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Senegal sconfitto 3-2 dagli USA: 16 giorni dall'esordio

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La sconfitta per 3-2 del Senegal contro gli USA mette in luce i problemi difensivi a 16 giorni dalla partita d'esordio mondiale contro la Francia, nonostante

L'ultima preparazione del Senegal per la Coppa del Mondo ha subito una battuta d'arresto domenica a Charlotte, Carolina del Nord, perdendo 3-2 contro gli Stati Uniti in un'amichevole soprannominata "Clasico Continental". La sconfitta è arrivata a soli 16 giorni dal cruciale esordio nel Gruppo A contro la Francia campione in carica, lasciando più domande che risposte per i vicecampioni d'Africa.

Prima di questa partita, il Senegal era in un'impressionante striscia di 11 partite senza sconfitta in partite aperte, risalente a sei mesi fa, con otto vittorie e un pareggio, oltre al trionfo in finale di Coppa d'Africa ai rigori. La sconfitta ha interrotto quella striscia in modo scoraggiante, mettendo in luce le stesse fragilità difensive che la Francia cercherà di sfruttare.

Gli Stati Uniti non hanno perso tempo a far valere le loro intenzioni. Al settimo minuto, un'azione fluida sulla fascia sinistra ha visto Antonee Robinson lanciare Christian Pulisic, che ha servito un passaggio perfettamente dosato per Sergino Dest. L'ex terzino del Barcellona, ora al PSV Eindhoven, ha superato Ismail Jakobs e ha infilato con freddezza il pallone in rete con l'interno del piede destro, scatenando i festeggiamenti al Bank of America Stadium.

Il Senegal, tuttavia, non si è arreso. Sadio Mané, l'attaccante talismanico e cuore della squadra, ha risposto con una doppietta che ha brevemente riacceso le speranze. Il suo primo gol ha mostrato i suoi istinti predatori in area, mentre il secondo è stato un promemoria della sua finalizzazione di classe mondiale, regalando una boccata d'ossigeno a una squadra che stava perdendo il controllo della partita.

Ma nonostante tutto il talento individuale di Mané, la struttura difensiva del Senegal ha ceduto più volte. Gli USA hanno sfruttato gli spazi tra le linee e sovraccaricato le fasce, mettendo in luce l'assenza di difensori centrali regolari. La concessione di tre gol, due dei quali in modo disordinato, ha dipinto un quadro preoccupante di una difesa priva di coesione e comunicazione.

Ad aggravare l'instabilità difensiva è stata l'insolita situazione in porta. I portieri titolari Édouard Mendy e Yehvann Diouf non sono stati inseriti nella lista dei convocati, costringendo il commissario tecnico Aliou Cissé a ricorrere al vice Mory Diaw. Il portiere del Le Havre, pur non essendo il solo colpevole, non è riuscito a replicare la presenza imponente di Mendy, e la difesa ne è sembrata destabilizzata.

La partita era stata presentata come un "Clasico Continental" – uno striscione srotolato nel cerchio di centrocampo prima del fischio d'inizio – a sottolineare la speranza degli organizzatori di uno spettacolo competitivo. Ha regalato gol ma non la solidità di cui il Senegal aveva bisogno. Per una squadra orgogliosa del suo storico trionfo in Coppa d'Africa 2022 e del percorso ai quarti di finale dell'ultimo Mondiale, questa prestazione è stata ben al di sotto di tali standard.

Ora, con l'approssimarsi della sfida contro la Francia, le domande si accumulano. Cissé ha sperimentato troppo? C'è abbastanza tempo per amalgamare una difesa frammentata? La partita contro gli USA è servita come un duro campanello d'allarme: se una giovane squadra americana è riuscita a smontarli così facilmente, giocatori come Kylian Mbappé e Antoine Griezmann potrebbero trovare la stessa gioia se i problemi difensivi persistono.

La sensazione nel campo senegalese era probabilmente di profonda delusione, riconoscendo di essere stati puniti per le lacune difensive. La spavalderia di una serie di imbattibilità è stata sostituita dalla cruda realtà di una sconfitta che potrebbe minare la fiducia in vista del Mondiale.

Per il Senegal, la strada verso la redenzione è breve e ripida. Hanno poco più di due settimane per correggere i difetti, ripristinare la fiducia e prepararsi per una delle favorite del torneo. Se non ci riusciranno, le loro ambizioni mondiali potrebbero svanire ancor prima di cominciare. Basato su un reportage de L'Équipe.