Alessio Dionisi ha ufficialmente preso le redini del Watford, firmando un contratto biennale che vede l'italiano intraprendere un nuovo capitolo in Championship. La mossa arriva dopo un periodo turbolento nella sua carriera da allenatore, con i precedenti incarichi a Sassuolo e Palermo terminati prematuramente. Ora, a 44 anni, Dionisi è determinato a dimostrare che la sua precedente reputazione di uno dei più brillanti giovani allenatori italiani non era immeritata.
L'ascesa di Dionisi attraverso i ranghi tecnici è stata rapida. Dopo una modesta carriera da calciatore, ha fatto le ossa nelle divisioni inferiori del calcio italiano, ma è stato all'Empoli dove si è veramente fatto un nome. Guidando il club toscano alla promozione in Serie A nel 2020-21 e poi ottenendo un solido 14° posto la stagione successiva, Dionisi ha mostrato un calcio esteticamente gradevole ed efficace. La sua squadra dell'Empoli pressava alto, passava con intenzione e dava opportunità ai giovani talenti – caratteristiche che hanno attirato l'attenzione del Sassuolo.
Al Sassuolo, Dionisi ha avuto il difficile compito di seguire le orme di Roberto De Zerbi, partito per lo Shakhtar Donetsk dopo aver stabilito il club come una costante presenza nella metà alta della classifica. Nella sua prima stagione, 2021-22, Dionisi ha guidato il Sassuolo all'11° posto, mantenendo la filosofia del club di sviluppare giovani giocatori giocando un calcio attraente. Tuttavia, la campagna 2022-23 ha visto un declino, con infortuni e una perdita di forma che hanno portato a una lotta per la salvezza. All'inizio di febbraio 2024, con il Sassuolo appena sopra la zona rossa, il club ha deciso di cambiare.
Esonerato dopo 27 mesi al Mapei Stadium, Dionisi è stato rapidamente accostato a un ritorno in Serie B, e nell'estate del 2024 ha preso le redini del Palermo. Il club siciliano, sotto la proprietà del City Football Group, aveva chiare ambizioni di tornare in Serie A. Ma il matrimonio è stato di breve durata. Nonostante investimenti significativi, i risultati sono stati altalenanti e Dionisi è stato sollevato dall'incarico dopo solo pochi mesi. Per un allenatore che era stato indicato per un top job in Italia, l'esperienza palermitana è stata una battuta d'arresto deludente.
La Championship rappresenta non solo un nuovo inizio, ma anche un rischio calcolato. La decisione di Dionisi di trasferirsi all'estero, e specificamente in Inghilterra, segnala la volontà di uscire dalla sua zona di comfort. Il campionato è noto per la sua fisicità, il calendario incessante e i sottili margini che separano il successo dal fallimento. Tuttavia, è stato anche un trampolino di lancio per allenatori – sia britannici che stranieri – per ricostruire le loro carriere. Per un tecnico con l'acume tattico di Dionisi, l'opportunità di implementare le sue idee in un club con le risorse del Watford potrebbe essere la combinazione perfetta.
Il Watford stesso è a un bivio. Dalla retrocessione dalla Premier League alla fine della stagione 2021-22, gli Hornets hanno faticato a montare una seria sfida promozione. I frequenti cambi di allenatore sono stati la norma, con Rob Edwards, Slaven Bilić, Chris Wilder, Valérien Ismaël e Tom Cleverley che hanno tutti preso le redini in vari momenti. La famiglia Pozzo, nota per il suo approccio pratico e i legami con il calcio italiano, spera che Dionisi possa portare la stabilità e l'identità tattica che sono mancate.
Il contratto biennale offre una tempistica sensata. Dà a Dionisi abbastanza sicurezza per pianificare e implementare la sua filosofia, stabilendo al contempo chiare aspettative di progresso. A breve termine, dovrà valutare una rosa che ha reso al di sotto delle aspettative e instillare uno stile che possa competere in una divisione dove ogni partita è una battaglia. Lo sviluppo dei giocatori sarà fondamentale; il Watford ha un mix di veterani esperti e giovani promettenti, e il curriculum di Dionisi con i giovani all'Empoli e al Sassuolo potrebbe rivelarsi vitale.
Tatticamente, ci si aspetta che Dionisi adotti un sistema proattivo. Le sue formazioni preferite sono il 4-3-3 o il 4-2-3-1, entrambe basate sulla creatività a centrocampo, le sovrapposizioni dei terzini e una linea di pressing alta. Al suo meglio, le sue squadre dominano il possesso palla e creano numerose occasioni da gol. Adattare questo approccio al ritmo estenuante della Championship sarà impegnativo, ma non impossibile. Allenatori come Marco Silva e Carlos Corberán hanno dimostrato che uno stile basato sul possesso può prosperare nella seconda divisione inglese con la rosa giusta.
La nomina di Dionisi sottolinea anche il continuo fascino per gli allenatori italiani in Inghilterra. La Premier League ha visto successi come Conte, Ancelotti e Sarri, mentre la Championship ha ospitato Zola, Gattuso e ora Dionisi stesso. Lo scambio culturale porta varietà tattica, e l'enfasi di Dionisi sull'organizzazione e la costruzione dal basso potrebbe aggiungere una nuova dimensione a un campionato spesso definito dalla sua direttezza.
La sfida per Dionisi sarà immediata. I tifosi del Watford, stanchi dei continui sconvolgimenti, pretenderanno risultati e un'identità chiara. Il calendario impietoso della Championship non offre un periodo di ambientamento, e le aspettative al Vicarage Road sono alte. Tuttavia, l'italiano non è estraneo alla pressione, e la sua prima carriera suggerisce una resilienza che sarà messa alla prova al massimo in Inghilterra.
Mentre si prepara per la sua prima stagione oltremanica, Dionisi porta le speranze di un club desideroso di riconquistare lo status di Premier League. Per l'uomo di Abbadia San Salvatore, è un'opportunità per scrivere un nuovo capitolo, per dimostrare che le qualità che un tempo lo hanno reso uno degli allenatori più elogiati d'Italia sono ancora intatte. Se riuscirà ad adattarsi, sopravvivere e infine prosperare, il suo trasferimento al Watford potrebbe essere proprio il rilancio di cui la sua carriera aveva disperatamente bisogno.
Basato su resoconti di Tuttosport.