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Safonov del PSG: I calci tattici in rimessa laterale contro

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L'analisi dei rinvii ripetuti in rimessa laterale del portiere del PSG Matveï Safonov durante la partita contro il Bayern Monaco rivela una strategia tattica

Durante l'intensa semifinale di andata di Champions League contro il Bayern Monaco, il Paris Saint-Germain si è trovato sotto una pressione costante, specialmente nel secondo tempo. Con solo il 27% di possesso palla, la squadra è stata costretta a un blocco difensivo basso per lunghi periodi. Una caratteristica notevole del loro gioco sono stati i rinvii ripetuti del portiere Matveï Safonov che hanno mandato la palla direttamente fuori campo per una rimessa laterale.

Questo schema ha portato a immediate speculazioni tra gli osservatori. Alcune voci si sono chieste se l'internazionale russo stesse restituendo intenzionalmente la palla all'avversario, forse come segno di frustrazione o di rottura della comunicazione. Tuttavia, un esame tattico più attento rivela una decisione molto più calcolata e orientata alla squadra dietro queste azioni.

La chiave per comprendere la strategia di Safonov risiede in ciò che lui e lo staff tecnico del PSG stavano attivamente cercando di evitare. L'obiettivo primario era eliminare qualsiasi possibilità di un'impostazione corta dal basso. I dati sono chiari: Safonov ha tentato 32 passaggi lunghi su un totale di 35, con il suo unico passaggio corto con i piedi arrivato già al secondo minuto di partita. Questa statistica sottolinea un chiaro piano pre-partita per bypassare completamente il centrocampo quando in possesso palla da rinvii dal fondo.

Il ragionamento dietro questo rifiuto di impostare dal basso era radicato nella valutazione del rischio. Lo staff del PSG ha concluso che tentare di costruire il gioco dalla propria metà campo contro il pressing aggressivo del Bayern comportava un livello di pericolo inaccettabile. Una perdita di palla in un'area così vulnerabile del campo avrebbe lasciato la squadra strutturalmente esposta, con ampi spazi vicino alla propria area di rigore che gli attaccanti letali del Bayern avrebbero potuto sfruttare.

Inoltre, lo schema tattico dell'incontro precedente tra le due squadre ha fortemente influenzato questo approccio. La gara di andata della semifinale, terminata con un'emozionante vittoria per 5-4 del Bayern, aveva dimostrato il dominio completo della squadra tedesca nei duelli aerei e con lanci lunghi. Una minaccia particolare veniva dal centro attraverso l'attaccante Harry Kane, che vinceva costantemente i duelli contro i difensori del PSG.

Di fronte a questa realtà, il PSG ha riconosciuto di non poter competere ad armi pari in un confronto diretto di lanci lunghi. Pertanto, quando i lunghi rinvii di Safonov venivano inevitabilmente persi, la squadra preferiva cedere il possesso in un'area meno pericolosa. Mandando la palla in rimessa laterale sulle fasce, si assicuravano che il gioco riprendesse da una posizione laterale, lontano dal corridoio centrale dove il Bayern e Kane erano più efficaci. Era un compromesso consapevole: cedere territorio per mantenere la solidità difensiva.

In sostanza, ciò che ad alcuni sembrava un portiere errático o dispendioso era in realtà un'esecuzione disciplinata di un piano di gioco specifico. Le azioni di Safonov non erano un segno di errore individuale ma il riflesso di una strategia collettiva e pragmatica progettata per mitigare la schiacciante minaccia rappresentata dalla potenza offensiva del Bayern Monaco. La squadra accettava le conseguenze di perdere la palla nelle zone laterali per prevenire lo scenario catastrofico di una perdita di possesso davanti alla propria porta.

Basato su un reportage di Foot - actualités, mercato, info & vidéo en continu.