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Puel: Perché il Nizza deve migliorare con la palla per il

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Lo 0-0 del Nizza a Saint-Étienne lascia in bilico le speranze di promozione in Ligue 1; Puel chiede un miglior uso del pallone dopo l'infortunio di Boudaoui.

La posta in gioco avrebbe inevitabilmente soffocato lo spettacolo, e così è stato allo Stade Geoffroy-Guichard. Il Nizza è uscito dalla gara di andata dei play-off di Ligue 1/Ligue 2 contro il Saint-Étienne con un pareggio a reti inviolate, un risultato che lascia la sfida in bilico ma ha soddisfatto poco l'allenatore Claude Puel. La sua analisi post-partita ha colpito al cuore del problema: «Dovremo fare molto meglio con la palla». Per le Aquile, la strada verso il ritorno nella massima serie passa direttamente attraverso la capacità di dettare il gioco nella gara di ritorno venerdì all'Allianz Riviera.

La partita in sé è stata una gara nervosa e frammentata, tipica dei play-off ad alta posta in gioco dove evitare la sconfitta spesso prevale sull'ambizione. Nessuna delle due squadre è riuscita a mantenere un controllo prolungato e le occasioni chiare sono state rare. Il Saint-Étienne, sostenuto da un pubblico di casa vocale, è partito con maggiore intensità ma è mancato di incisività per sfondare il ben organizzato blocco difensivo del Nizza. Gli ospiti, invece, hanno ceduto il possesso palla a buon mercato a centrocampo, inibendo le proprie transizioni e privando i propri attaccanti di rifornimenti. Il punteggio di 0-0 ha lusingato lo spettacolo, anche se ha perfettamente riflesso l'approccio cauto adottato da entrambe le squadre.

Un momento decisivo è arrivato presto quando Hicham Boudaoui, il centrocampista centrale laborioso del Nizza, è stato costretto a uscire per infortunio. Puel non ha nascosto l'effetto dirompente che questo ha avuto sulla struttura della sua squadra. Boudaoui è stato un perno nella costruzione del gioco del Nizza, un giocatore in grado di ricevere la palla sotto pressione e collegare la difesa all'attacco con passaggi netti e progressivi. Senza di lui, la squadra ha faticato a trovare ritmo, ricorrendo spesso a lanci lunghi che i difensori centrali del Saint-Étienne hanno gestito comodamente. Puel ha lamentato che la perdita del suo centrocampista «ha penalizzato la costruzione del gioco», suggerendo quanto Boudaoui sia fondamentale nel progetto tattico.

La richiesta di Puel di un miglior uso della palla è più di un cliché post-partita. Il Nizza ha costruito la sua spinta promozione su uno stile basato sul possesso che sembrava irriconoscibile nel calderone di Saint-Étienne. Il trio di centrocampo, costretto a un rimpasto precoce, mancava di coesione e gli attaccanti erano spesso isolati. «Non siamo riusciti a mantenere abbastanza la palla per dare vita al nostro gioco», ha ammesso Puel, sottolineando una percentuale di passaggi riusciti probabilmente al di sotto della media della squadra in Ligue 2. L'incapacità di costruire sequenze di passaggi non solo ha smussato la minaccia offensiva del Nizza, ma ha anche attirato pressioni inutili nella propria metà campo.

La partita di ritorno ora inclina leggermente il vantaggio psicologico verso il Nizza, che gioca in casa e sa che qualsiasi vittoria lo manderà avanti. Tuttavia, la regola dei gol in trasferta—ancora in vigore per questi play-off—aggiunge un livello di complessità. Un pareggio con gol favorirebbe il Saint-Étienne, il che significa che il Nizza non può semplicemente sedersi e aspettare. Devono trovare un modo per imporsi con la palla, creando le occasioni che non sono riusciti a produrre nella gara d'andata. Puel passerà i prossimi giorni a rafforzare un messaggio di aggressività controllata: dominare il possesso, muovere la palla rapidamente e allungare la difesa del Saint-Étienne.

La pressione sul Nizza per tornare in Ligue 1 è immensa. La retrocessione dalla massima serie è stata un duro colpo per un club con orgogliose tradizioni, e la tifoseria è diventata impaziente durante l'esilio del club. La promozione non solo ripristinerebbe l'orgoglio locale, ma garantirebbe anche la linfa finanziaria che accompagna lo status di prima divisione. Puel, un allenatore esperto abituato ad ambienti ad alta posta in gioco, sa che la sua eredità al club potrebbe dipendere da questi 90 minuti. La sua richiesta pubblica di miglioramento è tanto uno strumento motivazionale quanto un'istruzione tattica.

La storia offre un quadro misto per il Nizza in queste situazioni. Il club ha oscillato tra le divisioni nell'ultimo decennio, trovando spesso l'ostacolo dei play-off insormontabile. Il Saint-Étienne, invece, lotta per evitare una seconda stagione consecutiva di salvataggio e combatterà con i denti per preservare il suo posto nella massima serie. La gara d'andata ha mostrato che la sola disciplina difensiva potrebbe non bastare per gli ospiti; devono anche ritrovare la padronanza che li ha visti finire terzi in Ligue 2 e superare i precedenti turni di play-off.

La probabile risposta di Puel sarà un rimpasto progettato per riguadagnare il controllo del centrocampo. Non è certo se Boudaoui si riprenderà in tempo, ma le alternative verranno addestrate su passaggi rapidi e movimenti senza palla. L'allenatore ha accennato a ritocchi tattici, magari spingendo un giocatore più creativo in zone centrali per rompere le linee. «Dobbiamo trovare soluzioni con la palla, per creare più pericolo», ha sottolineato rimarcando che il pareggio a reti inviolate della gara d'andata, sebbene non disastroso, è stata un'occasione persa per prendere l'iniziativa.

Le implicazioni più ampie del campionato sono chiare: se il Saint-Étienne si salva, preserva un club storico in Ligue 1 a spese di una squadra del Nizza desiderosa di riconquistare il suo posto tra l'élite. Per il neutrale, la gara di ritorno promette di essere una battaglia tesa e tattica in cui un momento di qualità potrebbe decidere tutto. La sfida di Puel è fare in modo che quel momento arrivi dalla sua parte, nato proprio da quel miglioramento con la palla che ha così pubblicamente richiesto.

Basato su resoconti di L'Equipe.