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Perché Maddison dice che gli arbitri sono terrorizzati: le

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James Maddison accusa gli ufficiali di essere terrorizzati dal VAR dopo il pareggio del Tottenham con il Leeds, evidenziando una crisi arbitrale a livello di

James Maddison del Tottenham Hotspur ha acceso un nuovo dibattito sull'arbitraggio in Premier League sostenendo che gli arbitri ora sono "terrorizzati" nel prendere decisioni a causa della presenza opprimente dell'arbitro assistente video. Il suo sfogo è arrivato dopo che una contestata richiesta di rigore nel recupero è stata respinta nel pareggio per 1-1 di lunedì contro il Leeds United, un risultato che lascia gli Spurs a soli due punti sopra la zona retrocessione e approfondisce la crisi di fiducia nel VAR.

La frustrazione di Maddison aveva un peso maggiore perché la partita segnava il suo tanto atteso ritorno dopo un infortunio al legamento crociato anteriore. Il centrocampista 29enne è entrato come sostituto all'85° minuto, sperando di dare nuova linfa alla stagione del Tottenham. Invece, la sua corsa in area si è conclusa con un groviglio di gambe mentre cadeva sotto il contatto del difensore del Leeds, Lukas Nmecha. L'arbitro Jarred Gillett ha lasciato proseguire, e una revisione VAR durata appena 20 secondi ha confermato la decisione, scatenando la furia dell'internazionale inglese.

Su Instagram dopo il fischio finale, Maddison ha fornito una confutazione dettagliata. "Per chiarezza... Il piccolo, minuscolo tocco sul pallone per cambiare direzione è arrivato dall'esterno del mio piede destro, non da Nmecha, e l'ho detto all'arbitro", ha scritto. "Ma il controllo è durato circa 20 secondi. Gli ufficiali sono terrorizzati nel prendere decisioni in campo ora a causa del VAR. Continuiamo a lottare. COYS." Il post ha cristallizzato un sentimento crescente tra giocatori e tifosi secondo cui il VAR mina l'autorità in campo piuttosto che migliorare l'accuratezza.

La velocità della revisione — o la sua mancanza — è al centro della lamentela di Maddison. In un sistema progettato per correggere errori chiari e evidenti, un controllo sommario suggerisce o un rapido rifiuto o una riluttanza a contestare la decisione iniziale dell'arbitro. Questa esitazione si allinea a uno schema più ampio: gli ufficiali di gara sembrano sempre più inclini a deferire alla tecnologia, erodendo il processo decisionale istintivo che un tempo definiva il ruolo. Il risultato è una paralisi da analisi, dove la paura di essere messi in discussione dalle ripetizioni porta a meno interventi, non di più.

Non è la prima volta che Maddison critica pubblicamente gli standard arbitrali. A settembre, ha attaccato gli arbitri e il VAR per aver avuto "un inizio di stagione assolutamente scandaloso". Tale critica ha coinciso con l'implementazione da parte del capo del PGMOL, Howard Webb, di una politica di "meno interventi", intesa a lasciar fluire le partite. Tuttavia, la conseguenza involontaria è stata un vuoto di responsabilità: invece di meno controversie, la lega ha visto un aumento di allenatori e giocatori frustrati che si chiedono se il VAR venga utilizzato, anche se incombe su ogni incidente critico.

Il punto di vista di Maddison trova potenti alleati nei commentatori. L'ex attaccante inglese Alan Shearer è stato un critico implacabile, definendo gli attuali standard arbitrali "i peggiori che abbiamo visto da molto tempo" e incolpando direttamente il VAR di peggiorare le cose. L'ex difensore del Liverpool, Stephen Warnock, è andato oltre, definendo il VAR "la peggiore cosa mai introdotta nel calcio", mentre Wayne Rooney ha lamentato che l'emozione grezza del calcio viene prosciugata dall'interferenza tecnologica. La loro voce collettiva sottolinea una crisi: lo stesso strumento destinato a portare equità sta invece generando risentimento e confusione.

Il malcontento ha raggiunto i massimi livelli del calcio europeo. La UEFA ha convocato i rappresentanti dei migliori campionati del continente per una riunione estiva per esaminare come viene utilizzato il VAR. Roberto Rosetti, capo degli arbitri UEFA, ha riconosciuto l'allontanamento dall'intento originale, dicendo: "Credo che abbiamo dimenticato il motivo per cui è stato introdotto il VAR." Questa rara ammissione segnala una potenziale revisione dei protocolli, con i campionati sotto pressione per ripristinare la fiducia nell'arbitraggio.

Per il Tottenham, la polemica non poteva arrivare in un momento peggiore. Languendo pericolosamente vicino alla zona retrocessione, devono affrontare una corsa di due partite per preservare il loro status in massima serie. Il ritorno di Maddison doveva essere un catalizzatore, ma la furia per le decisioni non concesse rischia di offuscare le prestazioni in campo. La sua dichiarazione sui social media, sebbene catartica, evidenzia anche il costo psicologico: quando i giocatori sentono che il sistema è contro di loro, la concentrazione si incrina nel momento peggiore.

Le implicazioni si estendono oltre il Tottenham. Se gli ufficiali d'élite sono effettivamente "terrorizzati", l'integrità di ogni partita viene messa in discussione. Il VAR è stato lanciato con la promessa di minimizzare l'errore umano; invece, ha amplificato l'ansia e creato una nuova categoria di errori. Il prossimo vertice UEFA potrebbe offrire un reset, ma fino a quando non verranno applicati standard chiari e coerenti, incidenti come la richiesta di rigore di Maddison continueranno a dominare le prime pagine e ad alimentare dibattiti che il calcio non può permettersi durante una lotta per la salvezza.

Mentre la stagione di Premier League raggiunge il suo culmine, la pressione sugli arbitri non potrà che intensificarsi. I commenti di Maddison hanno sollevato il coperchio di una frustrazione latente, e a meno che non arrivino rapidi cambiamenti, la crisi arbitrale rischia di definire la stagione tanto quanto qualsiasi corsa al titolo o lotta per la salvezza. Per ora, gli Spurs e il loro centrocampista di ritorno devono navigare un percorso verso la sopravvivenza in mezzo al caos.

Basato su rapporti di BBC Sport.