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Torreense vince la Coppa: Europa League mentre è in Seconda

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Il Torreense si è assicurato un posto nella fase a gironi dell'Europa League battendo lo Sporting CP 2-1 nella finale della Coppa del Portogallo, ma una

Il Torreense, un club modesto della città di Torres Vedras, ha realizzato l'impresa straordinaria: parteciperà alla fase a gironi dell'UEFA Europa League 2026-27 rimanendo nella seconda divisione portoghese. È il coronamento di una strepitosa vittoria in Coppa del Portogallo contro lo Sporting CP, seguita da un'amara sconfitta nei play-off che ha negato loro la promozione in massima serie. L'attesa di 109 anni per il primo grande trofeo si è conclusa in festa, ma la gioia è stata temperata dalla realtà di un status di seconda divisione che ora prepara una delle campagne europee più insolite della memoria moderna.

La strada verso la qualificazione continentale è stata lastricata di magia di coppa. Domenica, il Torreense ha affrontato lo Sporting CP, grande favorito, nella finale della Coppa del Portogallo e ha ottenuto una memorabile vittoria per 2-1. Il risultato non solo ha assicurato un trofeo, ma ha anche garantito un posto diretto nella fase a gironi dell'Europa League 2026-27. Il terzo posto in seconda divisione aveva già dato loro una possibilità di promozione tramite i play-off, e la vittoria in coppa ha aggiunto un doppio sogno: un trofeo e un potenziale ritorno in massima serie per la prima volta dal 1991-92.

Tuttavia, la finale dei play-off contro il Casa Pia – una squadra che aveva terminato al 16° posto in Primeira Liga – si è rivelata un passo troppo lungo. Dopo aver tenuto il Casa Pia sullo 0-0 nella gara di andata, il Torreense si è recato a Lisbona per la partita decisiva giovedì e ha subito una sconfitta per 2-0. Il risultato li ha condannati a un'altra stagione in seconda divisione, il che significa che la loro avventura europea inizierà dalla posizione insolita di un club di categoria inferiore.

Le implicazioni pratiche sono significative. Lo stadio di casa del Torreense, l'Estádio Manuel Marques da 2.500 posti, non soddisfa i requisiti UEFA per l'Europa League. Di conseguenza, il club è stato costretto a trasferire le sue partite europee in casa a 310 chilometri a sud, all'Estádio Algarve a Faro. La mossa sottolinea l'incongruenza di una squadra di seconda divisione che si confronta con i giganti continentali, e solleva domande sulla logistica, gli spostamenti dei tifosi e le esigenze competitive di destreggiarsi tra gli impegni di campionato e il calcio europeo del giovedì sera.

Il Torreense non è solo in questa peculiare situazione. Gli annali delle competizioni UEFA sono costellati di partecipanti di seconda divisione. La prossima stagione, la squadra islandese di seconda divisione Vestri entrerà nel primo turno di qualificazione dell'Europa League dopo aver vinto la Coppa d'Islanda 2025. Con sede in un villaggio di meno di 3.000 abitanti, la loro favola di coppa riecheggia quella del Torreense. Nel frattempo, gli specialisti del Liechtenstein in Coppa, il FC Vaduz, hanno fatto l'abitudine di qualificarsi per l'Europa League mentre giocano nella Swiss Challenge League, anche se hanno ottenuto la promozione per la prossima stagione dopo aver vinto il titolo di seconda divisione.

Il calcio inglese fornisce alcuni degli esempi più vividi. Nel 2004, il Millwall perse la finale di FA Cup contro il Manchester United ma si qualificò per la Coppa UEFA perché lo United si era già assicurato un posto in Champions League. I Lions, allora in seconda divisione, entrarono al primo turno e furono eliminati dal Ferencváros. Il Birmingham City vinse la League Cup nel 2011 ma fu retrocesso dalla Premier League poco dopo; successivamente raggiunse la fase a gironi dell'Europa League e mancò di poco la fase a eliminazione diretta, finendo terzo in un girone che includeva il Nacional del Portogallo. Il trionfo del Wigan Athletic in FA Cup 2013 contro il Manchester City arrivò pochi giorni prima della loro retrocessione dalla massima serie, portando a una campagna di fase a gironi dell'Europa League che produsse una sola vittoria e un ultimo posto dietro a Rubin Kazan, Maribor e Zulte Waregem.

Altri casi notevoli includono l'Ipswich Town, che si assicurò un posto in Coppa UEFA tramite la classifica del fair play dopo essere stato retrocesso nel 2002 e avanzò al secondo turno; il FC Zurigo, che vinse la Coppa Svizzera mentre chiudeva all'ultimo posto nella Swiss Super League nel 2016; e l'Alemannia Aachen, che raggiunse la fase a eliminazione diretta della Coppa UEFA come squadra di seconda divisione dopo aver perso la finale della Coppa di Germania 2004 contro il Werder Brema, che aveva già un posto in Champions League. Anche piccoli club come il FC Gueugnon in Francia (vincitore della Coupe de la Ligue francese 1999-2000) e le squadre dell'Europa orientale Wisla Krakow e Corvinu Hunedoara hanno assaporato le qualificazioni continentali mentre erano fuori dalle loro massime serie nazionali.

Per il Torreense, l'avventura in Europa League offre un'opportunità trasformativa. Le ricadute finanziarie della partecipazione alla fase a gironi – entrate televisive, premi in denaro e maggiore appeal commerciale – potrebbero fornire le risorse per lanciare una seria sfida per la promozione. Allo stesso tempo, il club deve gestire un calendario massacrante e mantenere la profondità della rosa per competere su due fronti. La stagione storica metterà alla prova la resilienza di una squadra la cui intera massa salariale impallidisce probabilmente in confronto a quella anche dei nomi meno conosciuti della competizione.

La composizione dell'Europa League la prossima stagione include già squadre affermate come Bournemouth, Sunderland, Crystal Palace, Juventus, AC Milan e Bayer Leverkusen. Il contrasto tra questi marchi globali e un club portoghese di seconda divisione non potrebbe essere più netto, eppure le competizioni di coppa prosperano su tali narrazioni di Davide contro Golia. La presenza del Torreense aggiunge un livello di imprevedibilità romantica a un torneo che spesso premia gli ammazzagrandi.

In definitiva, la storia del Torreense è quella di un trionfo intriso di ironia. Un club che ha passato la maggior parte della sua esistenza nell'oscurità ora ospiterà – o meglio, ospiterà in esilio – alcune delle élite europee. Il loro viaggio da uno stadio da 2.500 posti a Torres Vedras alle luci brillanti dell'Estádio Algarve e alla fase finale dell'Europa League cattura la magia duratura del calcio a eliminazione diretta. Mentre si preparano per la stagione più grande della loro storia, la domanda rimane: riusciranno a bilanciare le esigenze di una campagna di seconda divisione con il fascino delle notti europee, o il doppio fardello sarà troppo pesante? Una cosa è certa: il Torreense ha già scritto il suo nome negli annali del folklore del calcio europeo.

Basato su resoconti di BBC Sport.