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Corsa al titolo Hearts-Celtic: perché entrambi i campi

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L'Hearts ha la possibilità di vincere il suo primo titolo di campionato in oltre 60 anni, ma l'allenatore Derek McInnes e Martin O'Neill del Celtic mantengono

La corsa al titolo della Scottish Premiership è entrata in una fase finale drammatica, con l'Hearts pronto a porre fine a un'attesa di 63 anni per un titolo di campionato. Eppure, in mezzo all'entusiasmo crescente, sia i leader del campionato che i campioni in carica del Celtic stanno deliberatamente abbassando la temperatura.

Mercoledì, l'Hearts ospita il Falkirk sapendo che una vittoria combinata con una sconfitta del Celtic a Motherwell consegnerebbe il titolo a Tynecastle. È uno scenario che ha affascinato il calcio scozzese, dato che nessuna squadra al di fuori dell'Old Firm ha sollevato il trofeo di massima serie dall'Aberdeen di Sir Alex Ferguson nel 1985. Per l'Hearts, sarebbe il primo campionato dal 1960, un trionfo di tale portata che rimodellerebbe la narrativa moderna della Premiership.

L'allenatore dell'Hearts, Derek McInnes, tuttavia, non si lascia trasportare. Parlando ai media, ha ammesso di aver già segnato l'ultimo giorno, dando per scontato che il Celtic vincerà la sua partita. «Ho semplicemente dato per scontato che il Celtic vincerà la partita», ha detto, aggiungendo che la sua squadra avrà probabilmente bisogno di raccogliere quattro punti dalle partite rimanenti per assicurarsi il titolo. McInnes ha riconosciuto la novità della situazione, osservando che è «bello sentire» la gente parlare di un titolo dell'Hearts, ma ha sottolineato che la riunione di squadra si concentrerà esclusivamente sul Falkirk, senza distrazioni.

Il capitano Lawrence Shankland ha fatto eco all'appello alla calma. L'attaccante scozzese, che ha segnato gol cruciali nel finale contro Rangers e Motherwell nelle recenti uscite, ha insistito sul fatto che il nervosismo è «del tutto normale» quando ci si trova in una posizione del genere. «Nel corso della stagione abbiamo gestito molto bene questa situazione», ha detto Shankland. «Questo deve continuare. Ci deve essere quel livello di compostezza per poter svolgere correttamente il proprio lavoro». Le sue parole sottolineano la forza mentale che ha mantenuto l'Hearts in testa.

Dall'altra parte, l'allenatore ad interim del Celtic, Martin O'Neill, sa che l'equazione è semplice: vincere entrambe le partite rimanenti e sperare in un passo falso dell'Hearts. Da quando ha sostituito il fugace Wilfried Nancy, O'Neill ha orchestrato una notevole rimonta. Dopo una sconfitta a Dundee United prima della pausa internazionale che aveva lasciato il Celtic a cinque punti di distanza, hanno infilato cinque vittorie consecutive per ridurre il divario a un solo punto. O'Neill ha detto ai giornalisti che non c'è «spazio per errori» e ha sottolineato che l'attenzione della squadra è bloccata sul Motherwell.

O'Neill, tre volte vincitore del campionato con il Celtic, sta attingendo alla sua esperienza per mantenere i suoi giocatori con i piedi per terra. «Possiamo guardare solo a noi stessi e cercare di vincere la partita», ha detto. «Poi il fine settimana si prenderà cura di sé. Abbiamo fatto molta strada. Ci piacerebbe che andasse fino all'ultima partita». Il potenziale per una finale decisiva a Parkhead sabato aggiunge un ulteriore strato di dramma a una corsa al titolo che ha già regalato colpi di scena.

Il contrasto tra i due campi è sorprendente. L'Hearts, nonostante sia stato in testa per gran parte della stagione, naviga in acque inesplorate senza la memoria istituzionale di un finale di campionato. Il Celtic, al contrario, è intriso delle tradizioni del successo ma opera sotto un allenatore ad interim e con una squadra che è stata tutt'altro che costante in questa stagione. Il fatto che entrambi restino in lizza sottolinea l'equilibrio competitivo che ha definito la Premiership di quest'anno.

Un titolo dell'Hearts sarebbe un evento sismico per il calcio scozzese. Il dominio economico dell'Old Firm ha reso il campionato prevedibile per decenni; rompere quel duopolio infonderebbe nuova fiducia tra gli altri club e potrebbe potenzialmente attrarre maggiori investimenti e interesse. Per l'Hearts, sarebbe il culmine di un progetto paziente sotto McInnes, la cui leadership pragmatica ha estratto il massimo valore da una squadra costruita con risorse modeste.

Tuttavia, la rinascita del Celtic sotto O'Neill non deve essere sottovalutata. Quando è tornato al club in un ruolo di caretaker dopo la partenza di Nancy, pochi si aspettavano che fossero ancora in lotta alla penultima giornata. La sua influenza stabilizzatrice e la ritrovata solidità difensiva della squadra hanno dato ai campioni una possibilità di lottare. La capacità di O'Neill di ignorare il rumore esterno sarà messa alla prova se il titolo si deciderà all'ultimo.

Mentre le partite infrasettimanali si avvicinano, la tensione si avverte ovunque tranne che nei circoli interni dei due club. Mentre tifosi e commentatori speculano, McInnes e O'Neill proiettano un'aria di distacco controllato. È una classica tattica da allenatore: mantenere i giocatori concentrati sul processo, non sul premio. Se questo approccio resisterà al calore dei 90 minuti resta da vedere, ma il calcio scozzese si prepara a una conclusione memorabile.

Basato su reportage di BBC Sport.