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I play-off EFL a 40 anni: da una soluzione controversa al

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Mentre i play-off EFL celebrano il loro 40° anniversario, ci immergiamo negli archivi per rivelare le origini caotiche di un formato nato da una crisi

Il ruggito della folla a Wembley, l'agonia di una serie di rigori, l'estasi della promozione – i play-off EFL sono ormai un pilastro del dramma di fine stagione del calcio inglese. Tuttavia, mentre la competizione celebra il suo 40° anno, archivi recentemente consultati rivelano una nascita turbolenta, concepita non per amore dello spettacolo, ma per un disperato bisogno di salvare lo sport da se stesso.

La metà degli anni '80 rappresentò un punto di minimo per il calcio inglese. La Football League era frammentata da teppismo, disastri negli stadi come l'incendio di Bradford e un crollo delle presenze. Una proposta di Super League separatista da parte dei club d'élite minacciava la struttura piramidale, mentre un blackout televisivo lasciava lo sport in ginocchio finanziariamente. In questo clima di divisione, era necessaria una soluzione radicale.

Questa soluzione emerse da una tesa riunione di sei ore in un hotel vicino a Heathrow nel dicembre 1985. Con il presidente della Professional Footballers' Association Gordon Taylor nel ruolo di mediatore, i funzionari di tutte e quattro le divisioni elaborarono un piano. L'idea centrale, sostenuta dal presidente del Brentford Martin Lange, era un sistema di play-off progettato principalmente per generare entrate vitali per i club delle serie inferiori in difficoltà sotto un nuovo accordo finanziario.

Il concetto non era del tutto nuovo; il segretario della Football League Alan Hardaker lo aveva proposto nel 1972 senza successo. Questa volta, però, la crisi creò un'opportunità. Il risultante 'Accordo di Heathrow' includeva una riduzione della First Division e un sistema scaglionato di promozioni e retrocessioni, con i play-off aggiunti come meccanismo supplementare. Le proposte iniziali li descrivevano come una prova di due anni, 'simili a quelli usati nei campionati americani'.

Il piano era lungi dall'essere universalmente amato. I verbali delle riunioni dell'epoca descrivono le proposte come 'il meglio di un cattivo lavoro'. Prima di un voto cruciale nell'aprile 1986, i 22 presidenti della First Division lanciarono un ultimatum: adottare l'accordo o affrontare una scissione. Di fronte a questa minaccia, l'intera assemblea approvò con riluttanza il formato, assicurando la sopravvivenza della Football League.

I primi play-off della stagione 1986-87 suscitarono immediatamente controversie. L'allenatore dello Swindon Town, Lou Macari, nonostante la vittoria nella finale di Third Division, chiese l'abolizione del formato. Joe Royle dell'Oldham Athletic era furioso dopo che la sua squadra fu eliminata per la regola dei gol in trasferta nonostante avesse chiuso con sette punti in più dei vincitori, il Leeds United. La reazione iniziale dei media fu indifferente, ma il dramma in campo era innegabile.

La finale inaugurale dei play-off di First Division divenne un classico istantaneo, racchiudendo il potenziale caotico del formato. Il Charlton Athletic, classificatosi quartultimo, affrontò il Leeds United. Dopo che le due partite terminarono in parità, fu necessario un replay a St Andrew's di Birmingham. Peter Shirtliff del Charlton segnò due volte nei tempi supplementari per assicurare lo status di massima serie al suo club in una partita che rimane l'unica finale di play-off ad andare al replay.

Quella vittoria creò un precedente per momenti indimenticabili, ma le conseguenze misero in luce il netto contrasto dell'epoca con oggi. Shirtliff ricorda che la squadra festeggiò con fast food in un'area di servizio autostradale prima di disperdersi senza clamore. 'Non c'erano cellulari... niente social media', disse. 'Ecco fatto. Ben fatto ragazzi, vi faremo sapere quando inizia la preseason. Incredibile.'

Nonostante i primi mugugni, l'appetito del pubblico per questo dramma ad alta posta in gioco crebbe rapidamente. I play-off si sono evoluti nella 'partita più ricca del calcio', con la finale del Championship diventata un evento globale. Le finali dello scorso anno nelle tre divisioni hanno attirato un record di 211.858 tifosi a Wembley, consolidando lo status della competizione come tradizione amata.

Il formato continua ad adattarsi alle esigenze moderne. Un cambiamento significativo è all'orizzonte per il Championship. Dalla prossima stagione, i play-off passeranno da quattro a sei squadre. La nuova struttura vedrà le posizioni dalla quinta all'ottava contendersi 'partite eliminatorie', con i vincitori che poi affronteranno le squadre terza e quarta classificate in semifinale. L'EFL dichiara di essere 'fiduciosa che questo cambiamento rafforzerà ulteriormente' la competizione.

Da un compromesso riluttante per salvare un campionato in frantumi, i play-off sono diventati il cuore pulsante della conclusione del calcio inglese. Quarant'anni dopo, gli archivi mostrano che il capitolo più drammatico del calendario sportivo è stato scritto non per progettazione, ma per necessità.

Basato su reportage di Football | The Guardian.