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Perché il rigore del Celtic contro il Motherwell era

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Il panel KMI della SFA ritiene che il rigore del Celtic al 99° minuto contro il Motherwell sia stato erroneo, errore del VAR; anche agli Hearts è stato negato

I colpi di scena finali della stagione della William Hill Premiership sono stati messi in netto rilievo dopo che il panel dei momenti chiave della partita (KMI) della Scottish FA ha stabilito che al Celtic non sarebbe mai dovuto essere concesso il rigore nei minuti di recupero che di fatto ha deciso il titolo. La decisione, arrivata ben oltre il tempo aggiunto al Fir Park, è stata ufficialmente considerata un errore dal VAR Andrew Dallas, che è intervenuto per raccomandare un calcio di rigore che l'arbitro John Beaton inizialmente non aveva concesso. Invece, il giudizio iniziale dell'arbitro in campo—che non c'era fallo—era corretto, ha confermato il panel.

La controversia è scoppiata in un pomeriggio drammatico quando il Celtic, bloccato sul 2-2 con il Motherwell, ha ricevuto una possibilità in extremis al 99° minuto. In seguito a un contrasto aereo tra Auston Trusty del Celtic e l'ala del Motherwell Sam Nicholson, il VAR Dallas ha ordinato a Beaton di rivedere l'episodio al monitor a bordo campo per un potenziale tocco di mano. Dopo aver guardato per circa 20 secondi, Beaton ha invertito la sua decisione in campo e indicato il dischetto. Kelechi Iheanacho ha trasformato con decisione per strappare una vittoria per 3-2, scatenando festeggiamenti sfrenati da parte della squadra ospite e furia da quasi tutti gli altri.

La reazione è stata immediata e feroce. L'allenatore degli Hearts, Derek McInnes, ha definito la decisione "disgustosa", mentre Elliot Watt del Motherwell non si è trattenuto, definendola "la peggiore decisione VAR della storia". L'allenatore del Celtic, Martin O'Neill, tuttavia, ha visto le cose diversamente, insistendo sul fatto che il contatto—sia un tocco di mano che un gomito—rendesse il rigore "abbastanza netto". La divisione di opinioni ha solo approfondito il senso di ingiustizia per coloro che sentivano che la corsa al titolo fosse stata irrimediabilmente offuscata.

Ora, il panel KMI ha parlato, e il suo verdetto è inequivocabile: l'intervento VAR che ha portato al rigore era errato. Il panel ha stabilito che la decisione iniziale di Beaton di far proseguire il gioco avrebbe dovuto essere mantenuta, il che significa che il gol decisivo degli Hoops non avrebbe dovuto essere concesso. Per estensione, l'errore ha avuto un impatto sismico sulla battaglia per il campionato, poiché il Celtic è arrivato all'ultima giornata con la necessità di vincere con qualsiasi punteggio contro gli Hearts per alzare il trofeo—invece del margine di tre gol che sarebbe stato richiesto se avessero pareggiato a Motherwell.

Ma la chiamata del rigore non è stato l'unico episodio controverso a rovinare la volata finale. In un'altra partita, sempre in trasferta contro il Motherwell, gli Hearts sono stati vittime di un'altra decisione cruciale che il panel KMI ha ora ribaltato. Con il punteggio sull'1-1, Alexandros Kyziridis è stato atterrato in area da Tawanda Maswanhise, un fallo notato dal VAR Greg Aitken. Tuttavia, l'arbitro Steven McLean ha scelto di non concedere il rigore nonostante la revisione video, mantenendo la sua valutazione originale. Il panel ha successivamente stabilito che quella decisione era sbagliata, negando agli Hearts una chiara occasione per portarsi in vantaggio.

L'effetto cumulativo di questi due errori è stato devastante per gli Hearts, che alla fine hanno concluso a soli due punti dal Celtic in classifica finale. Quella che avrebbe potuto essere una drammatica corsa al titolo decisa da margini sottili è diventata invece una stagione segnata da episodi arbitrali. Le conseguenze hanno sollevato serie domande sull'efficacia del VAR e sulla coerenza dell'arbitraggio nella massima serie scozzese, con molti che chiedono una maggiore responsabilità.

In mezzo al trambusto, la Scottish Senior Football Referees Association (SSFRA) ha emesso una dichiarazione dai toni forti condannando il trattamento riservato agli ufficiali di gara. L'organismo ha evidenziato il controllo "del tutto sproporzionato" che gli arbitri hanno subito nelle ultime settimane, che ha incluso abusi, intimidazioni e minacce. La fuga di notizie dei dati personali di John Beaton online, che ha portato l'arbitro a essere posto sotto protezione della polizia, è stata descritta come un lampante esempio di un ambiente diventato pericolosamente tossico.

Il sindacato degli arbitri non si è sottratto dall'indicare coloro che ritiene abbiano alimentato le fiamme. "Commenti irresponsabili da parte di alcuni allenatori, club e settori dei media hanno solo contribuito ad alimentare un ambiente già tossico", si legge nella dichiarazione della SSFRA, chiedendo rispetto e protezione per gli ufficiali di gara. Il linguaggio rifletteva una professione sotto assedio, intrappolata tra le richieste di una competizione ad alto rischio e un sistema che spesso li lascia esposti quando la tecnologia non riesce a fornire chiarezza.

Per il Celtic, la sentenza del panel non cambierà l'esito della stagione, ma aggiunge un fastidioso asterisco al loro ultimo trionfo in Premiership. Il loro gol vittoria al 99° minuto al Fir Park sarà ricordato non per la sua brillantezza ma per la controversia che ha generato. Nel frattempo, gli Hearts restano a chiedersi cosa sarebbe potuto essere, sapendo che due distinte decisioni arbitrali—entrambe ora considerate errate—hanno combinato per far deragliare la loro sfida per il titolo nelle ultime settimane.

L'episodio sottolinea la fragilità della fiducia nell'arbitraggio quando il VAR, progettato per eliminare errori chiari e evidenti, invece ne crea di nuovi. Mentre la tecnologia ha il potenziale per migliorare il gioco, la sua applicazione si basa sull'interpretazione umana, e i risultati del panel KMI suggeriscono che anche con il beneficio della revisione video, errori che definiscono le partite possono ancora verificarsi. La domanda ora è come la SFA risponderà per garantire che tali errori siano minimizzati nelle campagne future.

Mentre la polvere si deposita, l'attenzione si sposta sulla protezione dell'integrità della competizione. L'associazione arbitrale ha chiarito che l'attuale clima è insostenibile e le richieste di riforma si fanno più forti. Se ciò porterà a cambiamenti nei protocolli, nella formazione o nella responsabilità rimane da vedere, ma una cosa è già certa: la corsa al titolo del 2025-26 sarà ricordata tanto per le decisioni fuori dal campo quanto per il calcio giocato.

Basato su un report di Sky Sports.