La Federcalcio albanese si è ufficialmente separata dal commissario tecnico Sylvinho dopo il fallimento della squadra nel qualificarsi per i Mondiali 2026 della FIFA. La decisione è stata confermata martedì, solo pochi mesi dopo la delusione di una sconfitta per 2-1 contro la Polonia nelle semifinali dei playoff dello scorso marzo, che ha posto fine alle speranze dell'Albania di raggiungere il torneo per la prima volta nella loro storia.
Sylvinho, l'ex terzino di Lione e Barcellona, ha assunto la guida della nazionale nel gennaio 2023 e si è rapidamente fatto notare portando l'Albania a UEFA Euro 2024, la loro seconda partecipazione al Campionato Europeo dopo il debutto nel 2016. La sua leadership durante la campagna di qualificazione, che includeva risultati impressionanti contro Repubblica Ceca e Polonia, gli ha valso la cittadinanza albanese come gesto di apprezzamento da parte del governo. Sotto la sua guida, la squadra ha mostrato uno stile resiliente e organizzato che ha conquistato i tifosi.
Tuttavia, la strada per i Mondiali si è rivelata molto più difficile. Inserita in un percorso di playoff che molti consideravano abbordabile, l'Albania ha affrontato la Polonia in una semifinale secca. Nonostante un avvio promettente, la squadra di Robert Lewandowski ha rimontato vincendo 2-1, un risultato che ha distrutto gli uomini di Sylvinho e alla fine è costato il posto al brasiliano. La Federcalcio albanese, che secondo quanto riferito aveva fissato la qualificazione ai Mondiali come obiettivo primario, ha deciso che era necessario un cambiamento per riavviare il progetto.
La federazione si è mossa rapidamente per nominare Rolando Maran come successore di Sylvinho. L'allenatore italiano, 60 anni, arriva con una vasta esperienza nei club del suo paese ma non ha mai allenato una nazionale. Il suo ruolo più recente è stato al Brescia durante la stagione 2023-24, dove non è riuscito a evitare la retrocessione in Serie C — una campagna disastrosa che si è conclusa con la caduta del club fuori dai ranghi professionistici per la prima volta in decenni. Quella macchia sul suo curriculum ora solleva domande sulla sua idoneità per un incarico internazionale.
La nomina di Maran è una deviazione dal profilo di un allenatore moderno e internazionale. La sua carriera si è svolta principalmente nel calcio di club italiano, più recentemente al Brescia dove una retrocessione in Serie C ha offuscato il suo record. Sebbene si sia guadagnato la reputazione di solido organizzatore a livello nazionale, la sua mancanza di esperienza nel calcio di torneo o con la struttura di una federazione nazionale è una scommessa significativa per l'Albania. La Federcalcio albanese scommette che il suo approccio pragmatico stringerà una difesa che ha concesso gol costosi contro la Polonia.
Per l'Albania, questa transizione arriva in un momento critico. La rosa possiede ancora talento in grado di competere per posti nei grandi tornei, ma il margine di errore è ridotto. Con la campagna di qualificazione per il Campionato Europeo 2028 all'orizzonte, Maran dovrà rapidamente implementare la sua visione e guadagnarsi la fiducia di un gruppo che si era abituato ai metodi di Sylvinho. L'obiettivo immediato sarà ripristinare la fiducia e creare slancio prima degli impegni di Nations League più avanti quest'anno.
I critici sostengono che sostituire Sylvinho con un allenatore reduce da una retrocessione in seconda serie italiana sia un passo indietro. Tuttavia, la federazione potrebbe vedere la familiarità di Maran con ambienti ad alta pressione e la sua capacità di ottenere risultati con le unghie e con i denti come risorse per una squadra che spesso combatte al di sopra del suo peso. Solo il tempo dirà se questo rischio calcolato darà i suoi frutti o se la Federcalcio albanese sarà presto alla ricerca di un altro riavvio.
Con la diffusione della notizia, i tifosi hanno espresso reazioni contrastanti sui social media, molti ringraziando Sylvinho per la storica qualificazione a Euro 2024 mentre altri accolgono con cautela la nuova era. Per Sylvinho, l'uscita segna la fine di un mandato breve ma incisivo che ha sollevato lo spirito calcistico della nazione. Per Maran, la sfida è dimostrare che le sue difficoltà di club sono alle spalle e che può guidare un paese verso nuovi traguardi.
Basato su resoconti di L'Equipe.