Il numero uno del mondo e quattro volte campione del Grande Slam Jannik Sinner ha offerto uno sguardo sincero a un momento cruciale della sua infanzia, dettagliando le sfide significative che ha affrontato quando ha preso la decisione di unirsi alla rinomata Accademia di Tennis Piatti a soli tredici anni e mezzo.
Parlando in una conferenza stampa a Roma, la stella del tennis italiano ha spiegato che la transizione è stata tutt'altro che facile. Pur sapendo che la sua famiglia avrebbe sostenuto la sua scelta, la difficoltà principale derivava dall'essere separato dalla sua cerchia ristretta di amici. Sinner ha sottolineato che i legami che ha stretto nei suoi primi anni, prima di qualsiasi successo professionale, rimangono alcune delle sue relazioni più genuine.
Oltre all'adattamento emotivo, il giovane Sinner ha incontrato una ripida curva di apprendimento fisico. Ha rivelato che prima di entrare nell'accademia, il suo regime di allenamento era minimo, consistente in solo un paio di sessioni a settimana. Il trasferimento all'accademia Piatti lo ha introdotto a un programma rigoroso e a un lavoro regolare in palestra per la prima volta, un cambiamento drastico per un adolescente.
Nonostante queste difficoltà, Sinner considera l'esperienza profondamente benefica, principalmente per il suo sviluppo come persona piuttosto che solo come atleta. Ha sottolineato che il viaggio è stato cruciale per la sua maturazione, aiutandolo a diventare l'individuo che è oggi prima che i risultati tennistici seguissero.
Il campione ha anche espresso la sua gratitudine per l'ambiente in cui si è trovato. Ha avuto la fortuna di vivere con una famiglia croata durante il suo periodo all'accademia, un legame che mantiene ancora oggi. Sinner ha descritto l'intero periodo come un'esperienza incredibile che ha plasmato il suo carattere.
Quando gli è stato chiesto se rifarebbe la stessa scelta, la risposta di Sinner è stata un sì categorico. Ha chiarito che la sua affermazione non era basata sui successivi trofei e classifiche, ma sulle inestimabili lezioni di vita e sulla crescita personale che il trasferimento gli ha offerto. È stato un sacrificio che ha dato frutti ben oltre il campo da tennis.
Basato su un reportage di Чемпионат.com.