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Lukaku supera Lewandowski: il 90esimo gol lo inserisce

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Il gol di Romelu Lukaku al 90° minuto contro la Croazia è stato il suo 90° gol con il Belgio, superando Robert Lewandowski per diventare il quinto miglior

Romelu Lukaku ha ancora una volta inciso il suo nome nei libri di storia, segnando il suo 90esimo gol internazionale per il Belgio per entrare nella top five dei migliori marcatori internazionali maschili di tutti i tempi. L'attaccante 31enne ha trovato la rete al 90° minuto contro la Croazia martedì, sigillando una vittoria per 2-0 e scavalcare Robert Lewandowski nel processo. Il gol, arrivato appena 17 minuti dopo il suo ingresso dalla panchina, ha sottolineato l'importanza duratura di Lukaku per i Diavoli Rossi nonostante una stagione segnata da infortuni a livello di club.

La stagione 2023-24 è stata in gran parte un anno da dimenticare per Lukaku dopo che il suo trasferimento estivo al Napoli è stato ostacolato da molteplici problemi fisici. Limitato a apparizioni sporadiche, ha faticato a trovare ritmo e forma fisica, sollevando dubbi sulla sua capacità di rimanere il punto focale dell'attacco belga. Eppure, come ha fatto così spesso per il suo paese, Lukaku ha risposto a quei dubbi in modo enfatico sul campo, mostrando il cinismo clinico che lo ha reso il miglior marcatore di tutti i tempi della nazione.

Di fronte a una squadra croata che li aveva eliminati dalla fase a gironi dei Mondiali 2022, il Belgio sapeva che la posta in gioco era alta. L'allenatore Domenico Tedesco ha scelto di partire con Lois Openda in attacco, ma con la partita in equilibrio sull'1-0, si è rivolto a Lukaku al 73° minuto. La sostituzione si è rivelata decisiva. La presenza fisica e i movimenti intelligenti di Lukaku hanno immediatamente messo in difficoltà la difesa croata, e quando un contropiede tardivo lo ha lasciato a tu per tu con il portiere, c'era poco dubbio sull'esito. Il suo tiro basso all'angolo è stato un gesto caratteristico: potente, preciso e spietato.

Il gol è stato il 90esimo di Lukaku in 125 presenze da senior con il Belgio, un rapporto notevole di 0,72 gol a partita che lo colloca tra gli attaccanti più prolifici della storia internazionale. Ancora più importante, lo ha portato davanti al polacco Robert Lewandowski nella classifica di tutti i tempi. Ora Lukaku è quinto nella lista di tutti i tempi, con solo quattro uomini davanti a lui: Cristiano Ronaldo (143), Lionel Messi (116), Ali Daei (108) e l'indiano Sunil Chhetri (95). Il totale di Chhetri è alla sua portata: a Lukaku servono solo cinque gol in più per eguagliare l'icona indiana, un obiettivo che potrebbe realisticamente raggiungere entro il prossimo anno considerando il calendario delle qualificazioni del Belgio. A 31 anni, Lukaku ha ancora tempo per inseguire Daei e persino Messi se mantiene la forma fisica, anche se il record di Ronaldo sembra insormontabile.

Tra i giocatori europei attuali, solo l'inglese Harry Kane sembra in grado di lanciare una sfida simile. L'attaccante del Bayern Monaco ha 78 gol in 100 presenze e, a 30 anni, potrebbe superare il totale di Lukaku se prolunga la sua carriera internazionale fino alla metà dei trent'anni. Il bosniaco Edin Džeko, ora 40enne, è l'unico altro europeo attivo tra i primi 15 con 73 gol, ma il suo tempo al livello d'élite sta volgendo al termine.

Per il Belgio, il ritorno in forma di Lukaku è una spinta gradita mentre iniziano un nuovo ciclo sotto Tedesco. I Diavoli Rossi sono stati spesso criticati per le prestazioni al di sotto delle aspettative nei grandi tornei, e il Campionato Europeo 2024 è stata una delusione, con l'eliminazione agli ottavi di finale. Con Kevin De Bruyne che entra negli ultimi anni della sua carriera e la generazione d'oro che si sta lentamente esaurendo, la leadership di Lukaku in attacco sarà cruciale se vogliono lanciare una sfida seria per i Mondiali 2026.

La carriera internazionale di Lukaku è stata definita dalla sua capacità di essere decisivo nei grandi momenti. Dal suo primo gol nel 2010 al suo 37esimo record che ha superato il record di lunga data di Paul van Himst nel 2018, è stato costantemente il talismano del Belgio. La sua fisicità, il gioco di sponda e la finalizzazione predatoria lo rendono un incubo per i difensori, e la sua intesa con De Bruyne e il ormai ritirato Eden Hazard è stata il fondamento del successo del Belgio nell'ultimo decennio.

La strada verso i 90 gol non è stata priva di ostacoli. Lukaku ha affrontato critiche per le sue fluttuazioni di peso e l'incoerenza percepita a livello di club, con periodi al Chelsea e al Manchester United che si sono conclusi con frustrazione. Tuttavia, per la nazionale, ha sempre trovato un modo per far tacere i critici. I suoi 14 gol nella campagna di qualificazione ai Mondiali 2022 hanno stabilito un record europeo, ed è stato determinante per il terzo posto del Belgio al torneo del 2018.

Mentre stava con le braccia alzate dopo la partita contro la Croazia, l'espressione di Lukaku era di soddisfazione piuttosto che di festa - un segno di un giocatore che capisce che sfide più grandi lo attendono. Il traguardo serve da promemoria del suo posto unico nello sport: un attaccante che, nonostante le sue difficoltà di club, ha inciso il suo nome accanto alle leggende del calcio internazionale.

Il prossimo traguardo in vista è quello di Chhetri (95), ma Lukaku punta più in alto. "Voglio continuare a segnare, continuare ad aiutare la squadra", ha detto dopo la partita. "I record individuali sono belli, ma significano di più quando arrivano con il successo di squadra." I tifosi belgi sperano che il suo 90esimo gol sia solo un altro passo verso i trofei.

Per ora, l'attenzione torna al Napoli, dove Lukaku cercherà di rilanciare la sua carriera di club dopo un inizio a singhiozzo. Se la sua forma internazionale è un'indicazione, il club italiano potrebbe presto raccogliere i frutti di un Romelu Lukaku pienamente in forma e fiducioso.

Basato su un reportage di L'Équipe.