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O'Neill del Celtic: le accuse di aggressione 'non provate'

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L'allenatore del Celtic, Martin O'Neill, insiste sul fatto che non esista alcuna prova che i giocatori degli Hearts siano stati aggrediti durante l'invasione

La partita decisiva per il titolo della Scottish Premiership è stata segnata da polemiche dopo che centinaia di tifosi del Celtic hanno invaso il campo per festeggiare una drammatica vittoria per 3-1 contro gli Hearts, con accuse secondo cui i giocatori ospiti sarebbero stati aggrediti nel caos. L'allenatore ad interim del Celtic, Martin O'Neill, ha ora messo in dubbio queste affermazioni, insistendo sul fatto che non è stata trovata alcuna prova a sostegno.

O'Neill ha dichiarato alla BBC Scotland che il club ha esaminato le immagini dell'invasione di campo e non ha trovato alcun segno di aggressioni. "Abbiamo rivisto le immagini e non c'è traccia di ciò al momento", ha detto. "Se lui [l'azionista degli Hearts Tony Bloom] ha visto ciò o la polizia lo ha visto, allora sicuramente sono dovute delle scuse, ma al momento non si vede nulla del genere."

Le accuse sono emerse per la prima volta quando Bloom, che ha investito negli Hearts un anno fa portando la sua esperienza di analisi dei dati, ha dichiarato a talkSPORT che i giocatori erano stati messi in pericolo. "Il fischio finale non era ancora suonato, quindi nessun tifoso avrebbe dovuto essere in campo", ha detto Bloom. "I giocatori degli Hearts erano in pericolo e uno o due sono stati aggrediti. È un comportamento del tutto inaccettabile."

Gli Hearts hanno sostenuto il loro azionista con una dichiarazione fortemente critica, attaccando il precedente commento di O'Neill che definiva l'incidente appena imbarazzante per il calcio scozzese. Il club ha definito quelle osservazioni "altamente irresponsabili" e ha suggerito che "sembrano cercare di difendere coloro che sono entrati in campo sabato e di minimizzare la gravità della situazione". Gli Hearts hanno chiesto alle autorità di affrontare la questione con piena cooperazione.

La Scottish Professional Football League (SPFL) ha confermato che l'arbitro Don Robertson ha fischiato la fine immediatamente dopo il terzo gol del Celtic al 98', nonostante il tempo di recupero concesso avesse ancora almeno 40 secondi rimanenti. Gli Hearts hanno scritto formalmente alla SPFL e alla Scottish FA, esprimendo "preoccupazione che sia stato stabilito un precedente preoccupante per cui un'invasione di campo può effettivamente determinare la durata di una partita."

La polizia scozzese ha aperto un'indagine su potenziali reati durante l'invasione di campo. Non essendo emerse prove immediate di aggressioni, l'indagine è in corso. Il Celtic ha presentato scuse agli Hearts all'inizio della settimana dopo che i visitatori sono stati costretti a lasciare rapidamente lo stadio ancora in tenuta.

Lo sfondo della controversia è una corsa al titolo estremamente combattuta. Gli Hearts hanno guidato la Premiership da settembre e si sono avvicinati pericolosamente a un primo trionfo in campionato dal 1960, solo per essere superati dalla rimonta di fine stagione del Celtic, culminata con il gol di Callum Osmand nel recupero. Per un club che non vince il massimo campionato da oltre sei decenni, il modo della sconfitta e le sue conseguenze sono state molto dure.

Il profondo coinvolgimento di Bloom, attraverso il modello di reclutamento dei giocatori della sua azienda, aveva trasformato gli Hearts in contendenti genuini, rompendo il monopolio del duopolio Old Farm durato 40 anni, fino all'ultimo giorno. Il proprietario del Brighton ha descritto il fine settimana come "devastante" ma ha promesso una risposta rapida: "Torneremo la prossima stagione con forza. Vogliamo competere per vincere il campionato ogni stagione in cui possiamo."

O'Neill, tuttavia, è rimasto provocatorio. In precedenza aveva liquidato le critiche all'invasione di campo come "sciocchezze", una posizione che ha ulteriormente infiammato le tensioni tra i due club. Mentre ha accettato che qualsiasi aggressione provata meriterebbe scuse, il suo scetticismo pubblico è stato interpretato dagli Hearts come un tentativo di minimizzare la sicurezza dei giocatori, un'accusa che respinge.

L'incidente ha riacceso il dibattito sulla sicurezza negli eventi di punta del calcio scozzese. All'inizio della stagione, l'allenatore della nazionale Steve Clarke aveva definito le invasioni di campo "un brutto spettacolo" (pur lodando il comportamento della Tartan Army). Con la SPFL e la SFA sotto pressione per agire, le potenziali sanzioni per il Celtic potrebbero includere multe, chiusure parziali dello stadio o persino penalizzazioni di punti in futuro se ritenute una grave violazione dei protocolli di sicurezza.

Per gli Hearts, la priorità ora si sposta dai rancori persistenti alla costruzione di una stagione quasi storica. La visione a lungo termine di Bloom rimane intatta e le cicatrici emotive di quel giorno finale potrebbero alimentare una rinnovata sfida. "Quello che non ti uccide ti rende più forte", ha detto Bloom, riassumendo l'umore provocatorio a Gorgie.

Mentre le autorità deliberano, entrambe le parti osserveranno attentamente. Il Celtic deve bilanciare l'euforia di un titolo con il danno reputazionale, mentre gli Hearts sperano in una responsabilità e in condizioni di parità nelle future sfide. L'ultima parola – e eventuali scuse – dipendono interamente da ciò che le telecamere e le indagini alla fine riveleranno. Basato su un servizio di BBC Sport.