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I tifosi del Celtic protestano contro Keane: perché il suo

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67 gruppi di tifosi del Celtic si oppongono alla nomina di Robbie Keane, citando il suo ruolo al Maccabi Tel Aviv durante il conflitto di Gaza, avvertendo che

Una coalizione di 67 gruppi di tifosi del Celtic ha dichiarato pubblicamente la sua opposizione alla potenziale nomina di Robbie Keane come allenatore, citando il suo incarico al club israeliano Maccabi Tel Aviv durante il conflitto a Gaza. La dichiarazione, diffusa dal gruppo Celtic Fans for the Liberation of Palestine e approvata da fazioni importanti tra cui gli ultras della Green Brigade, avverte che l'assunzione dell'ex attaccante della Repubblica d'Irlanda sarebbe «profondamente divisiva tra i tifosi».

Keane, 45 anni, è emerso come candidato principale per coprire la posizione vacante permanente dopo le sue dimissioni dalla squadra ungherese Ferencvaros. Secondo alcuni rapporti, ha avuto discussioni con l'azionista principale del Celtic, Dermot Desmond, riaccendendo un legame iniziato durante un prolifico prestito a Parkhead nel 2010, quando ha segnato 16 gol in 19 presenze e vinto un double campionato scozzese e Coppa di Scozia.

La dichiarazione del movimento dei tifosi basa la sua argomentazione sulla narrativa fondante del Celtic. Dice che il club è stato fondato da una comunità la cui storia è definita da genocidio, sfollamento e carestia, e che le sue radici risiedono nella solidarietà con coloro che soffrono ingiustizia e oppressione. «Non possiamo dimenticare da dove veniamo, né voltare le spalle a chi oggi affronta il genocidio», aggiunge il messaggio, collegando esplicitamente le origini immigrate irlandesi-cattoliche del club alla solidarietà palestinese moderna.

La situazione di Keane è diventata controversa dopo aver preso le redini del Maccabi Tel Aviv nel giugno 2023. Quando gli attacchi guidati da Hamas il 7 ottobre hanno scatenato il bombardamento militare israeliano di Gaza, molti allenatori e giocatori stranieri sono partiti. Keane ha scelto di restare, spiegando in seguito di sentire una profonda responsabilità verso il suo staff e i suoi giocatori. Sotto la sua guida, il Maccabi ha vinto sia la Premier League israeliana che la Coppa di Stato prima di dimettersi nell'estate 2024.

Quella decisione di restare – e di celebrare il successo nazionale – ha attirato dure critiche in Irlanda, dove il sentimento pubblico è stato in gran parte favorevole alla causa palestinese. Ha anche alienato una parte vocale dei tifosi del Celtic, che hanno una storia ben documentata di esporre bandiere palestinesi e raccogliere fondi per enti di beneficenza nei territori occupati. La Green Brigade, in particolare, ha affrontato provvedimenti disciplinari per striscioni politicamente motivati, ma conserva un'influenza significativa.

La tempistica della dichiarazione intensifica quella che era già stata una stagione turbolenta al Celtic. L'assemblea generale annuale del club a novembre è sprofondata nel caos quando gli azionisti hanno contestato Ross Desmond, figlio di Dermot, dopo che questi aveva definito alcuni tifosi protestanti «bulli». La riunione è stata abbandonata, riflettendo profonde tensioni tra il consiglio e i tifosi sulle spese per i trasferimenti e l'espressione politica.

Per il Celtic, la ricerca dell'allenatore ha un peso enorme. L'allenatore ad interim Martin O'Neill ha guidato la squadra a un double campionato e coppa, assicurandosi il quinto titolo consecutivo di Scottish Premiership. Mentre il successo di O'Neill lo rende una forte opzione, la gerarchia del club sembra esplorare alternative. La candidatura di Keane offre un nome di alto profilo, ma con la base di tifosi divisa, la sua nomina potrebbe innescare proteste prolungate.

La controversia tocca una questione centrale sull'identità moderna del Celtic. Il club ha a lungo camminato su una linea tra ambizione commerciale e radici comunitarie. Molti tifosi vedono l'attivismo come inseparabile dal patrimonio del club, personificato ora nella potenziale assunzione di Keane e costringendo il consiglio a soppesare il pedigree calcistico contro il rischio di alienare un movimento organizzato di tifosi.

L'elenco dei 67 gruppi di appoggio si estende oltre la Green Brigade per includere numerosi club di tifosi locali, podcast e cellule universitarie. Nomi come Glasgow University Celtic Supporters Club e Craigneuk Tommy Gemmell CSC sottolineano l'ampiezza dell'opposizione, suggerendo che abbraccia generazioni e geografia.

Mentre il Celtic non ha commentato ufficialmente, la saga sta già plasmando le percezioni. Se Keane viene nominato, il consiglio dovrà far fronte a possibili proteste nei giorni delle partite, boicottaggi o rinnovate campagne di striscioni. Lasciarlo da parte sotto la pressione dei tifosi potrebbe creare un precedente che incoraggia i gruppi di tifosi a cercare un veto su altre decisioni.

Keane stesso non ha espresso rimpianto per il suo periodo in Israele, concentrandosi invece sul dovere professionale. Questa posizione, sebbene comprensibile da una prospettiva manageriale, ha inasprito l'opposizione tra coloro che la vedono come complicità. Mentre l'estate si avvicina, il Celtic si trova di fronte a una scelta decisiva: dare priorità alla continuità calcistica e al potere delle stelle, o ascoltare un movimento vocale che vede la nomina come un tradimento dei valori fondanti.

I 67 gruppi hanno chiarito la loro posizione, e la palla è ora nel campo del consiglio di amministrazione. Basato su un servizio di BBC Sport.