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Zidane rivela: riproverebbe il Panenka nella lotteria dei

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Zinédine Zidane ammette che avrebbe tentato un altro Panenka nella lotteria dei rigori della finale dei Mondiali 2006 contro l'Italia, dopo il suo iconico

L'eredità della finale del Mondiale 2006 tra Francia e Italia continua ad affascinare, e un nuovo documentario approfondito di L'Équipe, "9 juillet 2006", getta nuova luce sull'indimenticabile notte di Berlino. Tra i tanti momenti rivisitati, l'audace rigore alla Panenka di Zinédine Zidane spicca come una scommessa che ha definito la sua carriera - una mossa che ora confessa avrebbe ripetuto se il destino lo avesse permesso.

Al settimo minuto, dopo che Marco Materazzi ha commesso fallo su Florent Malouda, Zidane si è presentato davanti a Gianluigi Buffon in quella che era già stata annunciata come la sua ultima partita professionistica. Con il peso di una nazione sulle spalle, l'icona francese ha optato per un rigore a cucchiaio che ha baciato la parte inferiore della traversa prima di superare la linea. È stato il primo e unico Panenka della sua carriera, eseguito con una calma che ha fatto dire al compagno Fabien Barthez "È pazzo!" dalla linea di metà campo.

In estratti del documentario, Zidane offre una rara visione del suo pensiero. "L'ho fatto in una partita importante perché senti le cose in campo, e avevo Gigi Buffon di fronte", ricorda. "Lui conosce me, io conosco lui perfettamente - sa esattamente come tiro i rigori. Ho fatto quel gesto perché sapevo che era il modo in cui avrei segnato, anche se avesse colpito la traversa. È stato stretto, ma è entrato!" Sottolinea che la mossa non è nata da mancanza di rispetto ma da una conoscenza intima delle tendenze del portiere.

Il Panenka stesso è entrato nel folklore calcistico, ma il documentario evidenzia anche dettagli meno noti, come il fatto che Zidane abbia giocato con un infortunio alla spalla subito all'80° minuto dopo un contrasto. Nonostante il dolore, è rimasto in campo, spingendo la Francia alla ricerca di un gol vittoria. Quel tributo fisico non fa che aggiungere al mito di un giocatore che sembrava trascendere i normali limiti.

Naturalmente, la finale è tristemente famosa per ciò che è accaduto dopo: il cartellino rosso di Zidane per la testata a Materazzi nei supplementari, che lo ha escluso dalla lotteria dei rigori. L'Italia ha poi vinto dopo l'errore di David Trezeguet. Ciò che perseguita molti tifosi è il pensiero di Zidane che calcia un rigore in quella serie. Il documentario rivela che l'uomo stesso ha considerato lo scenario: dichiara apertamente che avrebbe tentato un altro Panenka.

Una tale ammissione offre uno sguardo affascinante sulla psicologia di Zidane. Rischiare il ridicolo due volte nella stessa partita - la prima solo di poco riuscita - parla della sua incrollabile fiducia in se stesso. Sottolinea anche quanto avesse studiato Buffon, un portiere rinomato per la sua preparazione. Nel loro ultimo duello, Zidane ha fidato l'istinto alla convenzione, una filosofia che ha definito l'intera carriera.

Da un punto di vista tattico, la spiegazione di Zidane sfida la narrazione che il Panenka sia solo un trucco da showman. È stata una decisione accuratamente calcolata contro un avversario familiare, eseguita con la posta in gioco più alta possibile. Il fatto che sarebbe ricorso allo stesso espediente in una lotteria dei rigori suggerisce che non lo vedeva come una scommessa una tantum ma come uno strumento ripetibile - uno che avrebbe potuto cambiare l'esito del torneo.

Oltre al dramma individuale, il documentario inquadra la finale del 2006 come un mosaico di incidenti critici: inni nazionali tesi, il commento iconico di Thierry Gilardi, la parata spettacolare di Buffon sul colpo di testa di Zidane nei supplementari, e l'errore fatale di Trezeguet. Ogni pezzo contribuisce al senso che non fosse solo una partita di calcio; era un evento culturale che risuona ancora in Francia e in Italia.

L'eredità di Zidane è, ovviamente, sicura, ma i 'se' persistono. Se fosse rimasto, un secondo Panenka avrebbe potuto sigillare due titoli mondiali consecutivi per Les Bleus e cementare il suo status di indiscusso più grande della sua generazione. Invece, l'errore è lasciato all'immaginazione - un momento fantasma che il documentario porta audacemente alla luce.

Rivisitando quella notte, "9 juillet 2006" fa più che raccontare la storia; invita a una rivalutazione dell'atto finale di Zidane come giocatore. Il Panenka, un tempo visto come un momento di follia, ora appare come l'epitome del suo genio: una sintesi di nervi, intelligenza e maestria tecnica. E la rivelazione che avrebbe osato di nuovo non fa che approfondire la leggenda. Basato su un reportage di L'Équipe.