Xxgwise
PremiumAccedi
Notizie

Inter in vantaggio 2-0 all'intervallo nella finale di Coppa

Coppa ItaliaLazio vs InterLazioInternazionaleStellaAltaColombiaCongo DRHaitiDinamo MinskChelseaItaliaAnderlecht

L'Inter Milan conduce 2-0 all'intervallo nella finale di Coppa Italia contro la Lazio grazie a un autogol e a un gol di Lautaro Martínez, spingendo per il

Lo Stadio Olimpico di Roma ha offerto un calderone di rumore mentre la Lazio affrontava l'Inter Milan nella finale di Coppa Italia, con i campioni di Serie A appena incoronati di Cristian Chivu che puntavano a coronare una stagione dominante con il double nazionale. Per i Biancocelesti di Maurizio Sarri, la partita rappresentava una via di fuga da una campagna difficile e l'unica via rimasta per la competizione europea. Il peso storico della partita era palpabile, riecheggiando la finale del 2000 quando la Lazio sollevò il trofeo contro lo stesso avversario.

Sarri ha schierato un avventuroso 4-3-3: Motta, l'eroe dei rigori delle semifinali, ha iniziato in porta dietro Marusic, Gila, Romagnoli e Nuno Tavares; Basic, Patric e Taylor hanno presidiato il centrocampo; Isaksen, Noslin e Zaccagni hanno guidato l'attacco. L'Inter si è schierata nel suo 3-5-2 familiare, con Josep Martinez tra i pali, una difesa a tre composta da Bisseck, Akanji e Bastoni, esterni Dumfries e Dimarco a fianco di Barella, Zielinski e Sucic, e il pericoloso duo Thuram e Lautaro Martinez in attacco.

I Nerazzurri sono partiti a razzo, pressando alto e forzando errori precoci. Il vantaggio è arrivato al 14' quando il cross malefico di Dimarco ha causato il panico nell'area della Lazio; sotto pressione, Marusic ha potuto solo deviare il suo colpo di testa oltre un Motta immobile per un doloroso autogol. È stato il peggior inizio possibile per la squadra di Sarri, che aveva parlato del proprio spirito da sfavorita prima della partita.

L'Inter ha raddoppiato il vantaggio 10 minuti prima dell'intervallo con un regalo di Nuno Tavares. Un passaggio all'indietro negligente è finito direttamente sui piedi di Dumfries, che ha avanzato e ha servito in area per Lautaro Martinez, che ha finalizzato clinicamente da distanza ravvicinata. La freddezza dell'argentino ha mostrato l'efficienza implacabile dell'Inter, un segno distintivo della loro campagna Scudetto sotto Chivu.

La partita ha riportato alla memoria la finale del 2000, quando la Lazio superò l'Inter 2-1 in aggregato. Questa volta, tuttavia, i pronostici favorivano ampiamente i Nerazzurri, che avevano smantellato la Lazio 3-0 in Serie A sei giorni prima. La vittoria consegnerebbe all'Inter un decimo titolo di Coppa Italia e un terzo double nazionale, aggiungendo un altro capitolo alla notevole stagione d'esordio di Chivu alla guida.

Per la Lazio, la finale offriva una possibilità di riscatto. Le proteste contro la proprietà del club avevano segnato le ultime settimane, ma i tifosi hanno osservato un cessate il fuoco in un Olimpico esaurito, desiderosi di spingere la loro squadra alla gloria. Un trofeo garantirebbe la qualificazione diretta in Europa League e trasformerebbe una stagione di malcontento in una di trofei.

I commenti pre-partita hanno sottolineato le emozioni contrastanti. Il direttore della Lazio Angelo Fabiani ha elogiato l'improbabile percorso della squadra, mentre il presidente Marotta ha descritto l'occasione come "una serata splendida" e ha sottolineato la fame della squadra per un decimo titolo. Sarri ha rivelato le sue delusioni personali in finale di coppa in Italia e con il Chelsea ma ha spostato l'attenzione sui giocatori e i tifosi, insistendo che "vincere il trofeo non cambia la mia vita; sarebbe una soddisfazione per i ragazzi e i sostenitori."

I primi 45 minuti hanno messo a nudo il divario di qualità e fiducia. Il pressing alto della Lazio, guidato da Noslin e Taylor, ha occasionalmente interrotto la costruzione dell'Inter ma ha lasciato spazi che la squadra di Chivu ha sfruttato senza pietà. Gli errori difensivi si sono rivelati fatali, mentre la difesa a tre dell'Inter, nonostante gli ammonimenti per Gila e Akanji, è rimasta in gran parte imperturbabile.

L'autogol di Marusic e la calamità di Tavares hanno evidenziato la vulnerabilità della Lazio sotto pressione. Il centrocampo insolito di Sarri con Patric e Basic non è riuscito a seguire le corse di Zielinski e Barella, mentre Dumfries e Dimarco minacciavano costantemente sulle fasce. La capacità dell'Inter di cambiare gioco e punire le transizioni sembrava decisiva.

Al fischio dell'intervallo, il sogno dell'Inter di un double storico era saldamente a portata di mano, mentre la Lazio affrontava una salita in salita per salvare la stagione. L'atmosfera dell'Olimpico rimaneva elettrica, ma la squadra di casa aveva bisogno di un'inversione drastica sia nella fortuna che nella prestazione. Sulla base dei resoconti di Tuttosport.