione diretta. Per i sostituti, questa è un'opportunità inaspettata per accelerare la loro carriera e forse imporsi nei piani a lungo termine. Per i titolari affermati, è un promemoria che nulla è garantito.

Gli avvertimenti del 2012 incombono, ma la generazione del 2009 ha già mostrato resilienza. Le campagne di qualificazione raramente sono perfette, e la capacità di adattarsi ai cambiamenti dell'ultimo minuto spesso definisce la traiettoria di una squadra in un torneo. Il tono misurato di Alcocer — che unisce ambizione e realismo — suggerisce che è ben consapevole delle insidie che possono far deragliare anche i gruppi più talentuosi.

Mentre le squadre scendono in campo, tutti gli occhi saranno puntati su come la Francia gestirà le interruzioni. Il mix di potenziale stellare e convocazioni d'emergenza crea una narrazione sia di vulnerabilità che di opportunità. Se i sostituti riusciranno a cogliere il momento e la padronanza collettiva di cui Alcocer ha parlato si manterrà, questo gruppo potrebbe finalmente porre fine al recente schema di delusioni in finale.

Il torneo rappresenta il culmine di tre anni di lavoro, e per molti di questi giocatori, potrebbe essere il primo assaggio di calcio internazionale ad alta tensione. Il viaggio inizia ora, con un test che rivelerà se questa generazione ha la forza mentale per eguagliare i suoi doni tecnici. Basato su un reportage di L'Équipe.