Eduardo Conceiçao, attaccante brasiliano sedicenne del Palmeiras, è stato colpito da una sospensione di quattro mesi da parte dell'organo di governo del calcio sudamericano, la Conmebol. La sua colpa? Aver imitato una scimmia durante una partita per protestare contro le presunte offese razziste da parte di un avversario argentino. La punizione, identica a quella inflitta al giocatore accusato degli insulti razzisti, ha suscitato indignazione e sfide legali da parte della federazione brasiliana.
L'incidente è avvenuto ad aprile durante una partita del Campionato sudamericano Under-17 tra Brasile e Argentina. Dopo aver segnato il terzo gol della sua squadra in una vittoria per 3-0, Conceiçao si è girato verso il difensore argentino Matheo Benitez e ha mimato una scimmia. Il gesto non è stato un atto di provocazione casuale, ma una risposta diretta a quella che i giocatori brasiliani sostengono essere stata una serie di commenti razzisti di Benitez durante la partita.
Secondo le notizie, i giocatori brasiliani hanno immediatamente avvisato l'arbitro degli abusi verbali, chiedendo l'attivazione dei protocolli anti-razzismo. Tuttavia, non è stata presa alcuna misura in campo. La partita è continuata senza alcun intervento, lasciando i giovani brasiliani a protestare nell'unico modo in cui si sentivano ascoltati: attraverso la celebrazione controversa di Conceiçao.
Settimane dopo, la commissione disciplinare della Conmebol ha esaminato il caso e ha inflitto sospensioni identiche di quattro mesi sia a Conceiçao che a Benitez. La confederazione ha citato i suoi regolamenti contro la discriminazione, che puniscono sia l'autore di atti razzisti sia qualsiasi giocatore che risponda con un comportamento discriminatorio simile, anche se fatto in segno di protesta. Questa stretta simmetria ha suscitato aspre critiche.
La Confederazione Brasiliana di Calcio (CBF) ha prontamente annunciato un appello, definendo la sanzione contro Conceiçao ingiusta. Il Palmeiras, la squadra del giocatore, ha fatto eco a questo sentimento, sostenendo che una giovane vittima di razzismo non dovrebbe essere trattata allo stesso modo di un presunto aggressore. Nel frattempo, l'Associazione Argentina di Calcio ha anch'essa presentato appello contro la sospensione di Benitez, dando vita a una complessa battaglia legale che potrebbe ridefinire il modo in cui la Conmebol gestisce tali casi.
La doppia punizione ha acceso un dibattito sull'adeguatezza delle misure anti-razzismo nel calcio sudamericano. I critici sottolineano che se l'arbitro avesse seguito i protocolli stabiliti (fermare la partita, fare un annuncio o addirittura sospendere il gioco), la situazione forse non sarebbe degenerata. Invece, l'inerzia ha costretto un sedicenne a prendere in mano la situazione, solo per essere sanzionato.
Non è la prima volta che la Conmebol viene criticata per il razzismo. La confederazione è stata a lungo accusata di applicazione debole e sanzioni blande. Nel 2022, ha introdotto sanzioni più severe e un protocollo in tre fasi per gli ufficiali di gara, ma gli incidenti continuano a verificarsi. Il caso attuale sottolinea il persistente divario tra politica e pratica.
Per Conceiçao, la sospensione di quattro mesi significa che perderà cruciali opportunità di sviluppo, incluse partite di club nazionali e le restanti gare della nazionale Under-17. In un'età formativa, un'assenza così lunga potrebbe ostacolare i suoi progressi proprio mentre stava emergendo come un talento promettente. Il trauma psicologico di essere punito per aver protestato contro il razzismo potrebbe anche avere effetti duraturi.
L'implicazione più ampia è un possibile effetto dissuasivo sui giocatori che denunciano il razzismo. Se le vittime rischiano una punizione uguale per aver reagito, potrebbero rimanere in silenzio, permettendo agli abusi di rimanere impuniti. Gli attivisti anti-razzismo hanno a lungo sostenuto che le autorità calcistiche devono proteggere coloro che si fanno avanti, non penalizzarli insieme ai perpetratori.
Mentre si svolge il processo d'appello, tutti gli occhi sono puntati sul tribunale d'appello della Conmebol. Un annullamento della sospensione di Conceiçao invierebbe un forte segnale che le vittime di razzismo non devono essere doppiamente vittimizzate. Un mantenimento della sospensione, invece, potrebbe rafforzare un precedente dannoso. Per ora, il mondo del calcio osserva se verrà fatta giustizia.
Basato su un servizio di L'Equipe.