A poche settimane dal Mondiale FIFA 2026, le 48 nazioni partecipanti sono sotto pressione per finalizzare le rose di 26 giocatori. Il torneo, che prenderà il via l'11 giugno tra Stati Uniti, Canada e Messico, segna la prima edizione del formato allargato. BBC Sport tiene traccia di ogni rosa annunciata mentre il conto alla rovescia prosegue, e le prime rivelazioni hanno già sollevato una serie di storie intriganti – dai canti del cigno dei veterani alle esclusioni a sorpresa e ai colpi di sfortuna per infortuni.
La selezione di Romelu Lukaku da parte del Belgio è forse la decisione più dibattuta finora. Descritto come 'fuori forma' da fonti dell'allenatore, l'attaccante 31enne si è comunque guadagnato il posto sull'aereo. La presenza fisica di Lukaku e il suo record di gol internazionali – è il miglior marcatore di sempre del Belgio – superano le preoccupazioni sulla condizione per una squadra in transizione dalla sua generazione d'oro. La dipendenza da lui segnala sia una mancanza di alternative in attacco che la profondità della sua esperienza nei grandi tornei.
La Croazia sarà ancora una volta guidata da Luka Modrić, ora 40enne. Il centrocampista del Real Madrid rimane il cuore di una squadra che ha raggiunto le semifinali nel 2022 e la finale nel 2018. La sua inclusione è una testimonianza della sua qualità duratura, ma solleva anche domande sul ricambio generazionale della Croazia. Il canto del cigno di Modrić ai Mondiali promette di essere una narrazione emozionante, con i tifosi che sperano possa creare un'ultima magia.
La Francia campione in carica ha convocato una rosa ricca di talento, guidata da Kylian Mbappé e Ousmane Dembélé. La loro velocità fulminea e creatività saranno centrali nei piani di Didier Deschamps mentre i Bleus mirano a diventare la prima squadra a mantenere il titolo dal Brasile nel 1962. Solo il reparto offensivo rende la Francia favorita per un cammino profondo.
Anche la Svezia vanta un duo offensivo formidabile composto da Alexander Isak e Viktor Gyökeres. I dribbling elettrizzanti di Isak e la finalizzazione clinica di Gyökeres hanno trasformato la Svezia in una mina vagante. Dopo aver saltato il Qatar 2022, i Blågult tornano con un punto da dimostrare, e la loro potenza offensiva potrebbe mettere in difficoltà avversari più quotati.
Il capitano della Corea del Sud Son Heung‑min si prepara al suo quarto Mondiale. La stella del Tottenham rimane il talismano, ma la pressione su di lui è immensa. Senza un realizzatore affidabile di supporto, il destino della Corea in un girone difficile ricadrà interamente sulle sue spalle. Se Son ritrova la forma di Premier League, un'impresa è possibile; in caso contrario, si profila un'eliminazione precoce.
Il Giappone ha ricevuto un colpo con la conferma che Kaoru Mitoma salterà il torneo per infortunio. L'assenza dell'ala del Brighton priva i Samurai Blu della loro minaccia esterna più dinamica. La sua capacità di saltare gli avversari e creare occasioni è stata cruciale durante le qualificazioni, e il suo infortunio lascia un vuoto creativo che il commissario tecnico Hajime Moriyasu dovrà colmare.
L'esclusione di Wilfried Zaha da parte della Costa d'Avorio è la sorpresa più eclatante. L'attaccante del Galatasaray è stato prolifico in Turchia ed era ampiamente atteso come punto di riferimento offensivo. La decisione del CT Sabri Lamouchi suggerisce un cambio tattico o una rottura nei rapporti. Senza Zaha, gli Elefanti perdono un finalizzatore provato, e la pressione su Lamouchi aumenta.
In Africa, la RD Congo ha incluso i due giocatori di Premier League Aaron Wan‑Bissaka e Yoane Wissa. La solidità difensiva di Wan‑Bissaka e la versatilità offensiva di Wissa danno ai Leopardi una spina dorsale con esperienza di alto livello. Avranno bisogno di quel know-how per navigare un girone che promette battaglie fisiche.
Anche la Tunisia ha fatto notizia escludendo il centrocampista esperto Ferjani Sassi. La mossa suggerisce un rinnovamento giovanile, ma potrebbe lasciare il centrocampo privo di creatività. Le speranze della Tunisia di superare la fase a gironi ora dipendono dall'emergere di giovani talenti.
Anche le nazioni più piccole hanno attirato l'attenzione. Curaçao, la nazione più piccola per popolazione a essersi mai qualificata, ha convocato la sua storica squadra d'esordio. Con la maggioranza dei giocatori provenienti dalle serie minori olandesi, la loro presenza incarna l'opportunità del torneo allargato. L'inclusione di Dylan Lopes, ala dello Shamrock Rovers, da parte di Capo Verde è un'altra favola; il percorso del 24enne dalla League of Ireland al Mondiale ricorda i sentieri imprevedibili del calcio.
La Bosnia-Erzegovina sarà guidata dal veterano Edin Džeko, che entra in un club esclusivo di giocatori di movimento ad aver giocato un Mondiale dopo aver compiuto 40 anni. La leadership e l'esperienza dell'ex attaccante del Manchester City saranno cruciali mentre i Dragoni cercano la prima apparizione a eliminazione diretta. Anche Haiti ha puntato su talenti con base in Europa, convocando Kyrylo Isidor del Barnsley e Jean‑Ricner Bellegarde del Wolverhampton Wanderers in una squadra desiderosa di farsi notare.
La rosa della Nuova Zelanda mescola contrasti: Chris Wood del Nottingham Forest, un attaccante provato di Premier League, e Max Smith del Braintree Town, che proviene dal calcio non-league inglese. La campagna degli All Whites dipenderà dai gol di Wood, fornendo al contempo una piattaforma per far brillare nomi meno conosciuti.
Mentre le restanti 34 squadre verranno annunciate nei prossimi giorni, queste prime selezioni hanno già dato il tono a un torneo definito da possibilità in espansione. Dalle leggende che sfidano l'età ai debuttanti che colgono il loro momento, il Mondiale 2026 si sta configurando come imprevedibile e inclusivo. Basato su resoconti di BBC Sport.