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Polizia di Rio smantella una grande fabbrica clandestina di

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La Polizia Civile di Rio de Janeiro ha chiuso una fabbrica clandestina che produceva il filo per aquiloni illegale 'linha chilena', un materiale collegato a un

In un'operazione significativa contro un commercio pericoloso e illegale, la Polizia Civile di Rio de Janeiro ha smantellato una fabbrica clandestina dedicata alla produzione di massa di 'linha chilena', un tipo di filo per aquiloni altamente letale. Il raid, condotto giovedì nel quartiere di Jacarepaguá, ha scoperto una linea di produzione completamente operativa all'interno di una casa in affitto, evidenziando la natura persistente e mortale di questa industria sotterranea.

L'operazione è stata uno sforzo coordinato tra il Commissariato di Polizia per la Protezione Ambientale (DPMA) e il Commissariato per gli Archivi Documentali (DEAC). Entrando nella proprietà nell'area di Colônia, gli agenti hanno trovato i macchinari in funzione, circondati da una grande quantità di bobine, fili e altre materie prime utilizzate nel processo di produzione. Le persone presenti sul posto sono state prese per essere interrogate e tutte le attrezzature e i materiali sono stati sequestrati e trasportati alla Cidade da Polícia per ulteriori indagini.

Gli investigatori hanno rivelato che l'impianto era sotto sorveglianza da circa un mese a seguito di segnalazioni anonime. Le autorità hanno descritto il sito come uno dei maggiori centri di produzione di questo materiale illegale nella regione di Jacarepaguá. La configurazione era sofisticata, con una struttura di produzione completa in cui i fili subivano un processo che coinvolgeva il quarzo per migliorare la loro capacità di taglio, rendendoli fino a quattro volte più pericolosi dei fili rivestiti di cerol standard.

La scala economica dell'operazione era sbalorditiva. La polizia stima che la fabbrica fosse in grado di produrre circa 50 bobine al giorno. Con ogni bobina venduta a circa 300 R$, le entrate giornaliere dell'impresa illegale potevano raggiungere fino a 15.000 R$. Questo commercio redditizio ma illecito prospera nonostante i chiari divieti legali; produrre, vendere o usare la 'linha chilena' è un reato nello stato di Rio de Janeiro.

Il costo umano di questo prodotto illegale è stato chiaramente illustrato durante il raid. Uno degli uomini trovati sul posto avrebbe fatto una dichiarazione agghiacciante agli agenti, affermando che "gli incidenti automobilistici e motociclistici uccidono più della linha chilena". Questa osservazione sottolinea un pericoloso disprezzo per il danno specifico e prevenibile causato da questo materiale, progettato per essere il più tagliente possibile.

L'azione della polizia arriva in un momento di forte aumento delle segnalazioni relative all'uso di questo filo mortale. I dati della linea di denuncia anonima dello stato, Disque-Denúncia, dipingono un quadro preoccupante: le segnalazioni sono salite da 561 casi nel 2024 a 1.203 incidenti nell'anno successivo. Nell'anno in corso, da gennaio a inizio maggio, sono già state registrate 251 denunce, indicando che il problema rimane pervasivo.

La conseguenza più tragica di questo commercio illegale si è verificata poche settimane prima del raid nella fabbrica. Ad aprile, Leandro Rezende Cardoso, amministratore aziendale di 45 anni, è stato ucciso mentre guidava la sua moto attraverso il quartiere di Cascadura. Le immagini delle telecamere di sicurezza hanno catturato il momento in cui è stato colpito al collo da una 'linha chilena' tesa attraverso la strada, facendolo cadere dalla moto. Nonostante fosse stato trasportato d'urgenza all'Hospital Municipal Salgado Filho, è morto per le ferite riportate.

La storia di Leandro aggiunge una dimensione profondamente personale alla crisi. Secondo la sua famiglia, era vedovo e lasciava una figlia di 15 anni ed era sul punto di completare la laurea in giurisprudenza. La sua morte è una conseguenza diretta del prodotto stesso prodotto in serie nella fabbrica di Jacarepaguá, collegando l'operazione clandestina a una tragedia reale nelle strade della città.

Lo smantellamento di questa fabbrica rappresenta una vittoria tattica per le forze dell'ordine, ma le statistiche in aumento delle denunce suggeriscono che la battaglia è lungi dall'essere finita. La letalità estrema del materiale e la redditività della sua produzione creano una sfida persistente per le autorità. La polizia continua a esortare il pubblico a segnalare qualsiasi informazione riguardante la fabbricazione, la vendita o l'uso di 'linha chilena' e cerol tramite la linea anonima Disque Denúncia al 21 2253-1177 o tramite il suo sito web e app.

Basato su un reportage di g1.