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Red Roses conquistano l'8° Sei Nazioni: 43-28 in Francia

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Le Red Roses dell'Inghilterra hanno vinto l'ottavo titolo consecutivo del Sei Nazioni femminile, sconfiggendo la Francia 43-28 a Bordeaux per completare il

Le Red Roses dell'Inghilterra hanno esteso il loro storico dominio nel Sei Nazioni femminile con una vittoria imponente per 43-28 sulla Francia a Bordeaux, assicurandosi un ottavo campionato consecutivo senza precedenti e un quinto Grande Slam consecutivo. Il trionfo in uno scontro decisivo e vibrante non solo ha sottolineato il dominio inglese, ma ha anche allungato la loro striscia di imbattibilità record a 38 test.

La partita è iniziata con la Francia che ha preso l'iniziativa, il loro gioco ad alta intensità ha costretto l'Inghilterra a errori precoci. La mediana di mischia Pauline Bourdon Sansus ha colpito al 14° minuto, finalizzando un rapido contropiede innescato da un turnover alla breakdown. I passaggi di Léa Murie hanno sbloccato la difesa, e le padrone di casa sembravano pronte a costruire sul loro vantaggio di 7-0, ma un'occasione cruciale mancata da una mischia ordinata offensiva ha cambiato l'inerzia.

La risposta dell'Inghilterra è stata tanto brutale quanto rapida. La pilone Sarah Bern ha sfondato da distanza ravvicinata al 22° minuto, esponendo la vulnerabilità della Francia intorno ai punti d'incontro, e il cinismo clinico delle visitatrici ha presto ribaltato la partita. La capacità delle Red Roses di punire i turnover con velocità devastante è diventata la narrazione del primo tempo, mentre due mete da lontano di Ellie Kildunne e una finalizzazione caratteristica di Jess Breach in angolo le hanno portate a un vantaggio di 26-7 all'intervallo.

La prima meta di Kildunne ha incarnato l'opportunismo inglese. Un pallone perso a centrocampo è stato calciato in avanti due volte dal centro Meg Jones, e la velocità bruciante dell'estremo ha fatto il resto, schiacciando sotto i pali. Lo sforzo di Breach è arrivato poco prima dell'intervallo, sfruttando lo spazio creato da una penalità in mischia per allungare il vantaggio. L'apertura Zoe Harrison, che ha avuto una giornata perfetta al piede, ha convertito tutte e quattro le mete del primo tempo e ha aggiunto un calcio di punizione più tardi per rafforzare la presa dell'Inghilterra.

Il secondo tempo ha visto una Francia ringiovanita reagire. L'ala Anaïs Grando ha riacceso la speranza con una meta al 54° minuto, e Bourdon Sansus ha infilato da una mischia cinque minuti dopo, riducendo il deficit a 29-21. Il pubblico dello Stade Chaban-Delmas ha avvertito una rimonta storica, ma la compostezza dell'Inghilterra nei momenti critici si è rivelata decisiva: Breach ha tagliato per la sua doppietta proprio mentre la pressione aumentava.

La conversione dalla linea laterale di Harrison sulla seconda meta di Breach è stata un punto di svolta, zittendo il sostegno casalingo e portando il margine a 15 punti. Poi è arrivato il colpo disciplinare decisivo: la sostituta mediana di mischia Alexandra Chambon ha ricevuto un cartellino giallo per un placcaggio alto, riducendo la Francia a 14 giocatrici. Dalla successiva mischia ordinata, la tallonatrice Amy Cokayne ha sfondato per porre effettivamente fine alla contesa.

La Francia ha avuto l'ultima parola con una meta tardiva di Rose Bernadou, ma il risultato era già fuori discussione. Lo sforzo valoroso delle padrone di casa è stato minato dagli stessi piccoli errori che l'Inghilterra ha così spietatamente sfruttato: mischie perse, errori di handling nella zona calda e lapsus difensivi nei momenti chiave.

Quest'ultimo trionfo consolida lo status dell'Inghilterra come punto di riferimento nel rugby femminile. Le Red Roses hanno ora 38 vittorie consecutive in test, una striscia che risale al 2019, e hanno vinto otto degli ultimi nove titoli del Sei Nazioni. Ciò che rende questa versione così formidabile è la profondità che ha permesso all'allenatore capo John Mitchell di mescolare e abbinare il personale senza alcun calo di intensità: nuovi volti si sono integrati senza soluzione di continuità in un sistema costruito su pressione incessante e intelligenza tattica.

La giocatrice della partita Kildunne ha riassunto l'emozione collettiva, riconoscendo la sfida posta dalla Francia e l'orgoglio di fare ancora una volta la storia. "È difficile da esprimere a parole," ha detto. "Far parte di una squadra che continua a fare storia mi riempie di immenso orgoglio." Ha evidenziato l'adattabilità della squadra come punto di forza chiave, notando che anche con un Grande Slam assicurato, c'è ancora un ampio margine di miglioramento.

La capitana della Francia Manaé Feleu, invece, è stata gentile nella sconfitta, la sua delusione uguagliata solo dalla sua fiducia nella traiettoria della squadra. "Piccoli errori ci sono costati cari, e contro una squadra come l'Inghilterra, quei momenti vengono puniti," ha riflettuto. "Sono orgogliosa del gruppo e del rugby che abbiamo mostrato; abbiamo molto su cui costruire." Le sue parole suggeriscono un divario che si sta riducendo, ma anche la montagna mentale e fisica ancora da scalare.

La vittoria a Bordeaux è più di un altro trofeo: è una dichiarazione di dove sta andando lo sport. Mentre l'era professionale si radica più a fondo, la combinazione di risorse a tempo pieno, coerenza strategica e fame competitiva pura dell'Inghilterra stabilisce uno standard scoraggiante. Per la Francia, la sfida è trasformare lampi costanti di qualità in dominio sostenuto per 80 minuti. Per ora, tuttavia, le Red Roses regnano sovrane, la loro dinastia non mostra segni di appassimento.

Basato su resoconti di Sky Sports.