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UEFA Nations League: Nuovo formato a 3 leghe dal 2028/29

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L'UEFA conferma che la Nations League si ridurrà a tre leghe di 18 squadre dal 2028/29, con le qualificazioni europee anch'esse ristrutturate in un sistema a

L'UEFA ha approvato una radicale riorganizzazione delle competizioni internazionali, svelando un nuovo formato per la Nations League e le qualificazioni europee che entrerà in vigore dalla stagione 2028-29. La decisione, presa durante la riunione del Comitato Esecutivo a Istanbul, segna il cambiamento strutturale più significativo del calcio delle nazionali europee dall'introduzione della Nations League nel 2018. Il sistema ridisegnato mira a migliorare l'equilibrio competitivo, ridurre il numero di partite senza significato e offrire un'esperienza più dinamica e coinvolgente per i tifosi, mantenendo invariato il calendario internazionale.

L'aggiustamento più evidente è la contrazione della Nations League dall'attuale struttura a quattro livelli a tre leghe di 18 squadre ciascuna. Al posto delle Leghe A, B, C e D, la nuova configurazione divide i 55 membri partecipanti dell'UEFA in tre raggruppamenti più ampi, con ciascuna lega contenente tre gironi da sei. All'interno di questi gironi, le squadre giocheranno sei partite contro cinque avversari diversi – affrontando un compagno di fascia sia in casa che in trasferta, mentre giocheranno partite singole in casa o in trasferta contro squadre delle altre fasce. L'eccezione è la Lega C, che avrà un girone da sette per accomodare il numero totale di nazioni, con le sue partite che inizieranno una finestra internazionale prima rispetto alle altre.

La fase a eliminazione diretta conserva elementi familiari: quarti di finale, il torneo Final Four e i playoff promozione/retrocessione seguiranno tutti il modello attuale. Questa continuità significa che lo spettacolo delle finali ad alta posta e il dramma del passaggio tra le leghe rimarranno intatti, anche se la fase a gironi diventa più compatta e varia. Il nuovo formato riprende elementi delle riforme delle competizioni per club dell'UEFA, creando un calendario in cui ogni partita ha maggiore peso ed evitando gli squilibri che talvolta hanno diminuito la struttura originale.

Altrettanto trasformativi sono i cambiamenti alle qualificazioni europee, che adotteranno un sistema a due livelli direttamente legato alla performance nella Nations League. Le prime 36 squadre nazionali – comprendenti tutti i membri delle Leghe A e B della Nations League – entreranno nella Lega 1 delle qualificazioni. Le rimanenti 18 o 19 squadre gareggeranno nella Lega 2. La Lega 1 sarà composta da tre gironi da 12, sorteggiati da tre urne da 12, con ogni nazione che giocherà sei partite contro sei avversari diversi, due per ogni urna. Questa configurazione incrociata, che ricorda la fase delle competizioni per club dell'UEFA, garantisce una varietà di avversari. La Lega 2 rispecchierà la struttura della Lega C della Nations League, con tre gironi da sei (o uno da sette), mantenendo un formato coerente tra i livelli.

In una svolta interessante, le nazioni ospitanti dei grandi tornei – che hanno già garantito un posto nella fase finale – parteciperanno comunque alle qualificazioni. Il loro obiettivo sarà legato alla loro posizione nella successiva edizione della Nations League, il che significa che avranno un incentivo competitivo a performare piuttosto che giocare partite puramente cerimoniali. Questo approccio preserva l'integrità dei gironi di qualificazione e dà a ogni partita un obiettivo tangibile, in linea con il desiderio dell'UEFA di eliminare le partite senza significato.

L'assegnazione dei posti per il Campionato Europeo premierà i vincitori dei gironi della Lega 1 con la qualificazione diretta, mentre i posti rimanenti saranno decisi tramite playoff. Fondamentalmente, il sistema di playoff è progettato per fornire opportunità eque alle squadre della Lega 2, garantendo che le nazioni con ranking inferiore mantengano un percorso realistico verso la fase finale. Questo equilibrio risponde alle preoccupazioni di lunga data che le federazioni più piccole potrebbero essere isolate dal processo di qualificazione.

Aleksander Ceferin, il presidente dell'UEFA, ha sostenuto le riforme, affermando che i nuovi formati "miglioreranno l'equilibrio competitivo, ridurranno il numero di partite senza posta in gioco e offriranno una competizione più emozionante e dinamica per i tifosi, garantendo al contempo pari possibilità di qualificazione per tutte le squadre senza aggiungere date extra al calendario internazionale." La sua enfasi sul mantenere il calendario esistente è significativa, poiché il carico di lavoro dei giocatori e le relazioni con i club rimangono temi sensibili nella governance del calcio.

L'evoluzione della Nations League è sempre stata quella di sostituire le amichevoli con competizioni significative, e questa ultima iterazione approfondisce quella missione. Comprimendo la struttura della lega e introducendo un programma con teste di serie e incrociato, l'UEFA mira a generare più incontri di alta qualità in ogni finestra. Per le nazioni di medio livello, il nuovo formato potrebbe offrire un percorso di sviluppo più chiaro, mentre le squadre migliori affronteranno una maggiore varietà di avversari, riducendo la ripetizione e aumentando la posta in gioco di ogni partita.

I critici potrebbero chiedersi se la riduzione a tre leghe rischi di marginalizzare le squadre con ranking più basso, ma il quadro di qualificazione a due livelli e l'accesso garantito ai playoff per la Lega 2 sembrano progettati per mitigarlo. In effetti, la struttura potrebbe intensificare la battaglia per la promozione dalla Lega C, poiché ora funge da porta d'accesso diretta alla più prestigiosa Lega 1 di qualificazione. Il piano subirà ulteriori perfezionamenti nei prossimi mesi prima che l'approvazione finale sia richiesta alla prossima riunione del Comitato Esecutivo dell'UEFA, prevista per il 15 settembre 2026 a Salonicco.

In definitiva, questi cambiamenti rappresentano il tentativo dell'UEFA di modernizzare il calcio delle nazionali senza alienare alcun stakeholder. Prendendo in prestito elementi di successo dalle competizioni per club e puntando sull'integrità competitiva, i nuovi formati della Nations League e delle qualificazioni potrebbero costituire un modello per il calcio internazionale negli anni '30. La stagione 2028-29 inaugurerà un'era più snella e meritocratica, in cui ogni partita avrà un significato e ogni nazione potrà sognare. Basato su un report di Tuttosport.