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Webb: Gol di mano di Sesko convalidato, rigore negato

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Howard Webb rivela che il VAR non ha potuto annullare il gol di mano di Benjamin Sesko per il Manchester United per mancanza di prove conclusive, e ammette che

Howard Webb, capo degli arbitri della Professional Game Match Officials Limited (PGMOL), ha fatto luce su una serie di decisioni controverse del VAR che hanno acceso un ampio dibattito nei recenti incontri di Premier League. Nell'ultima puntata di 'Match Officials Mic'd Up', Webb ha affrontato tre incidenti chiave, offrendo una rara finestra sui processi decisionali degli arbitri assistenti video e sulle sfide che affrontano nell'applicare le Regole del Gioco in tempo reale. I suoi commenti alimenteranno probabilmente ulteriori discussioni sulla coerenza e l'efficacia della tecnologia nei momenti più cruciali del calcio.

Al centro della bufera c'è il gol di Benjamin Sesko per il Manchester United contro il Liverpool all'inizio di questo mese. La conclusione, che ha portato lo United sul 2-0 in una partita poi vinta 3-2, è stata convalidata nonostante le veementi proteste per un tocco di mano. Le ripetute sembravano mostrare il pallone che sfiorava le dita di Sesko mentre lo controllava prima di segnare. Secondo le Regole del Gioco, qualsiasi contatto con la mano del marcatore immediatamente prima di un gol deve comportare l'annullamento della rete. Tuttavia, dopo un esame meticoloso, il VAR e l'assistente VAR hanno concluso di non avere le prove conclusive necessarie per ribaltare la decisione in campo. Webb, pur personalmente convinto che il pallone abbia toccato la mano di Sesko, ha difeso il protocollo del VAR. "Probabilmente tocca la mano", ha ammesso, "ma il VAR ha bisogno di quella certezza. Deve essere assolutamente certo."

L'incidente mette in luce una tensione fondamentale nell'uso della tecnologia: il desiderio di accuratezza forense contro i limiti pratici delle angolazioni delle telecamere disponibili. Webb ha spiegato che gli ufficiali del VAR hanno esaminato le immagini da più prospettive, sperando di trovare un'angolazione che mostrasse definitivamente il contatto con il braccio. Nonostante i loro sforzi, le prove non hanno raggiunto la certezza categorica necessaria per intervenire. Questa soglia è intenzionalmente alta per evitare di riarbitrare decisioni soggettive, ma può lasciare tifosi e opinionisti frustrati quando il buon senso suggerisce che ci sia stata un'infrazione. La decisione si è rivelata cruciale; il gol di Sesko ha spostato decisamente l'inerzia a favore dello United, e la successiva rimonta del Liverpool è fallita di poco, costando loro punti vitali nella corsa al titolo.

La franchezza di Webb si è estesa a un altro punto caldo nella lotta per la salvezza al London Stadium, dove all'Everton è stato negato un rigore nella sconfitta per 2-1 contro il West Ham. Con l'Everton in svantaggio per 1-0, il difensore del West Ham, Fernandes, si è intrecciato con Thierno Barry e ha apparentemente spazzato via il pallone con la mano. Il VAR, Michael Salisbury, ha giudicato il contatto accidentale, dicendo agli ufficiali in campo che si trattava di un "incidente totale" durante un movimento di lotta. Webb ha dissentito, affermando che un rigore doveva essere concesso. "Fin dall'inizio, pensiamo che un rigore avrebbe dovuto essere concesso", ha detto. "Non credo che abbia deliberatamente inteso toccare il pallone, ma la maggior parte dei rigori concessi quando non c'è intenzione è quando i giocatori si rendono artificialmente più grandi." L'uso della mano, anche se accidentale, è stato ritenuto sufficiente per giustificare un penalty secondo le interpretazioni attuali. L'Everton, in piena lotta per la salvezza, ha perso un'occasione cruciale per pareggiare, e il risultato potrebbe rivelarsi significativo con la stagione che si avvicina al culmine.

Un terzo incidente esaminato da Webb ha coinvolto una sequenza veloce nella partita tra Arsenal e Newcastle United. Il portiere del Newcastle, Nick Pope, è uscito dalla sua area e ha commesso fallo sull'attaccante dell'Arsenal, Viktor Gyokeres, mentre questi si stava dirigendo verso la porta. L'assistente arbitrale ha immediatamente segnalato un cartellino rosso, ritenendo che Pope avesse negato un'evidente occasione da gol. Tuttavia, l'arbitro Sam Barrott ha annullato questa raccomandazione dopo aver consultato il VAR, optando invece per un cartellino giallo. Webb ha sostenuto questa decisione, citando la posizione del difensore del Newcastle, Malick Thiaw, che stava arretrando e avrebbe potuto coprire la porta. "La posizione del difensore coprente è stata fondamentale", ha spiegato Webb, "perché significava che il fallo non raggiungeva la soglia per un'evidente occasione da gol." L'incidente sottolinea la sfumatura di tali decisioni e l'importanza del VAR nel prevenire errori potenzialmente decisivi, anche quando ciò significa correggere i colleghi in campo.

Questi tre episodi illustrano collettivamente le complessità che gli arbitri moderni devono affrontare. La regola del tocco di mano, in particolare, è diventata un parafulmine per le critiche a causa dei suoi risultati spesso draconiani e della difficoltà di raggiungere la coerenza. Il riconoscimento da parte di Webb che Sesko ha probabilmente toccato il pallone con la mano mentre comunque approvava la decisione del VAR di non intervenire potrebbe non soddisfare coloro che sostengono un approccio di "errore chiaro e evidente" che lasci più spazio al giudizio umano. Al contrario, il rigore negato all'Everton rivela la trappola opposta: un fallimento nell'intervenire quando un errore era chiaramente evidente. Entrambi i casi espongono il delicato equilibrio tra fidarsi della tecnologia e responsabilizzare gli arbitri in campo.

La Premier League ha modificato le interpretazioni del tocco di mano nelle ultime stagioni, cercando di ridurre il numero di rigori concessi per tocchi banali o involontari. Tuttavia, la regola riguardante i marcatori rimane rigida: qualsiasi contatto di mano, indipendentemente dall'intenzione, deve annullare il gol. Questa politica di tolleranza zero lascia poco spazio di manovra al VAR e attribuisce un peso enorme alla disponibilità di prove video perfette. Nel caso di Sesko, la mancanza di un'angolazione definitiva ha permesso al gol di sopravvivere, con grande furia del Liverpool. Tali momenti possono plasmare le narrazioni sull'equità e l'integrità, specialmente in un campionato deciso da margini sottili.

La disponibilità di Webb a criticare pubblicamente i suoi arbitri fa parte di un più ampio sforzo di trasparenza da parte del PGMOL, volto a demistificare il VAR e ricostruire la fiducia. Trasmettendo l'audio e offrendo le proprie interpretazioni, spera di mostrare che gli ufficiali non sono immuni dagli errori ma si sforzano per l'accuratezza. Tuttavia, ogni ammissione di errore alimenta anche domande sull'affidabilità del sistema. Se una figura senior come Webb può vedere un tocco di mano che il VAR deve ignorare a causa del protocollo, quel protocollo serve allo sport? E se un tocco di mano accidentale in area è un rigore in una partita ma non in un'altra, cosa dice questo sulla coerenza?

Le implicazioni si ripercuotono sulla classifica del campionato. La vittoria del Manchester United sul Liverpool li ha tenuti a portata di mano dai posti europei, mentre il Liverpool ha perso un'occasione per consolidare la propria spinta al titolo. Il rigore negato all'Everton li ha lasciati pericolosamente vicini alla zona retrocessione, con ogni punto potenzialmente decisivo nella lotta per la salvezza. La fuga del Newcastle da un cartellino rosso ha permesso loro di mantenere una struttura difensiva disciplinata e infine di ottenere un risultato contro l'Arsenal, influenzando la corsa alla qualificazione europea. In ogni caso, una decisione presa in una frazione di secondo o una ripetuta pixelata ha il potere di cambiare le sorti.

Con la stagione che entra nella sua fase finale, l'esame sul VAR non potrà che intensificarsi. I commenti di Webb suggeriscono che dietro le quinte c'è un impegno genuino nell'imparare dagli errori e nel perfezionare i processi. Tuttavia, i limiti intrinseci del rivedere gli incidenti attraverso gli schermi — e la responsabilità oggettiva della regola sui marcatori — fanno sì che le controversie difficilmente scompariranno del tutto. Per ora, il mondo del calcio è costretto a riflettere su ciò che sarebbe potuto essere: un gol di mano che è stato convalidato, un rigore che non è stato concesso, e un cartellino rosso declassato a giallo. In pochi minuti, il corso di un'intera stagione può cambiare — e come Webb ha chiarito, a volte la tecnologia progettata per fornire giustizia finisce per fornire solo incertezza.

Basato su un reportage di Sky Sports.