La campagna 2025-26 del Middlesbrough si è conclusa nel modo più devastante immaginabile, poiché hanno sprecato tre distinte occasioni per tornare in Premier League, culminando in una sconfitta per 1-0 contro l'Hull City nella finale dei play-off del Championship. La conclusione di Oli McBurnie nel recupero, spinta in rete dopo che il portiere Sol Brynn ha solo potuto respingere un cross sulla sua traiettoria, ha mandato in estasi i Tigers e condannato il Boro al decimo anno consecutivo fuori dalla massima serie. I Teessiders avevano già mancato la promozione automatica all'ultimo giorno della stagione regolare e poi perso la semifinale play-off originale contro il Southampton, solo per essere graziati quando i Saints sono stati espulsi per spionaggio. Tuttavia, in un pomeriggio soleggiato a Wembley, non sono riusciti a cogliere quella ancora di salvezza, aggiungendo invece un altro capitolo doloroso al loro miserabile record nello stadio nazionale.
La finale stessa è stata una partita tesa e guardinga che sembrava destinata ai tempi supplementari fino al colpo di scena tardivo dell'Hull. Il Middlesbrough, sostenuto da oltre 35.000 tifosi che erano scesi a Londra con appena 48 ore di preavviso, ha creato occasioni ma è mancato di incisività per concretizzarle. La squadra dell'allenatore Kim Hellberg aveva dominato lunghi tratti dell'andata della semifinale contro il Southampton senza segnare, e un copione familiare si è ripetuto a Wembley. Mentre l'orologio segnava il 90°, una respinta sbagliata è caduta bene per l'Hull, e McBurnie ha colto l'attimo per spezzare il cuore del Boro. È stato un gol che ha racchiuso i margini sottili che hanno definito la loro stagione—e la loro lunga maledizione di Wembley.
Il percorso del Boro verso quel momento decisivo è stato tutt'altro che semplice. Per gran parte della campagna, sembravano destinati a un piazzamento nei primi due, trascorrendo 35 dei 46 giorni di campionato nei posti di promozione automatica e raggiungendo anche la vetta all'inizio di febbraio dopo una serie di sei vittorie consecutive. Tuttavia, una catastrofica flessione nel finale di stagione—solo due vittorie nelle ultime dieci partite di campionato—li ha visti scivolare al quinto posto. All'ultimo giorno, un pareggio a Wrexham non solo ha posto fine alle loro speranze di salire automaticamente, ma ha anche permesso all'Hull di superare il club gallese e infilarsi nei play-off. È stata la prima di tre occasioni mancate che li avrebbero perseguitati.
La semifinale play-off iniziale contro il Southampton è stata carica di dramma e polemiche. Dopo un primo tempo senza reti al fragoroso Riverside Stadium, dove il Boro non è riuscito a convertire il suo dominio, la partita si è spostata a St Mary's. Un gol precoce ha dato loro speranza, ma il Southampton ha reagito e ha vinto ai supplementari, prenotando apparentemente il posto a Wembley. Tuttavia, nel giro di pochi giorni, la storia ha preso una piega sismica. È emerso che un tirocinante del Southampton, Will Salt, era stato sorpreso al centro di allenamento Rockliffe Park del Middlesbrough mentre cercava di filmare una seduta appena due giorni prima dell'andata. L'EFL ha aperto un'indagine, e un panel disciplinare indipendente ha riconosciuto il Southampton colpevole di aver violato i regolamenti.
Le conseguenze—presto soprannominate "Spygate"—hanno dominato le prime pagine. Il Southampton è stato espulso dalla finale play-off, e il Middlesbrough è stato reintegrato. I Saints hanno fatto appello, ma un altro panel ha confermato la sanzione, sancendo l'improbabile ritorno del Boro a Wembley. È stata una svolta senza precedenti che ha dato alla squadra di Hellberg una terza possibilità di promozione. Tuttavia, il costo emotivo delle settimane precedenti, combinato con il caos logistico di prepararsi per una finale con così poco preavviso, potrebbe aver avuto il suo prezzo.
Parlando dopo la finale, Hellberg non ha evitato il dolore. "Sono state due sconfitte strazianti in due settimane, il che rende tutto molto, molto difficile," ha detto. "È stato un drenaggio emotivo, quindi quando la partita è finita oggi, ci si sente molto, molto vuoti. Deluso, triste, affranto." L'allenatore svedese, che ha preso il comando a novembre dopo che Rob Edwards è andato al Wolves, ha accettato la colpa per l'incapacità della sua squadra di trovare la rete quando contava di più. "Vorrei aver fatto meglio in questo periodo," ha aggiunto. "È una mia responsabilità e devo migliorarmi per aiutare i giocatori a segnare di più." La franchezza di Hellberg gli ha fatto guadagnare ammiratori nel Teesside, ma l'estate che verrà metterà alla prova la sua capacità di risollevare una squadra distrutta.
La miseria del Middlesbrough a Wembley si estende ora a sei visite nell'arco di 36 anni, con un record di un pareggio e cinque sconfitte in finali di coppa e play-off. Due di queste sono arrivate nella stagione 1996-97—una campagna che offre parallelismi inquietanti. Quell'anno, la squadra di Bryan Robson piena di stelle, con Juninho e Fabrizio Ravanelli, perse sia la finale di FA Cup che la finale di League Cup (dopo un replay), subendo anche la retrocessione dalla Premier League all'ultimo giorno e una controversa penalizzazione di punti per non aver disputato una partita. Il triplice colpo di occasioni mancate, dramma extra-campo e delusione finale risuona fortemente con la classe 2025-26.
Per il Middlesbrough, la sfida ora è incanalare questa angoscia in una spinta di promozione sostenuta. Devono riorganizzarsi per un decimo anno consecutivo in Championship, sapendo che il nucleo che li ha portati così vicini potrebbe essere smantellato. Il compito di Hellberg è monumentale: ricostruire la fiducia, risolvere i problemi di gol e navigare in un campionato che diventa ogni anno più competitivo. Lo scandalo "Spygate" potrebbe persistere come un ricordo amaro, ma il vero dolore è sapere che hanno avuto tre possibilità e non ne hanno colta nessuna. Come il mare rosso di tifosi che usciva da Wembley poteva testimoniare, questa è stata una stagione che prometteva tanto e ha regalato un altro familiare tipo di crepacuore.
Basato su un reportage di BBC Sport.