Il Real Saragozza ha ufficialmente affidato le redini a Ibai Gómez, finalizzando un accordo che lega l'allenatore basco al club per una stagione garantita con due proroghe opzionali. L'annuncio arriva in un momento di profonda crisi: l'istituzione aragonese è uscita dal calcio professionistico per la prima volta in 77 anni, una discesa sbalorditiva che richiede una risposta rapida e decisa. Gómez porta con sé gli assistenti di fiducia Iñigo Larriqueta, noto come 'Larri', e David Vinatea, formando un nucleo tecnico compatto incaricato di resuscitare un gigante caduto.
Per un club del prestigio del Saragozza — ex vincitore della Coppa del Re e della Coppa delle Coppe — la vita in terza serie è un territorio inesplorato. Il tributo emotivo per una tifoseria che ha riempito La Romareda per decenni di battaglie in massima serie è incommensurabile. La retrocessione spezza un filo continuo risalente alla metà degli anni '40 e la pressione per un ritorno immediato è immensa. Gómez entra in questo vortice pienamente consapevole che qualsiasi cosa meno della promozione sarà vista come un fallimento.
Il percorso calcistico di Ibai Gómez conferisce una texture unica alla sua nomina. Giocatore con quasi 300 presenze professionistiche in Liga, Champions League e competizioni europee, si è ritirato con una bruciante ambizione di passare ad allenare fin dall'adolescenza, quando iniziò a guidare un gruppo di bambini di cinque anni al Santutxu. Quell'ossessione di base non è mai svanita, e alla fine ha portato la squadra giovanile del Santutxu alla ribalta prima di attirare l'attenzione della nazionale dominicana. La sua avventura olimpica a Parigi 2024, dove la sua squadra caraibica ha tenuto testa ai futuri campioni spagnoli, all'Egitto e all'Uzbekistan, lo ha segnato come tattico con sangue freddo internazionale.
La vera svolta è arrivata all'Arenas de Getxo. Nella stagione 2024-25, ha orchestrato una campagna di promozione dal Gruppo 2 della 2ª RFEF, dimostrando la capacità di imporre uno stile dominante e rischioso con un budget limitato. Quel risultato lo ha proiettato nei ranghi professionistici e la scorsa estate ha preso le redini dell'FC Andorra in LaLiga Hypermotion. Lì, inizialmente ha stupito con un calcio attraente e dinamico che ha portato risultati precoci, ma un grave crollo a metà stagione ha precipitato la sua partenza. Nonostante la fine prematura, l'impegno di Gómez per una filosofia proattiva non è mai venuto meno — una qualità che si allineava perfettamente con la visione del direttore sportivo Lalo Arantegui.
La decisione di Arantegui di affidare la ricostruzione a Gómez dice molto. Il comunicato interno del club che elogia la 'pura vocación' dell'allenatore e la sua metodologia progressiva segnala un allontanamento deliberato dal pragmatismo a breve termine. Lo stile di Gómez — definito da verticalità, pressing alto e controllo del possesso — è esattamente il tonico che Arantegui ritiene possa rivitalizzare sia i risultati che una tifoseria disillusa. La sua storia di valorizzazione dei giovani giocatori e il suo stile di comunicazione trasparente lo rendono una figura ideale per un progetto basato sulla rigenerazione.
Il compito, tuttavia, è monumentale. Il Saragozza deve ora navigare nel labirinto della Primera RFEF, una divisione piena di squadre part-time affamate e ex club di massima serie che lottano con le unghie e con i denti per posti di promozione limitati. Gómez dovrà ricostruire una squadra demoralizzata, instillare una mentalità vincente e adattare il suo sistema alle dure esigenze della terza serie spagnola. La presenza di Larri e Vinatea — collaboratori di lunga data che comprendono implicitamente i suoi metodi — fornisce stabilità immediata e un'estensione del suo cervello tattico.
Questa nomina ha pesanti implicazioni per il più ampio panorama calcistico spagnolo. La caduta del Saragozza è una storia di avvertimento su cattiva gestione e scarsi risultati, e il loro tentativo di rimbalzo sotto un giovane allenatore ambizioso sarà attentamente esaminato come caso di studio di recupero. Un rapido ritorno validerebbe l'approccio moderno e coraggioso che Gómez incarna; il fallimento approfondirebbe una crisi già esistenziale. La struttura contrattuale uno-più-due premia il successo proteggendo al contempo il club, creando una chiara finestra probatoria.
Gli osservatori notano che la passione di Gómez per il lavoro rasenta l'ossessione. La sua traiettoria iniziale — dall'allenare bambini a Santutxu mentre conciliava la carriera da giocatore fino a guidare una nazione olimpica — suggerisce una spinta incessante di cui il Saragozza ha disperatamente bisogno. I fedelissimi del club, stanchi dopo anni di declino, si aspetteranno che la stessa energia si irradi attraverso ogni pressing e ogni passaggio. Come ha descritto una fonte del club, la nomina riguarda 'recuperare la dignità calcistica tanto quanto i risultati.'
La strada del ritorno inizia ora, con un'estate di profondi cambiamenti di squadra all'orizzonte. Gómez deve trovare un equilibrio tra veterani esperti in grado di sopportare una battaglia e giovani talenti affamati desiderosi di scalare le proprie vette. La capitale aragonese attende con un misto di speranza e scetticismo, consapevole che il filo di 77 anni potrebbe essere spezzato per sempre a meno che il loro nuovo leader non possa tessere una stagione da ricordare.
Basato su reportage di Marca.