ROMA -- L'Inter ha preso un comodo vantaggio di 2-0 all'intervallo nella finale di Coppa Italia contro la Lazio allo Stadio Olimpico, portando la squadra di Cristian Chivu a 45 minuti dalla conquista di uno storico double nazionale. I gol nel primo tempo di Marcus Thuram e Lautaro Martinez hanno messo saldamente in controllo i campioni di Serie A appena incoronati, lasciando la Lazio di Maurizio Sarri con una montagna da scalare per salvare la stagione.
Il vantaggio è arrivato al 14' quando Federico Dimarco ha crossato pericolosamente da sinistra. Il difensore della Lazio Adam Marusic, sotto pressione, ha involontariamente deviato di testa il pallone nella propria porta, sebbene Thuram fosse nelle vicinanze e possa aver toccato per ultimo. L'autogol sgraziato ha dato il tono a un tempo in cui il pressing incessante e la superiorità nel possesso palla dell'Inter hanno sopraffatto i biancocelesti. Le fragilità difensive della Lazio sono state nuovamente esposte dieci minuti prima dell'intervallo. Un passaggio all'indietro catastrofico di Nuno Tavares ha regalato il pallone a Denzel Dumfries, che ha servito Lautaro Martinez per il tiro a porta vuota. È stato un momento che ha riassunto le difficoltà della Lazio, con la squadra di Sarri che non è riuscita a registrare un solo tiro in porta nel primo tempo. L'Inter, al contrario, ha vantato il 71% di possesso palla e otto tentativi, sottolineando la propria superiorità.
Nonostante il punteggio unilaterale, la Lazio ha mostrato brevi lampi all'inizio della partita. Gustav Isaksen e Tijjani Noslin hanno cercato di allungare la difesa interista, ma una difesa ben guidata da Manuel Akanji e Alessandro Bastoni — quest'ultimo ammonito — ha tenuto a bada l'attacco romano. Anche quando Mattia Zaccagni ha trovato spazi, il trio di centrocampo dell'Inter composto da Nicolò Barella, Piotr Zieliński e Petar Sučić ha rapidamente chiuso le linee di passaggio. La costruzione del gioco della Lazio si è spesso interrotta in transizione, permettendo all'Inter di controllare il ritmo e forzare gli errori.
La ricerca del double nazionale da parte dell'Inter ha un peso storico significativo. Solo 11 volte nella storia del calcio italiano un club ha vinto sia la Serie A che la Coppa Italia nella stessa stagione; i nerazzurri stessi hanno realizzato l'impresa nel 2005-06 e nel 2009-10 sotto Roberto Mancini e José Mourinho rispettivamente. Chivu, nella sua prima stagione da allenatore ai massimi livelli, ha già guidato l'Inter al primo Scudetto dal 2021 e ora è sull'orlo di aggiungere un secondo trofeo. Una vittoria consoliderebbe la sua eredità come una delle migliori stagioni d'esordio di un allenatore nella memoria recente.
Per la Lazio, la finale rappresentava molto più di un trofeo. Eliminata presto dalle competizioni europee e fuori dai posti di Champions League, la vittoria era l'unica via per qualificarsi alla prossima Europa League — e un'opportunità per placare il crescente malcontento dei tifosi. Il ricordo del trionfo in Coppa Italia del 2000, quando la squadra di Sven-Göran Eriksson batté l'Inter, offriva un barlume di speranza, ma il divario di qualità nel primo tempo suggeriva che sarebbe stata necessaria una rimonta improbabile. Le icone del club di quell'epoca hanno portato il trofeo in campo prima della partita, un gesto simbolico che ha brevemente sollevato gli animi sugli spalti.
Prima del calcio d'inizio, gli umori contrastanti dei club sono stati catturati nelle dichiarazioni a Mediaset. Il direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, ha parlato di un "percorso straordinario" verso la finale, elogiando le prodezze dal dischetto del portiere Motta nei turni precedenti, sottolineando al contempo l'importanza di ripagare i tifosi che erano tornati allo stadio dopo un periodo di protesta. Il presidente dell'Inter, Giuseppe Marotta, ha invece enfatizzato la "fame di continuare a vincere" della squadra, notando che un decimo titolo di Coppa Italia aggiungerebbe metaforicamente un'altra stella allo stemma del club — anche se i regolamenti ufficiali non lo consentono. L'allenatore Chivu ha esortato i suoi giocatori a rimanere "sereni" e a "godersi l'occasione senza perdere l'umiltà", mentre Sarri ha rivelato rimpianti personali per due precedenti sconfitte in finale di coppa ed espresso il desiderio di regalare un momento prezioso ai suoi giocatori e ai tifosi.
La superiorità dei nerazzurri non era solo nei gol; era radicata nella fisicità e nella disciplina tattica. A metà del primo tempo, Mario Gila è diventato il primo giocatore della Lazio ammonito per un intervento duro, mentre Bastoni ha ricevuto un cartellino giallo dopo una gomitata su Isaksen. L'arbitro Marco Guida ha avuto una serata impegnativa, dovendo anche calmare gli animi dopo che Dimarco è stato colpito al volto da un calcio di punizione di Zaccagni. Il reparto difensivo dell'Inter, guidato da Akanji e Bastoni, ha letto bene il gioco, intercettando i passaggi in profondità e neutralizzando il gioco di sponda di Noslin.
Sarri ha reagito all'intervallo togliendo il difensore Patric e inserendo il centrocampista Nicolò Rovella, un chiaro segnale che la Lazio doveva rischiare. Il secondo tempo prometteva un volto diverso, ma la gestione della partita dell'Inter — affinata durante una stagione da Scudetto — si profilava come un ostacolo formidabile per una squadra che aveva perso entrambi gli incontri di campionato in questa stagione, inclusa una sconfitta per 3-0 solo sette giorni prima. Il precedente storico offriva poco conforto: le due squadre si erano incontrate 18 volte nella competizione, con sette vittorie dell'Inter e cinque della Lazio, ma l'attuale divario di forma sembrava enorme.
Mentre le squadre emergevano per la ripresa, la folla dell'Olimpico — che in precedenza aveva osservato una fragile tregua con la dirigenza del club — ha ruggito nella speranza disperata. Per la Lazio, i prossimi 45 minuti potevano definire l'intera stagione. Per l'Inter, era l'occasione per incidere più a fondo i propri nomi nel folklore del club e completare un trionfo che avrebbe risuonato nei libri di storia. Le fasi finali promettevano una battaglia piena di tensione, ma le prove del primo tempo suggerivano che gli uomini di Chivu erano pronti a festeggiare una notte di doppia gloria.
Basato su resoconti di Tuttosport.